XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1916
Onorevoli Colleghi! - Il significato e l'importanza
della bandiera nazionale sono tragicamente tornati alla
ribalta dopo i drammatici fatti dell'11 settembre. Lo stesso
dibattito che è seguito nel nostro Paese, tra intellettuali,
storici, opinionisti e politici, è emblematico della forza
irresistibile che la bandiera evoca a ogni latitudine e
longitudine e in ogni periodo storico. Esprime, identifica e
rappresenta la solidarietà, l'unità, l'identità e il cuore di
un popolo.
Oriana Fallaci, nel suo famoso intervento sul Corriere
della Sera del 29 settembre 2001 (La rabbia e
l'orgoglio), da un lato ha elogiato la voglia di riscatto
degli americani e la capacità di ritrovarsi intorno alla loro
bandiera ("Guai se gli tocchi la Patria"), dall'altro, si è
rammaricata per il nostro debole e fragile spirito nazionale:
"C'è una bella differenza tra un Paese nel quale la bandiera
della Patria viene sventolata negli stadi e un Paese nel quale
viene sventolata dal popolo intero".
E se la bandiera ha un enorme valore simbolico, la sua
esposizione, sia a livello istituzionale sia presso le case
degli italiani e per le strade delle nostre città (in
circostanze e occasioni ovviamente stabilite), assume un
fondamentale valore civile: fa essere una comunità.
A tale esigenza, quella di un patriottismo concreto e
"visibile", si è richiamato il 7 ottobre 2001, dalle colonne
del Corriere della Sera, l'ambasciatore Sergio Romano:
"Siamo passati con burocratica indifferenza da un'Italia senza
bandiere, ad un'Italia imbandierata. Ma nessuno si sognerebbe
di salutare il tricolore, di ammainarlo al tramonto, di
ripulirlo per le feste nazionali o di ripiegarlo
religiosamente". Filippo Facci, sul Foglio del 12
ottobre 2001, è stato ugualmente chiaro: "La bandiera siamo
noi, il resto è individualismo, i simboli servono da esempio
per i comportamenti delle persone, servono per educarle ai
valori su cui si è fondata la società in cui vivono".
Sentimento nazionale e bandiera, dunque, strettamente
legati. E - per dirla con Sergio Romano - bandiera ammainata,
sventolata, pulita e ripiegata religiosamente con tanto di
finanziamenti previsti e precise responsabilità pubbliche.
E' questo lo spirito dell'articolo 12 della Costituzione
che recita: "La bandiera della Repubblica è il tricolore
italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di
eguali dimensioni". L'inserimento di questo articolo tra i
"Princìpi fondamentali" esprime chiaramente il valore che
riveste la bandiera nazionale.
Invece la bandiera, simbolo unico e distintivo della
Nazione, si trova in Italia ad essere sottovalutata nella sua
portata simbolica e nella sua funzione di espressione
dell'identità nazionale. E così la troviamo esposta
esclusivamente, e neanche sempre, nei pochi edifici per i
quali disposizioni legislative in atto restrittive lo
prevedono e purtroppo anche in questi casi si assiste - come
la stampa ha fatto osservare - allo spettacolo poco decoroso
di bandiere lise, consunte e scarsamente curate, alle quali
nessuno pare prestare particolare attenzione. Il valore della
bandiera va invece riaffermato con forza: la presente proposta
di legge intende compiere un primo passo in questa direzione
attraverso la previsione di una sempre maggiore cura,
diffusione ed esposizione della nostra bandiera nazionale.
L'articolo 2 della proposta di legge prescrive l'obbligo
per tutte le amministrazioni e gli uffici pubblici di esporre
nelle proprie sedi la bandiera nazionale. L'obbligo è esteso
agli enti privati che fruiscono di provvidenze pubbliche,
compresi i partiti politici e le organizzazioni sindacali.
