XIV LEGISLATURA
RELAZIONE - N. 1985-A
Onorevoli Colleghi! - Congiuntamente con il disegno di
legge finanziaria, siamo chiamati ad esaminare il disegno di
legge di bilancio.
I due atti normativi, che, insieme, rappresentano gli
strumenti attraverso i quali viene realizzata la manovra di
finanza pubblica, rispondono a funzioni diverse.
Da un lato, vi è un atto di natura formale, che determina
le previsioni di entrata e le autorizzazioni di spesa in base
alla legislazione in vigore al momento in cui viene
predisposto: è questo il disegno di legge di approvazione del
bilancio dello Stato, che, infatti, viene presentato dal
Governo alla data del 30 settembre come bilancio a
legislazione vigente.
Dall'altro, vi è un atto di natura sostanziale, la legge
finanziaria, che, a seguito della riforma disposta con la
legge n. 208 del 1999, contiene le modifiche e le integrazioni
dell'ordinamento in vigore, necessarie, sotto il profilo
finanziario, per conseguire gli obiettivi indicati nel DPEF e
approvati dalle relative risoluzioni parlamentari, nonché,
eventualmente, rivisti con la Nota di aggiornamento.
L'esame congiunto dei due disegni di legge, nel corso
della sessione di bilancio, permette, una volta approvato il
disegno di legge finanziaria, di scontare in bilancio gli
effetti delle disposizioni in essa contenute, in termini di
variazione delle previsioni di entrata e delle autorizzazioni
di spesa, attraverso la votazione, in ciascun ramo del
Parlamento, di un apposito atto, indicato come Nota di
variazioni.
Il bilancio a legislazione vigente, in questo modo, viene
a costituire la base sulla quale operano gli effetti delle
misure innovative previste nella finanziaria.
La determinazione delle previsioni a legislazione vigente
è particolarmente significativa per quanto riguarda le
entrate, con riferimento, soprattutto, alle entrate
tributarie, e per quanto riguarda la spesa per interessi. Nel
primo caso le stime di bilancio devono tener conto
dell'interazione tra la disciplina fiscale in vigore e i
previsti andamenti delle grandezze macroeconomiche alle quali
sono correlate le basi imponibili. Per quanto concerne la
quantificazione della spesa per interessi, occorre considerare
che l'onere sui titoli di nuova emissione dipende
essenzialmente dall'evoluzione dei tassi.
Relativamente alle altre voci di spesa, non possono essere
modificati, in sede di esame del disegno di legge di bilancio,
gli stanziamenti determinati sulla base di norme vigenti; in
questo caso, infatti, la variazione dell'appostazione di
bilancio dovrebbe discendere da una modifica della disciplina
sostanziale. Costituiscono, invece, oggetto di decisione di
bilancio gli stanziamenti relativi alla spesa
discrezionale.
Gli oneri giuridicamente obbligatori (in massima parte,
oneri dipendenti da fattori legislativi, che ne fissano
l'entità o ne stabiliscono le modalità di quantificazione in
rapporto a determinati parametri) continuano a rappresentare
la parte di gran lunga prevalente degli stanziamenti iscritti
nel bilancio dello Stato (oltre il 93 per cento delle spese
finali, vale a dire del complesso di spese correnti e spese in
conto capitale).
Occorre peraltro segnalare che, pur nei margini ristretti
di intervento permessi dalla natura formale della legge di
bilancio, il Governo è riuscito ad attuare un significativo
contenimento della spesa per acquisti di beni e servizi, da
cui si è potuto conseguire un risparmio di oltre 1.100 milioni
di euro, come dirò più precisamente tra breve.
Sotto il profilo strutturale, il disegno di legge di
bilancio per il 2002 completa l'adeguamento dell'impostazione
del documento di contabilità alla riforma del Governo
disciplinata dal decreto legislativo n. 300 del 1999, e
successive modificazioni e integrazioni. L'adeguamento ha
comportato non soltanto la riduzione del numero degli stati di
previsione della spesa, passati da 18 a 14, ma anche la
collocazione e la ridefinizione di diversi centri di
responsabilità amministrativa.
