XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1961




        Onorevoli Colleghi! - La redazione di una proposta di legge riguardante la strutturazione dell'offerta per la valorizzazione turistica, culturale ed ambientale della "Via Francigena" ha come obiettivo principale quello di concretizzare un'ipotesi di sviluppo socio-economico e territoriale delle aree interessate da questo antico itinerario, fondata essenzialmente su due assunti di base: favorire attraverso lo sviluppo del turismo a matrice culturale ed ambientale un più generale processo di integrazione e scambio sociale, economico e culturale delle regioni interessate nel contesto europeo; produrre o valorizzare, sulla base di una pluralità coerente e coordinata di progetti-prodotti definiti, nuove occasioni di sviluppo per le aree su cui insiste tale percorso - tra cui, in primo luogo, quelle connotate dalle più significative caratteristiche di marginalità socio-economica e territoriale - sia in termini di incremento di reddito e di livelli occupazionali, sia di conservazione e riqualificazione del patrimonio culturale, storico-architettonico ed ambientale esistente.
        La Via Francigena che da Canterbury portava a Roma è un itinerario della storia, percorso in passato da centinaia di migliaia di pellegrini in viaggio per Roma. Dopo mille anni, il progetto del recupero e della rivitalizzazione di un "percorso" che rappresentò l'unione e la comunicazione tra le varie culture e le idee dei diversi Paesi d'Europa può dunque ben rappresentare, anche dal punto di vista simbolico, un elemento in grado di fungere da fattore di aggregazione e coinvolgimento di iniziative pubbliche e private di scala locale, regionale, nazionale ed europea finalizzate ad ampliare e costruire concretamente occasioni di cooperazione per lo sviluppo che vadano in questa direzione.
        Secondo la ricostruzione che è possibile fare dal viaggio di Sigerico, arcivescovo di Canterbury, che per primo lascia una traccia scritta dei centri attraversati da questo itinerario, l'antico percorso partiva da Canterbury attraversando i centri di Dover, Sombre, Guines, Theraname, Bruay, Arras, Dongt, Serancourt le Grand, Laon, Carbony, Reims, Chalon sur Marne, Fontaine sur Corde, Donnement, Brienne la Vieille, Bar sur Aube, Blessonville, Humes, Gronant, Cussey sur l'Oignon, Besancon, Nods, Pontarlier, Yverdun, Orbe, Lausanne, Vevey, Aigle, St. Maurice, Orsieres, Bourg St. Pierre, St. Rhemy.
        Il cammino di questa via Romea attraversava poi le Alpi in Valle d'Aosta e scendeva dal Piemonte e dalla Lombardia attraversando i centri di Aosta, Poley, Santhià, Vercelli, Tromello, Pavia, Santa Cristina e Corte Sant'Andrea nella pianura padana, proseguendo per Piacenza, Fiorenzuola d'Arda, Fidenza e Parma, valicava l'Appennino presso Berceto, scendeva da Montelungo lungo la valle del Magra per raggiungere Pontremoli, Villafranca (ove si riscuotevano i pedaggi della Romea), Aulla, Santo Stefano, Sarzana e Luni. Attraversava tutta la Toscana passando per Carrara, Massa, Ponte San Pietro, Lucca, Altopascio, Fucecchio, San Miniato, Chianni, Poggibonsi, San Gemignano, Siena, Montalcino, San Quirico d'Orcia, Abbadia San Salvatore, Radicofani e attraverso la valle del Paglia, raggiungeva Acquapendente, Bolsena, Montefiascone e Viterbo, arrivando a Roma attraverso l'attuale via Monte Mario.
        L'itinerario, che era costituito non da "una" strada, ma da un insieme di percorsi e sentieri che proponevano diverse varianti (tra le quali la più significativa era quella che dal Piemonte Moncenisio via Torino-Asti Gavi raggiungeva Genova per proseguire poi ad est lungo la costa ligure congiungendosi all'itinerario prima descritto poco prima di Sarzana) e che si sono modificati nel corso degli anni sulla base della sicurezza e comodità del percorso, interessa direttamente sette delle attuali regioni italiane: Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lazio.
        Pare ovvio sottolineare l'effetto potenziale di attrazione e promozione all'utilizzo di tale percorso a fini turistici e di scambio culturale che si potrebbe ottenere mediante la proposizione di un'offerta turistica, culturale e ambientale concretamente strutturata e preventivamente promossa e fatta conoscere al grande pubblico.
        Dal punto di vista della domanda sociale, la valorizzazione di questo antico percorso risponde ai seguenti obiettivi:

            a) affermare nel senso più ampio l'identità culturale europea nelle sue diversità e nella sua unitarietà, in particolare attraverso la valorizzazione del suo patrimonio monumentale ed artistico;

            b) fornire una risposta di elevato livello qualitativo alla flessione dei flussi turistici registrata in Europa nel corso degli ultimi vent'anni;

            c) migliorare le opportunità di utilizzo innovativo del "tempo libero", offrendo agli europei nuove possibilità di loisir connesse alla possibilità di arricchimento e sviluppo culturale dell'individuo e della sua personalità.

