XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1920




        Onorevoli Colleghi! - L'area archeologica di Locri Epizefiri (Lokroi Epizephyrioi) fu uno dei principali centri culturali e produttivi della Magna Grecia, culla di una civiltà che in questi luoghi si sviluppò e irradiò il mondo allora conosciuto.
        Fondata intorno al VII secolo avanti Cristo da coloni provenienti dalla regione greca della Locride Ozolia, dalla quale prese il nome, aggiunse all'originario toponimo il nome del promontorio (Epizefiri) sul quale fu costruito il primo insediamento.
        Le tracce portate alla luce confermano la fama di Locri, quale città dalla grande produzione letteraria e musicale e dalle significative opere artistiche ed architettoniche. Tra queste, basta ricordare il tempio di Marasà, la stoà dedicata al culto di Afrodite e l'area sacra dedicata a Persefone. In quest'ultima area sono stati ritrovati interessanti reperti artistico-artigianali: i pinakes, tavolette di terracotta sulle quali venivano rappresentate scene sacre dedicate al culto di Persefone.
        Gli scavi, inoltre, hanno portato alla luce l'area artigianale-industriale di Centocamere, vero e proprio polo produttivo a testimonianza del fatto che i coloni greci, sfruttando la laboriosità indigena, fecero di Locri uno dei centri più fiorenti economicamente e culturalmente della Magna Grecia.
        La fama di Locri è legata, inoltre, all'assetto organizzativo dello Stato, per cui il suo nome è associato a quello di Zaleuco, il primo legislatore dell'occidente a dare norme scritte ai governati. Come osserva lo studioso Augusto Placanica, "le leggi di Zaleuco hanno i caratteri sostanziali e formali del diritto materno e della successione matrilineare" che le rendono originali nel contenuto e significative del livello organizzativo assunto dalla struttura statuale di Locri antica.
        Accanto a Locri sorge il centro termale delle acque sante di Antonimina, di chiara influenza romana, famoso per le qualità curative delle acque, ma attualmente attivo solo in un periodo limitato dell'anno.
        Scopo della presente proposta di legge è quello di tutelare un patrimonio storico-artistico di inestimabile valore e di renderlo, nello stesso tempo, fruibile nel suo insieme ad un numero consistente di visitatori. Per conseguire questo obiettivo occorre dotarlo di strutture e di organismi gestionali adeguati in grado di favorirne il decollo economico. L'area limitrofa del centro termale di Antonimina, inglobata nell'ambito del parco archeologico, potrebbe rappresentare la struttura logistica d'accoglienza per fare dell'intera area non un luogo di turismo pendolare, qual è oggi, ma un centro turistico-culturale dove il visitatore possa associare all'interesse per l'arte il momento dello svago e del relax. Ciò consentirebbe, inoltre, di allargare la forbice della stagionalità turistica, attualmente molto limitata, con enormi benefìci in termini di ricadute economiche ed occupazionali.




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