Specifiche modifiche hanno inoltre interessato i centri di
responsabilità amministrativa relativi alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri che, a seguito dell'attribuzione a
quest'ultima di autonomia contabile e di bilancio, in base al
decreto legislativo n. 303 del 1999, sono stati collocati
nello stato di previsione del Ministero del tesoro e, adesso,
del Ministero dell'economia e delle finanze. In particolare,
con il bilancio di previsione per il 2002, sono stati riferiti
a singole unità previsionali di base iscritte nel centro di
responsabilità "Tesoro" gli stanziamenti relativi
all'editoria, alla protezione civile, al servizio civile
nazionale e al Consiglio di giustizia amministrativa della
regione Sicilia, che nel bilancio precedente erano collocate
nella gestione transitoria delle spese già attribuite alla
Presidenza del Consiglio ovvero costituivano distinti centri
di responsabilità amministrativa, ora soppressi.
Sotto il profilo finanziario, il bilancio a legislazione
vigente per il 2002, come presentato dal Governo, evidenzia un
saldo netto da finanziare di 39.600 milioni di euro (76.700
miliardi di lire), migliore di quasi 3.500 milioni di euro
(6.800 miliardi di lire) rispetto al saldo risultante
dall'assestamento per l'esercizio 2001.
La differenza che così si determina dipende dall'aumento
delle entrate finali, che risulta di dimensioni tali (9.000
milioni di euro,17.500 miliardi di lire) da sopravanzare il
contestuale aumento delle spese finali (5.600 milioni di euro,
10.800 miliardi di lire).
La stima delle entrate di natura tributaria, che
corrispondono a quasi il 94 per cento del complesso delle
entrate finali, mostra, per il 2002, un aumento rispetto alle
previsioni assestate relative al 2001 di 11.100 milioni di
euro (21.500 miliardi). Secondo le indicazioni offerte nella
relazione illustrativa, l'aumento, stimato nel 4 per cento del
gettito complessivo, dipende essenzialmente dall'evoluzione
tendenziale del gettito medesimo, in corrispondenza con
l'espansione delle basi imponibili. In relazione alle
principali imposte, si stima che il gettito tendenziale
dell'IRPEF aumenti, rispetto all'assestamento, di 4.300
milioni di euro (8.400 miliardi, pari al 3,4 per cento), il
gettito dell'IRPEG aumenti di 3.400 milioni di euro (6.700
miliardi, pari a quasi il 10 per cento) e il gettito dell'IVA
aumenti di 2.700 milioni di euro (5.300 miliardi, pari al 3,2
per cento).
Per quanto concerne il versante della spesa si registra un
incremento, per circa 11.400 milioni di euro, delle spese
correnti, al netto degli oneri per interessi. Tale aumento
dipende, per la maggior parte (+5.100 milioni di euro), dagli
stanziamenti da destinarsi alle regioni, e, specificamente,
dall'incremento delle risorse da attribuire alle regioni a
titolo di compartecipazione all'IVA, ai sensi del D.Lgs.
56/2000 (+ 3,674 milioni di euro) e dall'incremento del fondo
per l'attuazione dell'ordinamento delle regioni a statuto
speciale (+ 1.420 milioni di euro). Registrano variazioni in
aumento anche le poste correttive e compensative, il cui
andamento è connesso all'evoluzione delle entrate (+ 3.100
milioni di euro) e la categoria residuale relativa ad "altre
spese correnti", rispetto alla quale incidono in misura
significativa le esigenze di ricostituzione dei fondi di
riserva e i maggiori stanziamenti a favore del fondo per le
politiche sociali (le cui risorse sono accresciute per 1.592
milioni di euro).