        La valorizzazione turistica, territoriale e culturale della Via Francigena rende imprescindibile l'avvio della strutturazione dell'offerta e la definizione del prodotto Via Francigena a partire dal tratto italiano. Tale concretizzazione si prospetta di ancor più stringente urgenza in quanto, in data 21 aprile 1994, la Direzione educazione, cultura e sport del Consiglio d'Europa ha ufficializzato il definitivo riconoscimento di itinerario culturale del Consiglio d'Europa della Via Francigena (prot. n. 459 del 4 maggio 1994).
        Questa fase di "strutturazione del prodotto" Via Francigena, che non si sovrappone a quella del progetto speciale ENIT-regioni che riguarda unicamente gli aspetti promozionali dell'iniziativa, deve invece porsi l'obiettivo di non disperdere, ed anzi, affrontare adeguatamente, i benefici effetti in termini di affluenza turistica che saranno presumibilmente indotti dall'azione promozionale - che peraltro rischia di rivelarsi un pericoloso boomerang per l'iniziativa dopo il primo impatto con il mercato turistico, se il prodotto non dovesse rispondere alle attese dei nuovi pellegrini - ma di radicarla in termini di prospettiva di sviluppo e valorizzazione del territorio interessato.
        A questo proposito, una legge che favorisca la concretizzazione degli interventi necessari alla valorizzazione turistica, ambientale e culturale dell'antico percorso e sia in grado di affiancare positivamente gli interventi e la destinazione di risorse dell'Unione europea e regionali in proposito, si presenta come indispensabile ai fini del perseguimento di tali obiettivi, sia per incrementare le opportunità di acquisizione e gestione di risorse specifiche da parte degli enti locali interessati per quanto riguarda i necessari interventi di tipo strutturale, sia per stimolare l'attivazione di interventi ed investimenti da parte di privati.
        Le necessità di legittimare e sostenere finanziariamente i nuclei istituzionali locali per metterli in grado di perseguire, di concerto con il livello istituzionale statale, l'insieme di azioni necessarie per la strutturazione dell'offerta nelle aree territoriali interessate dal passaggio dell'antica Via Francigena inducono a definire, tramite un concreto atto politico, una specifica base di impegno per la realizzazione dell'intervento. Tale provvedimento vuole corrispondere alla necessità di affrontare organicamente ed in modo il più possibile coordinato tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti - pur nel rispetto delle rispettive autonomie e specifiche modalità d'azione - l'insieme di azioni necessarie alla strutturazione dell'offerta turistica, culturale e di fruizione ambientale necessaria per la realizzazione del progetto, al fine di garantire la comprensione dei singoli interventi nell'ambito di un progetto unitario di chiara valenza nazionale ed europea e l'opportuna finalizzazione a tale scopo delle risorse umane e finanziarie disponibili ed attivabili.
Finalità e contenuti della proposta di legge.

        Sulla base delle motivazioni e degli obiettivi illustrati in precedenza, lo Stato è, pertanto, tenuto a redigere un'apposita legge orientata a favorire la strutturazione del prodotto turistico, culturale e ambientale. L'ipotesi di lavoro prioritaria può pertanto essere individuata nella necessità di finalizzare risorse specifiche ad un programma di valorizzazione e strutturazione in prodotto riconosciuto e riconoscibile del patrimonio turistico, storico-culturale, sociale ed ambientale del percorso.
        Tale ipotesi operativa può essere articolata secondo le seguenti fasi:

                a) riconoscimento della "priorità programmatica" dell'iniziativa nei contesti territoriali interessati ed istituzione di comitati regionali per la gestione degli aspetti di organizzazione strutturale dell'iniziativa. Questa prima fase si caratterizza come essenziale per il pieno raggiungimento degli obiettivi fissati per l'iniziativa.

        E' indispensabile che tra i soggetti istituzionali coinvolti, venga espressa e raggiunta l'intesa per la definizione di un accordo che dia al progetto connotazioni di "priorità" programmatica nelle materie di sviluppo turistico ed agrituristico, riqualificazione urbanistica, storico-architettonica, culturale ed ambientale nel corridoio territoriale oggetto di intervento, conferendo a questo dignità di progetto di scala nazionale.
        Questo deve configurarsi in primo luogo come impegno a convogliare risorse da parte dello Stato, che diverranno quota parte definita a sostegno delle risorse regionali intersettoriali disponibili per i fini sopra citati, con specifica destinazione all'ambito territoriale interessato dal percorso dell'antica Via Francigena, per interventi giudicati idonei a creare un "ambiente" favorevole all'attivazione di iniziative mirate alla concretizzazione del progetto ed, al contempo, esercitare una complessiva azione di "governo e controllo" del territorio sulla sua realizzazione.
        Fondamentale per la concretizzazione di questa prima fase, dovrà essere la creazione di comitati regionali di coordinamento dell'organizzazione strutturale dell'offerta sul percorso, che dovranno garantire della selezione e della coerenza delle azioni proposte con gli obiettivi di valorizzazione territoriale ed ambientale impliciti nella costruzione di questo prodotto turistico;

                b) stanziamento delle risorse sulla base di proposte derivanti da programmi integrati d'iniziativa regionale o provinciale.
        Al fine di assicurare il corretto utilizzo e la massima valorizzazione del territorio nella fase di strutturazione dell'offerta nell'area interessata dal percorso, sarà necessario basare la selezione degli interventi da proporre a finanziamento sulla definizione a scala regionale o sub-regionale di programmi integrati in grado di definire con precisione:

