XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1989
Onorevoli Colleghi! - Il diritto all'ambiente, uno dei
diritti fondamentali dell'uomo, come sancito nella
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, approvata
dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre
1948, rischia di essere cancellato.
L'accentuarsi delle continue aggressioni al nostro
eco-sistema finiscono con l'alterare in maniera irreparabile o
irreversibile il delicato equilibrio biologico del Pianeta.
Certamente, oggi, l'attenzione dell'opinione pubblica è
maggiormente sollecitata dai mezzi d'informazione, che ci
permettono di seguire, spesso con la tragicità rappresentativa
propria degli eventi, disastri ambientali in ogni angolo del
mondo, causati per di più dall'incuria e, troppe volte in
maniera dolosa, dall'uomo. Tuttavia quello che ancora manca, o
e insufficiente, è una nuova cultura del rapporto uomo-natura
in cui l'uomo venga considerato una componente della biosfera,
abbandonando la visione antropocentrica e, per altri versi,
potremmo dire biblica, dell'uomo dominatore assoluto e padrone
della natura.
Da qui è possibile un ulteriore salto culturale che si
identifica nel passaggio dal concetto di "protezione o
salvaguardia della natura" a quello di "gestione
dell'ambiente" ovvero proiettarsi verso una prospettiva di
sviluppo sostenibile, così da garantire il soddisfacimento dei
bisogni attuali in un quadro di rispetto della natura senza
compromettere le risorse e le possibilità delle future
generazioni. Questa dimensione dei problemi ambientali postula
la centralità del ruolo della scuola nella promozione
dell'"educazione ambientale". In verità impegni da parte dei
Ministeri competenti, istruzione e ambiente, sono stati
assunti con un accordo interministeriale del 6 febbraio 1996.
In questo accordo, fra gli obblighi del Ministero della
pubblica istruzione vi è quello di "promuovere la diffusione e
l'approfondimento dei contenuti dell'educazione ambientale già
presenti negli ordinamenti della scuola elementare e della
scuola secondaria di primo grado. Per la scuola secondaria di
primo grado <il Ministero> si impegna in particolare a
promuovere attività didattiche nelle aree protette e nei
parchi naturali. Per la scuola secondaria superiore,
considerata la necessità di arricchire tutte le formazioni e
le preparazioni ad attività di lavoro e professionali,
attraverso la considerazione dell'ambiente come sistema di
relazioni, e la maturazione di un atteggiamento consapevole e
attivo, il Ministero della pubblica istruzione si impegna a
promuovere e valorizzare, anche all'interno delle
programmazioni curricolari, momenti di approfondimento
interdisciplinari e di progettualità volti all'applicazione
concreta delle conoscenze acquisite anche attraverso
l'adeguamento dei vigenti regolamenti ed indirizzi
sull'organizzazione delle attività didattiche".
Sta di fatto però che l'educazione ambientale a tutt'oggi
non è prevista come materia di insegnamento e raramente entra
a far parte dei curricula scolastici, costituendo
piuttosto oggetto di attività extra-scolastiche o
para-scolastiche (visite guidate, percorsi formativi,
ricerche, sperimentazioni, eccetera). La proposta di legge,
che si sottopone all'esame e all'approvazione del Parlamento,
intende introdurre l'obbligatorietà dell'insegnamento
dell'educazione ambientale, che alimenti una moderna cultura
ambientalistica, attraverso nuove metodologie di insegnamento
tese a realizzare una partecipazione attiva e un
coinvolgimento dei discenti, nel rapporto con il territorio e
le sue risorse. Nel riaffermare l'educazione ambientale come
nuova e autonoma disciplina riteniamo di dover superare quel
concetto di "trasversalità" dell'insegnamento a cui si è
voluta finora sterilmente legare l'educazione ambientale, che
finisce con il diluire e lo stemperare la componente formativa
nei suoi più alti valori e nelle sue specificità, ma di
riaffermare l'importanza del significato dell'insegnamento in
quanto tale, nella sua piena autonomia propria di ogni singola
disciplina.
E' essenziale valorizzare i processi integrativi con altre
materie, mettendo in rete conoscenze, informazioni e attivando
percorsi multidisciplinari capaci di favorire un approccio
globale ai problemi e alle politiche ambientali. In
particolare costanti momenti interattivi si dovranno costruire
con l'educazione civica e l'educazione alla salute ricordando
come l'educazione ambientale sia da un lato componente
essenziale per l'affermarsi del concetto di nuova cittadinanza
e dall'altro come la salubrità e la vivibilità dell'ambiente
siano strettamente connesse con la salute del singolo e della
collettività.