Occorre tuttavia segnalare che l'aumento della spesa
corrente al netto degli interessi dovuto alle voci sopra
richiamate viene limitato dalla contestuale diminuzione, per
oltre 1.100 milioni di euro, della spesa relativa ai consumi
intermedi. Il contenimento di quest'ultima voce di spesa è
stato ottenuto mediante una riduzione nell'ordine del 10 per
cento degli stanziamenti
di carattere discrezionale finalizzati all'acquisto di beni e
servizi. Si tratta di un'operazione che il Governo aveva già
compiuto in sede di assestamento del bilancio per l'esercizio
in corso e che attesta la salda volontà di operare uno stretto
controllo della spesa corrente.
La stima della spesa per interessi, che, per il 2002,
denota una diminuzione di 4.300 milioni di euro (8.300
miliardi di lire) rispetto all'analogo stanziamento
determinatosi nel 2001, dipende principalmente dalla prevista
evoluzione dei tassi, oltre che dalle decisioni relative alla
gestione delle passività già esistenti e alle nuove emissioni,
che si riflettono sulle dimensioni e sulla struttura del
debito (ricordo, riguardo a quest'ultimo profilo, che il
disegno di legge finanziaria, come già prima il decreto
relativo all'introduzione dell'euro, contiene disposizioni
volte ad ampliare i margini di flessibilità nella gestione del
debito, anche in relazione al coordinamento delle emissioni di
titoli da parte degli enti locali).
La significativa diminuzione degli stanziamenti relativi
agli oneri per interessi che viene effettuata nel bilancio a
legislazione vigente testimonia, anche in rapporto a polemiche
sollevate di recente, in particolare in occasione dell'esame
dell'assestamento, la correttezza con la quale il Governo,
sulla base degli elementi di conoscenza disponibili, ha
proceduto a stimare questa voce di spesa.
Un'ultima notazione sul bilancio a legislazione vigente
riguarda, infine, la spesa in conto capitale, che registra una
diminuzione, a confronto con l'assestamento 2001, di 1.500
milioni di euro (2.900 miliardi di lire). Questa variazione
deve considerarsi fisiologica, dal momento che proprio il
riferimento alla legislazione vigente induce a registrare nel
bilancio gli effetti dell'estinzione, nel corso del 2001, di
passate autorizzazioni di spesa. La tabella D del disegno di
legge finanziaria presentato dal Governo dispone peraltro
ulteriori finanziamenti di spese in conto capitale pari, al
netto dei definanziamenti di tabella E, a 2.800 milioni di
euro (5.500 miliardi di lire) per il 2002, a 5.000 milioni di
euro (9.700 miliardi) nel 2003 e a 16.700 milioni di euro
(32.300 miliardi) nel 2004. Ad essi si aggiungono
accantonamenti nella tabella B per successivi provvedimenti
recanti spese in conto capitale, che complessivamente
ammontano per il 2002 a 1.200 milioni di euro (circa 2.400
miliardi di lire).
Nel corso dell'esame presso il Senato del disegno di legge
di bilancio a legislazione vigente sono stati approvati pochi
emendamenti, di impatto sostanzialmente contenuto. Tra di essi
desidero segnalare soltanto l'aumento, per circa 38,7 milioni
di euro (75 miliardi di lire), del fondo per la operatività
scolastica.
L'esame svolto dalla Commissione bilancio della Camera ha
permesso di introdurre ulteriori modifiche che, pur in numero
limitato, non sono prive di rilevanza.
Su proposta del Governo è stato approvato un emendamento
all'articolato che permette di rendere più flessibile la
gestione degli stanziamenti relativi al funzionamento delle
agenzie fiscali istituite con la riforma del Governo di cui al
decreto legislativo n. 300 del 1999 e quella delle somme da
corrispondere al personale in posizione di "comando" presso
altra amministrazione.
Gli altri emendamenti proposti dal Governo e approvati
dalla Commissione operano interventi compensativi sugli
stanziamenti di parte corrente di diversi stati di previsione,
in vista di una più opportuna allocazione delle risorse.
