XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1922
Onorevoli Colleghi! - Il Ministero per i beni e le
attività culturali ha assunto (dapprima ai sensi del
decreto-legge n. 6 del 1998, convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 61 del 1998, poi ai sensi della legge n. 448
del 1998, e infine ai sensi della legge n. 494 del 1999),
personale qualificato con 1.500 contratti di lavoro a tempo
determinato per fare fronte all'evento giubilare e 1.000 unità
di lavoro, sempre a tempo determinato part-time, al fine
di assicurare l'apertura quotidiana, con orario prolungato, di
musei, gallerie, aree archeologiche, biblioteche e archivi di
Stato; un ampio settore culturale che riveste per lo Stato
italiano un ruolo di notevole rilevanza sociale ed
economica.
La politica fin qui perseguita dal Ministero per i beni e
le attività culturali ha determinato un incremento di
visitatori e di introiti che nel quadriennio 1997-2000 ha
davvero raggiunto risultati eccezionali, grazie anche agli
orari prolungati serali, possibili per la presenza di tale
personale, che ha offerto un servizio efficiente, di guida e
di accoglienza, per i visitatori italiani e stranieri, con un
livello di qualificazione professionale elevato. Infatti, i
musei dove sono stati impiegati tali lavoratori osservano
tutti l'orario sulle 11 ore di apertura, per almeno sei giorni
la settimana.
Nell'arco del triennio 1997-1999 nei musei italiani si è
registrato un incremento del numero dei visitatori: dai 27
milioni del 1997 ai 27 milioni e 648 mila del 1998, agli oltre
28 milioni del 1999, con incassi che vanno dai 109 miliardi di
lire del 1997, ai 126 miliardi del 1998 e ai 130 miliardi del
1999, con una crescita percentuale superiore al 10 per cento
su base annua. Tale andamento ha avuto un ulteriore picco
nell'anno 2000. Il successo che ha coronato l'azione del
Ministero ha però, adesso, l'urgenza di dotarsi di risorse
aggiuntive non solo per ripianare i vuoti d'organico createsi
con i prepensionamenti ma soprattutto per fare fronte alle
nuove aperture di siti museali ed espositivi.
Per questa ragione, una prima decisione che andava in
questa direzione, con una recente normativa, è stata adottata
con la proroga fino al 31 dicembre 2001 per i lavoratori in
questione che, altrimenti, avrebbero cessato la loro opera
lavorativa il 30 giugno dello stesso anno.
Gli addetti ai servizi di vigilanza, inoltre, sono oggi in
termini assoluti inferiori a quelli del 1990, un dato che
diventa ancor più significativo se lo confrontiamo con i
numeri dei visitatori dei nostri maggiori musei, tenuto
altresì conto del fatto che ci sono musei e collezioni
sconosciuti o ignorati dal grande pubblico e che
meriterebbero, invece, di essere adeguatamente valorizzate.
I 2.500 lavoratori diventano, dunque, una risorsa umana
indispensabile per continuare a garantire un'opportuna
apertura dei siti culturali italiani e per consolidare ed
estendere queste esperienze che si sono dimostrate altamente
positive per l'intero sistema dei beni culturali.
Per tale motivo la presente proposta di legge intende
autorizzare il Ministero per i beni e le attività culturali ad
avvalersi di tali lavoratori fino al 31 dicembre 2005 e
procedere ad una progressiva immissione, nel triennio
2003-2005, di detto personale nei ruoli organici del
Ministero, attraverso procedure concorsuali.