XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1980
Onorevoli Colleghi! - L'attività di radiolocalizzazione
satellitare di automezzi o natanti o di controllo a distanza
di abitazioni ed uffici si è recentemente sviluppata in tutto
il mondo come risorsa per la collettività legata soprattutto
ai servizi di soccorso, informazione ed assistenza, antifurto;
tale attività è risorsa strategica nel campo delle
telecomunicazioni e della prevenzione e contrasto della
microcriminalità e della criminalità organizzata. La sua
utilizzazione ha già dato positivi risultati.
Infatti nel settore più sviluppato del controllo a
distanza, quello delle autovetture, lo scorso anno, a fronte
della quotidiana sparizione di 610 veicoli, si registra un
aumento dei recuperi, attestati al 55,5 per cento, contro il
52,82 per cento del 1999. Per contro, talune compagnie
assicurative prevedono la riduzione del premio per furto sino
all'80 per cento, qualora il veicolo sia dotato di sistema di
rilevazione satellitare.
Tuttavia, il servizio antifurto è ostacolato dalle norme
del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza risalente al
1931, in quanto è inteso come attività di televigilanza
erogabile solamente da soggetti autorizzati ai sensi
dell'articolo 134 relativo agli istituti di vigilanza privata.
Poiché le suddette autorizzazioni sono rilasciate dai prefetti
in ambito provinciale, tale situazione determina una
difficoltà nell'erogare un efficace servizio per i beni in
movimento: in caso di furto al di fuori della provincia, gli
istituti di vigilanza potrebbero solo segnalare l'evento
all'interessato.
Per superare il problema, detti istituti hanno
perfezionato accordi contrattuali in forza dei quali i segnali
di allarme sono automaticamente smistati agli istituti
operanti nella zona in cui si trova l'automezzo.
L'autorizzazione a svolgere attività di controllo satellitare
di automezzi su tutto il territorio nazionale è stata sempre
tuttavia rifiutata a livello centrale e periferico, nonostante
le continue richieste degli operatori nel settore, in quanto
ritenuta dal Ministero in contrasto con il dispositivo del
citato testo unico.
In tempi recentissimi si è venuto sviluppando un ulteriore
metodo applicativo del controllo satellitare o a distanza.
Taluni enti locali, principalmente comuni a forte vocazione
turistica e come tali interessati al problema delle "seconde
case", a fronte dei sistematici furti verificatisi nel proprio
territorio, hanno fatto richiesta di poter installare sistemi
di controllo di tipo satellitare nelle abitazioni di tutti i
cittadini che intendessero adottarli; tramite una centrale
operativa, tutte le segnalazioni di pericolo verrebbero
smistate alle autorità mobili di pronto intervento della
polizia cittadina.
Tuttavia tale lodevole iniziativa ha anch'essa trovato
ostacolo nel testo unico delle leggi di pubblica sicurezza: le
licenze sono infatti contingentate (articolo 136, secondo
comma) e riguardano solamente gli istituti di vigilanza spesso
non presenti nelle aree interessate. Occorrerebbe invece
favorire convenzioni o contratti di servizio con gli istituti
medesimi.
Queste limitazioni non hanno più motivo d'essere: da un
lato, il semplice servizio di segnalazione all'autorità
competente può essere distinto dall'attività di vigilanza, che
implica anche una capacità d'intervento; dall'altro la
normativa del testo unico costituisce oggettivo ostacolo allo
sviluppo di una tecnologia che potrà comportare innumerevoli
benefici in termini di salute e sicurezza dei cittadini.
Non va dimenticato che l'Italia, con la legge n. 10 del
2001, ha finanziato con 600 miliardi lo sviluppo di sistemi di
rilevazione satellitare del tutto europei (programmi GNSS1 e
GNSS2-Galileo), che dovrebbero essere operativi per il 2006.
Questo non solo per impedire la dipendenza dell'Europa
dall'attuale sistema, denominato GPS, di origine americana e
nato con intenti militari, ma anche per garantire un adeguato
sviluppo all'industria comunitaria del settore. Secondo la
relazione che accompagnava il disegno di legge governativo,
poi divenuto legge n. 10 del 2001, su dieci nuovi ricevitori
di navigazione satellitare attualmente venduti, ben nove sono
destinati ad usi civili oppure commerciali.
Per questi motivi, la presente proposta di legge si
colloca in un quadro di adeguamento e di semplificazione della
normativa, di sviluppo di settori industriali e di servizi
emergenti e di ricadute positive in termini di sicurezza e di
tutela della salute. Ne chiediamo pertanto la sollecita
approvazione.