Meritano di essere segnalate le disponibilità assegnate a
specifiche finalità, non presenti nella versione iniziale del
bilancio a legislazione vigente, quali le attività di sostegno
alle imprese svolte dalle Camere di commercio (circa 5
miliardi di lire) e gli esborsi a titolo di riparazione dei
danni relativi alla violazione del termine ragionevole del
processo (quasi 13 miliardi). Sono state inoltre incrementate
in misura significativa le risorse finalizzate a sostenere
l'attività di enti, associazioni e comitati che si adoperano
per l'assistenza educativa, scolastica, culturale, ricreativa
e sportiva dei lavoratori italiani all'estero (l'incremento è
di 10 miliardi di lire) e le
disponibilità per il lavoro straordinario del personale del
Corpo di polizia penitenziaria (15 miliardi).
La Commissione bilancio ha approvato anche un emendamento
proposto dalla Commissione difesa, con il quale è stata
ridefinita l'entità di diversi stanziamenti iscritti nello
stato di previsione del relativo Ministero. Le modifiche
permettono un aumento delle dotazioni relative alle spese
generali di funzionamento del personale militare (+ 10
miliardi di lire), agli investimenti in attrezzature e
impianti nell'ambito del centro di responsabilità "armamenti
terrestri" (+ 80 miliardi di lire), al rifornimento idrico
delle isole minori (per il quale vengono stanziati 25
miliardi) e alla manutenzione e ammodernamento di mezzi
operativi e strumentali della marina militare (+ 5
miliardi).
Sono stati, infine, approvati dalla Commissione due
identici emendamenti di carattere tecnico, uno proposto da
deputati di maggioranza e l'altro da deputati
dell'opposizione, volti ad adeguare il bilancio ad una
disposizione della legge n. 74 del 2001 sul Corpo nazionale
del soccorso alpino e speleologico, con la quale sono state
incrementate le disponibilità per i premi di assicurazione dei
volontari impegnati nelle attività di soccorso, a valere su
stanziamenti relativi alla medesima attività.
Le principali variazioni alle previsioni del bilancio
dello Stato derivano tuttavia dalle disposizioni contenute
nella finanziaria, i cui effetti, come ho detto in precedenza,
sono scontati nella quantificazione delle poste di bilancio
attraverso l'approvazione della Nota di variazioni.
Al Senato sono state approvate due distinte Note di
variazioni.
La prima, indicata come Nota tecnica, ha trasposto in
bilancio gli effetti contabili di tre provvedimenti - il
decreto-legge sull'introduzione dell'euro (decreto-legge n.
350 del 2001, convertito, con modificazioni, dalla legge n.
409 del 2001), il decreto legge sulla dismissione del
patrimonio immobiliare (decreto-legge n. 351 del 2001,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 410 del 2001) e
la legge recante "Primi interventi per il rilancio
dell'economia" (legge n. 383 del 2001, più comunemente
conosciuta come Tremonti-bis)- che, per la rilevanza
economica delle misure adottate e per la conseguente incidenza
in termini finanziari, con particolare riferimento al bilancio
dello Stato, costituiscono parte integrante della manovra di
finanza pubblica per il 2002.
Dal complesso dei tre provvedimenti derivano, per il
bilancio dello Stato, maggiori entrate, relative al 2002, per
7.851 milioni di euro (15.200 miliardi di lire) e minori spese
correnti per 746 milioni di euro (1.450 miliardi di lire).
La seconda Nota di variazioni ha trasferito nel bilancio,
come già modificato in conseguenza dei provvedimenti sopra
ricordati, gli effetti delle misure previste nel disegno di
legge finanziaria, come approvato dal Senato.
Una parte di queste misure ha funzione correttiva, in
quanto è rivolta a contenere voci di spesa o incrementare voci
di entrata rispetto alle dimensioni che si determinerebbero a
legislazione vigente.
Una parte degli interventi previsti dalle disposizioni del
disegno di legge finanziaria ha invece carattere espansivo ed
è finalizzata a sostenere il reddito e lo sviluppo del sistema
economico. E' significativo dell'impostazione della manovra
del Governo che, in termini quantitativi, le dimensioni delle
misure espansive siano prevalenti rispetto a quelle delle
misure correttive. Gli effetti finanziari complessivi delle
disposizioni contenute nel disegno di legge finanziaria, come
approvato dal Senato, indicano infatti, a fronte di un
incremento delle entrate, di 2.277 milioni di euro (4.400
miliardi di lire), un incremento delle spese di 4.023 milioni
di euro (7.800 miliardi di lire).
