XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1921




        Onorevoli Colleghi! - Il massiccio dell'Aspromonte, noto alle cronache per aver "ospitato" molti sequestrati dalla malavita organizzata e per essere il luogo preferito dei latitanti, è fatto meno oggetto di attenzione per essere, invece, patria "naturale" di un nutrito gruppo di scrittori e di letterati che, a vario titolo, nel medesimo momento storico (il '900), hanno segnato con le loro opere la storia culturale italiana e meridionale. Questi "fuochi" del pensiero rischiarano l'Aspromonte e lo riscattano dalla presenza inquietante ed opprimente dell'inquinamento mafioso. Scrittori della statura di Alvaro, Pelle, La Cava e Strati (quest'ultimo, ancora, in piena attività), aspromontani purosangue, sono l'espressione di un popolo colto che vuole ergere barriere al dilagare della violenza e della criminalità distruttrici della dignità e della millenaria civiltà della Calabria. E' come se un corpo sano aggredito dal male, con tutte le sue sofferenze e le sue tragedie, trovasse la forza per produrre gli anticorpi necessari a frenare la presenza dell'intruso.
        La scelta operata dallo Stato di investire nelle aree tradizionalmente a rischio in strutture e cultura, a fianco dei tradizionali strumenti investigativi e repressivi, oggi comincia a dare i suoi frutti e la stessa istituzione del Parco nazionale dell'Aspromonte, che sia pur lentamente comincia ad essere una moderna realtà, può diventare la leva per fare dell'Aspromonte un'area di sviluppo economico e culturale. Da qui l'idea di istituire il Centro culturale permanente denominato "Sentiero culturale dell'Aspromonte".
        Lo scopo del Centro è quello di valorizzare, conservare e accrescere tutto il patrimonio culturale e paesaggistico dell'Aspromonte con i suoi scrittori e con le testimonianze lasciate nel tempo da altri insigni uomini della cultura nazionale ed europea che vi hanno soggiornato (Pavese, Zanotti Bianco, Norman Douglas, eccetera).
        L'obiettivo della presente proposta di legge è di operare, attraverso la realizzazione del Centro culturale permanente all'interno del Parco nazionale dell'Aspromonte, un vero e proprio isolamento ambientale intorno alla cultura mafiosa che trova l'humus naturale per "vegetare" in assenza di "luoghi di civiltà".




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