            1) l'ambito territoriale interessato dall'iniziativa e lo scenario di contesto;

            2) le principali emergenze di tipo territoriale, storico-culturale, ambientale e socio-economico (con particolare riferimento al settore turistico ed agrituristico) caratterizzanti gli ambiti direttamente interessati dal percorso della Via Francigena e l'offerta di servizio e fruizione attualmente proponibile;

            3) la lettura e definizione degli indirizzi di pianificazione territoriale e di salvaguardia ambientale gravitanti a diversa scala sull'area interessata;

            4) il censimento delle principali progettualità pubbliche e private insistenti sulle aree interessate dal percorso;

            5) la proposizione e valutazione degli effetti economici inducibili dagli interventi concretamente realizzabili per la valorizzazione a fini turistici del percorso nei contesti territoriali di riferimento.

        I programmi integrati dovranno anche valutare le soglie di opportunità, compatibilità e valorizzazione proprie degli interventi prospettabili dall'inserimento di ipotesi progettuali, connesse allo sviluppo turistico di matrice ambientale e culturale sul corridoio di riferimento, la loro rispondenza agli strumenti di pianificazione esistenti e la loro sinergia potenziale con altre dinamiche di sviluppo e qualificazione già esistenti o programmate nei singoli contesti territoriali analizzati.
        Esito dei programmi integrati dovrà essere una selezione di azioni ed ipotesi operative di riqualificazione ed innovazione dell'esistente per la valorizzazione del patrimonio turistico, storico-culturale, sociale ed ambientale del percorso, nonché l'avvio di ricerche tematiche di approfondimento per l'attuazione di specifiche azioni rispondenti agli obiettivi esplicitati in precedenza.
        I programmi integrati non avranno caratteristiche di definizione assoluta, ma anzi potranno essere arricchiti, aggiornati ed integrati nel corso del tempo dagli interventi via via realizzati dalla pluralità dei soggetti pubblici e privati coinvolti nella concretizzazione del progetto sul corridoio territoriale interessato dalla Via Francigena, diventando al contempo "memoria storica" e "strumento di riferimento" per gli operatori e gli enti locali interessati alla realizzazione del progetto.
        Precedenza assoluta nell'avvio di studi dovrà rivestire il censimento (e la valorizzazione, in ogni senso) di quegli elementi che più direttamente sono legati alla viabilità. Si intendono come tali i tracciati viari sopravvissuti (o rievocabili), i luoghi di accoglienza (xenodochi, hospitalia, chiese e monasteri a loro collegati, alberghi veri e propri che sorgono soprattutto ad iniziare dall'età dei comuni), ponti, guadi, oltre alle direttrici secondarie incrocianti il percorso maggiore. Tutto questo, oltre che alla conoscenza della "cornice" religioso-culturale che sosteneva il valore e le funzioni della Via Francigena, deve portare alla rievocazione della complessa rete di comunicazioni che ne costituiva la base insostituibile. Si tratta di ricostruire un territorio caratterizzato da una speciale fisionomia di grande area di transito e, quindi, di diffusione e incrocio culturale eccezionali, sia nel senso dotto sia in quello antropologico del termine "cultura". Di conseguenza ne verrà anche una più realistica comprensione di peculiari sfaccettature che in tale ambito dovevano assumere l'economia ed i suoi prodotti (finalizzati fortemente alle esigenze del viaggiare), le istituzioni laiche ed ecclesiastiche, l'arte, la cultura, il folklore, ed altro, con tutto ciò che ne è rimasto e che può essere recuperato, nei limiti di un sano realismo di scelte, nell'intero contesto ambientale odierno e si potrà trarne indicazioni indispensabili per una "politica" di sviluppo cosciente, in ogni campo, in particolare turistico e culturale. Si impone, ormai, infatti, l'esigenza di offrire sia a chi abita il territorio, sia a chi ne percorre le strade "da turista", di capirne la storia, la natura, la reale vocazione e fisionomia. Le conseguenze che ne verrebbero sono di grande e imprescindibile utilità: dalla constatazione dell'incontrarsi lungo tutto il corso della storia di uomini e culture diverse alla sensibilità per l'ambiente (fisico e culturale) ed al suo rispetto, alla sua stessa difesa.
        Dai programmi integrati dovranno, inoltre, discendere specifiche analisi e risoluzioni progettuali di carattere settoriale, finalizzate a definire le caratteristiche del "prodotto" Via Francigena prospettabile dalle ipotesi di valorizzazione delineate, da cui dovranno scaturire la realizzazione di interventi puntuali nell'ambito territoriale interessato dal percorso.




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