Tra le misure da cui derivano maggiori entrate, la più
importante appare l'imposta sostitutiva relativa alla
rideterminazione del valore di acquisto di partecipazioni non
negoziate e di terreni edificabili, che dovrebbe recare, nel
2002, un gettito di oltre 2.000 milioni di euro (circa 4.000
miliardi di lire).
Tra i diversi interventi di contenimento della spesa, le
misure relative alla definizione
del patto di stabilità interno con gli enti locali e al
riordino degli enti pubblici, pur avendo effetti di gran lunga
preponderanti in relazione al conto economico delle
amministrazioni pubbliche, contribuiscono anche ad una
riduzione della spesa corrente del bilancio dello Stato che
nel 2002 è pari a circa 200 milioni di euro (circa 400
miliardi di lire).
Gli interventi di carattere espansivo sono rivolti in
misura prevalente al sostegno del reddito delle famiglie, con
particolare riferimento alle detrazioni IRPEF per carichi
familiari, che nel 2002 hanno un'incidenza sul bilancio (in
termini di minori entrate) di 1.300 milioni di euro (2.200
miliardi di lire), all'innalzamento delle pensioni per le
fasce di popolazione anziana in condizioni disagiate (2.170
milioni di euro, pari a 4.200 miliardi di lire) e alla proroga
degli incentivi sulle ristrutturazioni edilizie (279 milioni
di euro, 540 miliardi di lire).
Per quanto riguarda l'attività delle imprese, gli
interventi di sostegno introdotti sono finalizzati
specificamente all'ampliamento dell'occupazione nelle regioni
meridionali, attraverso la concessione di sgravi contributivi,
che si traducono, in termini di contabilizzazione nel bilancio
dello Stato, in maggiori spese per 1.312 milioni di euro
(oltre 2.500 miliardi di lire).
Le maggiori risorse destinate ai rinnovi contrattuali nel
pubblico impiego e alla valorizzazione dei dipendenti pubblici
ammontano, in riferimento al bilancio dello Stato, a 1.750
milioni di euro, 3.400 miliardi di lire. E' particolarmente
apprezzabile che nella destinazione delle risorse disponibili
il Governo abbia manifestato particolare attenzione per il
personale impiegato nel mondo della scuola e per le forze
armate e di polizia.
Alcune delle modifiche introdotte nel disegno di legge
finanziaria nel corso dell'esame da parte della Commissione
bilancio della Camera comportano anche rilevanti effetti sul
bilancio dello Stato.
Ricordo, in particolare, le maggiori entrate derivanti
dall'imposta sostitutiva prevista in relazione all'esclusione
di beni immobili strumentali dal patrimonio delle imprese
individuali (150 miliardi di lire) e, soprattutto, quelle
derivanti dalla possibilità, per i periodi di imposta 2001 e
2002, di adeguare ricavi, compensi e volume di affari ai
valori determinati in base all'applicazione degli studi di
settore, senza dover pagare interessi né sanzioni (800
miliardi).
Un notevole miglioramento dei servizi in ambito sociale e
culturale, e, di riflesso, anche minori oneri a carico del
bilancio dello Stato, potranno risultare dall'emendamento
volto a ridefinire la disciplina delle fondazioni,
concentrando la loro attività su questi settori e completando
la separazione dal sistema bancario.
Maggiori oneri sono invece correlati a significative
misure di sostegno dello sviluppo e del reddito introdotte
dalla Commissione, come la proroga del regime speciale IVA e
la riduzione dell'IRAP gravante sulle aziende agricole per il
periodo di imposta 2001 (in totale circa 360 miliardi di
lire), il fondo per la riqualificazione urbana dei comuni e
quello per lo sviluppo delle isole minori (in totale 300
miliardi di lire), le maggiori risorse destinate alla
contrattazione per il pubblico impiego, con specifico
riferimento alle forze di polizia e alle forze armate (circa
450 miliardi).
