XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1925
Onorevoli Colleghi! - Scopo principale della modifica
all'articolo 14 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, e
successive modificazioni, è quello di poter coinvolgere e
responsabilizzare le organizzazioni che gestiscono i servizi
portuali in una strategia di maggiore attenzione e
collaborazione con le istituzioni per la prevenzione e la
salvaguardia contro possibili atti, anche terroristici, a
navi, infrastrutture militari, petrolifere e/o petrolchimiche
che coabitano all'interno di alcuni porti italiani, in
particolar modo quelli di interesse internazionale.
La loro salvaguardia riguarda, parimenti, sia la difesa
nazionale che la tutela delle aree ad alto rischio chimico ed
ambientale che vi sono allocate. Infatti tali strutture, che
insistono sullo stesso territorio, possono essere facilmente
soggette all'attenzione di attività criminali, mettendo a
repentaglio la difesa, l'economia nazionale e l'incolumità dei
cittadini.
Dopo gli attentati dell'11 settembre scorso negli Stati
Uniti com'è stato detto, tutto sarà diverso nella vita dei
cittadini e quindi degli Stati. Occorre "alzare la guardia"
coinvolgendo in attività di vigilanza anche le organizzazioni
che operano in settori cosiddetti "sensibili". In tali settori
rientrano innegabilmente i porti militari e petroliferi di
importanza internazionale e quindi i servizi portuali di
carattere generale che in essi sono operanti con l'uso di
innumerevoli e specializzati mezzi nautici che "occupano e
visitano", per tutto l'arco delle ventiquattro ore, lo
specchio acqueo portuale nell'espletamento delle singole
attività.
Gli addetti a tali servizi sono sempre presenti in tutte
le operazioni commerciali e di movimento delle persone e degli
equipaggi delle navi che provengono da ogni parte del mondo,
Paesi arabi inclusi, e possono individuare e preavvertire
circa la eventuale presenza di "intrusi" od estranei ai lavori
portuali (la pesca è sempre proibita nei porti
petroliferi!).
E' necessario, quindi, poter dotare di idonei strumenti
legislativi le autorità militari, ovvero le capitanerie di
porto, con i quali le stesse autorità potranno richiedere la
collaborazione diretta e fattiva, ai fini della vigilanza,
delle organizzazioni portuali che operano con mezzi nautici
sia ai sensi, in particolare, dell'articolo 60 e delle altre
norme in materia del codice della navigazione.
Le sinergie fra enti militari e la loro
interdisciplinarità nelle decisioni da adottare in presenza di
notizie riservate, impongono la necessità che tali servizi
portuali, operanti in pochi e particolari porti, siano posti
entro la esclusiva competenza del comandante della capitaneria
di porto, che ne regolerà la gestione ed il numero dei
soggetti autorizzati o da autorizzare, in deroga alle
disposizioni vigenti che richiedono "l'intesa" con l'autorità
portuale.
Per quanto già detto, la modifica all'articolo 14 della
legge n. 84 del 1994, e successive modificazioni, tende, da un
lato, a completare ed includere nei servizi portuali di
carattere generale anche quelli che sono istituiti ed operanti
sia per la sicurezza nei terminali petroliferi del personale
che vi opera e sia per la tutela ambientale e della salute
pubblica e, dall'altro, a dare competenza esclusiva alla
capitaneria di porto (quale autorità militare portuale) nel
disciplinare i soggetti autorizzati a gestire i suddetti
servizi e che opererà secondo le disposizioni riservate
impartite dall'autorità militare presente nello stesso porto.
Per tali porti, la opportunità di disciplinare servizi
portuali in numero chiuso è giustificata dalla necessità di
avere la migliore conoscenza del personale e dei mezzi nautici
delle organizzazioni che devono gestire i servizi in
questione.
La modifica che viene proposta nasce, in particolare,
dall'esame obiettivo della situazione in cui si trova il porto
di Augusta e quindi, presumibilmente, in cui si trovano anche
gli altri porti similari, che destano grave apprensione
nell'ottica degli avvenimenti in atto, che, ci coinvolgono.
Augusta è un porto militare, base navale, sede del comando
militare di Marisicilia e centro NATO di rifornimento di
munizioni di vario tipo e combustibili od è anche porto
petrolifero e petrolchimico d'importanza internazionale: una
vera "bomba" che può essere innescata da azioni criminali. Nel
porto operano oltre cento natanti con i rispettivi equipaggi
impiegati nei servizi di pilotaggio, rimorchio, ormeggio,
trasporto merci ed equipaggi da terra a nave e viceversa e nei
servizi speciali per la sicurezza ai pontili petroliferi e
petrolchimici e la tutela ambientale. Essi sono operativi
ventiquattro ore su ventiquattro e hanno certamente acquisito
la perfetta conoscenza dei luoghi, del rischio potenziale e
quella reciproca dei mezzi nautici e delle persone impiegate
nei vari servizi talché, opportunamente istruiti, potrebbero
rappresentare un numeroso potenziale umano sempre attivo, di
eccezionale utilità nella vigilanza dello specchio acqueo
portuale e nella eventuale individuazione di mezzi o persone
estranei all'area portuale, che è sempre di facile accesso.
Negli altri porti similari, gli stessi servizi potranno
essere impiegati per gli scopi e gli obiettivi di vigilanza e
di sicurezza senza alcun onere da parte dello Stato.