Con l'articolo 3 viene assegnata la responsabilità della
cura, manutenzione ed esposizione della bandiera che, nelle
sedi di cui all'articolo 2, viene attribuita al dirigente con
la più alta qualifica nell'amministrazione o ufficio
interessato. Inoltre viene istituita (articolo 4) una
cerimonia solenne che annualmente si terrà nella Capitale, con
la partecipazione delle più alte cariche dello Stato, per
celebrare il valore ed il significato della bandiera
italiana.
Inoltre, nelle more dell'abrogazione del divieto contenuto
nella XIII disposizione transitoria della Costituzione, "nel
segno della continuità dello Stato unitario", è previsto che
il Governo italiano promuova la partecipazione dei discendenti
di Casa Savoia, per i quali non vige il divieto di ingresso in
Italia, alle celebrazioni e alle manifestazioni per la
giornata della bandiera (articolo 5).
I successivi articoli invece prevedono iniziative per la
"socializzazione della bandiera". Viene infatti previsto che
tutti gli oltre ottomila comuni italiani si dotino della
bandiera da esporre in modo permanente su postazione fissa in
una piazza, via o altro luogo pubblico, affidando ai sindaci
la responsabilità dell'esposizione e ai consigli comunali la
scelta del luogo (articolo 6).
L'articolo 7 stabilisce che nella giornata nazionale della
bandiera, che la legge 31 dicembre 1996, n, 671, ha istituito
e fissato (ma subito dimenticato) nella data del 7 gennaio,
anniversario della nascita del primo tricolore d'Italia, i
sindaci italiani nel corso delle celebrazioni che avranno
luogo, effettuino la consegna alle famiglie, alle imprese e
alle rappresentanze sociali, delle bandiere che le stesse si
impegneranno ad esporre almeno nei giorni domenicali e
festivi, oltre che nella giornata nazionale della bandiera.
Gli articoli 8, 9 e 11 disciplinano invece le attività
finalizzate che dovranno essere organizzate nelle scuole,
presso le rappresentanze e istituzioni italiane all'estero e
la programmazione di trasmissioni a livello radio-televisive
dedicate alla bandiera nazionale.
Di particolare valore per lo sviluppo delle relazioni di
solidarietà e di amicizia tra il popolo italiano ed americano,
la proposta si preoccupa di istituire la ricorrenza dell'11
settembre - una data che ha cambiato il mondo - per ricordare
le vittime degli orrendi attentati terroristici di New York e
Washington: ogni anno in questa data saranno esposte
congiuntamente la bandiera italiana e quella degli Stati Uniti
(articolo 10).
Onorevoli colleghi, solo qualche giorno fa, nella
ricorrenza del 4 novembre, il Presidente della Repubblica,
Carlo Azeglio Ciampi, ha sintetizzato il suo progetto di
rilancio del sentimento nazionale con parole nobili,
pronunciate da S. Martino luogo-simbolo per la nostra Patria:
"Adoperiamoci perché in ogni famiglia, in ogni casa, ci sia un
tricolore a testimoniare i sentimenti che ci uniscono fin dai
giorni del glorioso Risorgimento".
Da parlamentari, rappresentanti della Nazione, intendiamo
raccogliere l'invito del Capo dello Stato e le sollecitazioni
del dibattito che si è sviluppato nel nostro Paese, offrendo
al Parlamento e alla pubblica opinione, questa proposta di
legge la cui finalità è quella di promuovere "l'uso, la
diffusione e l'esposizione della bandiera italiana come
simbolo dell'identità e dell'unità nazionale" (articolo 1).
Se avrà un esito positivo, avremo dato un contributo
fattivo all'appello del Capo dello Stato e una risposta alla
domanda che - nel corso di una intelligente polemica con Paolo
Guzzanti - Marcello Veneziani ha posto sulle colonne del
Giornale: "Dove sono i garanti e i portatori
d'italianità nel nostro Paese?". Ci piacerebbe rispondere: nel
Parlamento italiano. Lo vogliamo sperare.