Nel complesso le modifiche apportate dalla V Commissione
al disegno di legge finanziaria comportano, per il 2002, un
miglioramento del saldo netto da finanziare del bilancio dello
Stato di circa 18 milioni di euro (35 miliardi di lire),
risultante da un miglioramento del saldo corrente di quasi 150
milioni di euro (290 miliardi di lire) e da maggiori
autorizzazioni di spesa e accantonamenti per interventi in
conto capitale per 132 milioni di euro (255 miliardi di
lire).
Riprendendo alcune considerazioni già avanzate nel corso
del dibattito in Commissione, mi pare di poter concludere che
dall'esame delle cifre del bilancio, per quanto esso possa
risultare, a tratti, arido e faticoso, emergono tuttavia, con
la chiarezza di cui soltanto i numeri sono capaci, le linee
fondamentali della politica finanziaria del Governo e della
maggioranza.
Anche senza voler riaprire polemiche del passato, si può
dire che la condizione dei conti pubblici risentiva,
oggettivamente, di un prolungato ciclo elettorale. Al tempo
stesso si è registrato un peggioramento della situazione
economica internazionale, che i tragici eventi dell'11
settembre hanno profondamente aggravato. Anche l'economia
italiana ne ha subito le conseguenze, con un repentino e
consistente rallentamento della crescita. Il Governo si è
trovato di fronte alla duplice e, per certi versi, opposta
esigenza di assicurare la stabilità della finanza pubblica e,
al tempo stesso, di sostenere il rilancio dell'economia.
Riguardo al primo profilo, sono state adottate misure
rigorose di contenimento della spesa primaria delle
amministrazioni statali e di controllo dei flussi di cassa,
sono state chiaramente definite le responsabilità in materia
di spesa sanitaria, più in generale si è cercato di dare una
diversa e più efficace impostazione ai rapporti finanziari tra
lo Stato, da un lato, e le autonomie territoriali,
dall'altro.
Al tempo stesso con i provvedimenti, sopra ricordati, che
fanno parte integrante della manovra di finanza pubblica per
il 2002, sono state reperite considerevoli risorse, senza
peraltro accentuare il livello già alto della pressione
fiscale. Il profilo più significativo degli interventi
previsti con tali provvedimenti consiste proprio nel fatto che
essi, pur avendo effetti finanziari positivi, non comportano
sacrifici per il sistema economico nazionale, ma, al
contrario, con particolare riferimento alle agevolazioni per
gli investimenti, pongono le condizioni per una rapida e
incisiva ripresa.
Le disponibilità finanziarie così recuperate hanno
consentito di predisporre un disegno di legge finanziaria che
contiene rilevanti misure espansive (come dimostrano, tra
l'altro, gli effetti sul bilancio dello Stato sopra
illustrati), destinate soprattutto al sostegno del reddito
delle famiglie e delle fasce di popolazione più disagiate, da
un lato, e l'incremento dell'occupazione nelle aree del Paese
dove l'accesso al lavoro è più difficile, dall'altro.
In definitiva, si può affermare che, nel corso dell'esame
in Commissione, al contenuto del disegno di legge finanziaria
siano state apportate significative e positive modifiche, che
si traducono anche in un miglioramento dei saldi di bilancio e
della composizione della spesa.
Pertanto nell'esprimermi in senso favorevole sul disegno
di legge di bilancio al nostro esame, voglio sottolineare come
in esso si rifletta un complesso di misure efficaci per il
perseguimento del duplice obiettivo della stabilità e dello
sviluppo solidale.
Tali misure pongono le premesse per una riduzione
strutturale della pressione fiscale, da attuare non appena le
condizioni di finanza pubblica lo permetteranno. Anche le
previsioni delle entrate erariali a legislazione vigente
confermano, con il loro sostenuto incremento, la necessità di
questo intervento.
Alberto GIORGETTI,
Relatore per la maggioranza
TESTO
DEL DISEGNO DI LEGGE N. 1985
(BILANCIO)