XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1910




        Onorevoli Colleghi! - Il quadro della realtà sociale, economica ed ambientale delle isole minori che contornano il nostro Paese, presenta, come è noto, aspetti notevolmente articolati e variegati.
        Benché nel corso degli anni un impegno pubblico più incisivo, che però ha privilegiato lo sviluppo del turismo e di talune attività produttive, abbia determinato una importante svolta, rispetto ad una storica condizione di abbandono e di marginalità, sussistono ancora forti elementi di discriminazione, sul piano sostanziale, nei confronti della condizione delle collettività delle isole minori rispetto a quella delle isole maggiori e del continente che, se non rimossi, mortificano le enormi potenzialità di tali realtà.
        I punti critici che si propongono con maggiore frequenza sono ben noti: i trasporti, l'approvvigionamento idrico, l'assistenza sanitaria, l'istruzione, un contesto economico precario o squilibrato, le condizioni abitative, lo smaltimento dei rifiuti.
        Se, dunque, si vuole arrestare un processo di progressiva erosione delle comunità isolane, e la trasformazione delle isole in artificiali borghi turistici abitati solo nei mesi estivi, se si vuole impedire la dispersione di quanto resta di antiche tradizioni attraverso un processo migratorio stri-sciante, ma non per questo meno forzoso ed ingiusto, occorre attrezzare l'intervento pubblico dello Stato, delle regioni, degli enti locali, con strumenti qualitativamente e quantitativamente adeguati e incentivare l'intervento privato per le stesse finalità.
        La presente proposta di legge intende approntare una soluzione organica rispetto a tali esigenze.
        La proposta, in primo luogo, afferma il dovere della Repubblica di operare al fine di rimuovere gli ostacoli, connessi all'insularità, che creano una condizione svantaggiata per le comunità locali, nel campo dello sviluppo economico e dei servizi.
        In relazione a tale dovere si definiscono i compiti spettanti alle regioni ed agli altri enti pubblici locali.
        Si viene così a sancire una sorta di "Carta" dei diritti delle comunità isolane.
        In secondo luogo, la presente proposta di legge stabilisce che l'intervento pubblico occorrente per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo economico e sociale debba essere attuato in base a programmi triennali, da aggiornare annualmente, formulati dalle regioni con il concorso delle amministrazioni locali interessate e che debba tenere conto della esigenza di salvaguardia del patrimonio culturale, ambientale ed archeologico.
        Si intende, così, correggere la più grave delle deficienze che hanno caratterizzato fin qui l'intervento pubblico, e cioè quella derivante dal suo carattere frammentario, settoriale ed episodico e valorizzare, invece, l'autonomia delle regioni e degli enti locali.
        Il programma degli interventi da operare nel triennio non viene peraltro "paracadutato dall'alto", ma è il risultato dell'elaborazione delle scelte delle comunità locali.
        La realizzazione dei programmi triennali dovrebbe essere finanziata, secondo il progetto, sia con le risorse che le regioni autonomamente intendono destinare al settore, sia con la disponibilità di un Fondo per il finanziamento per gli interventi nelle isole minori, al quale è attribuita una dotazione di circa 150 milioni di euro a decorrere dall'anno 2002.
        Per la ripartizione del fondo fra le regioni (le quali a loro volta dovranno distribuire le disponibilità tra gli enti locali in base ai programmi) si fa riferimento ad alcuni criteri obiettivi: il reddito ed il numero degli abitanti, la superficie delle isole e la distanza dalla terraferma.
        In definitiva, è certamente opportuno prevedere un intervento dello Stato nonché delle regioni e degli altri enti locali tendente alla tutela delle specificità culturali, ambientali e sociali mediante apposite
iniziative prioritariamente volte a garantire:

            a) l'approvvigionamento idrico ed energetico, allo scopo prevedendo l'impiego anche di energie rinnovabili;

            b) lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, allo scopo utilizzando anche apposite navi con impianti per il relativo trattamento e riciclaggio;

            c) la realizzazione o l'adeguamento degli impianti e delle attrezzature di porti, aeroporti ed eliporti;

            d) il potenziamento dei servizi di collegamento tra isole e terra ferma o isole maggiori, anche con la concessione di contributi a compagnie di navigazione che istituiscano nuovi collegamenti;

            e) il recupero ed il potenziamento del patrimonio abitativo nel rispetto delle diverse tipologie;

            f) la salvaguardia e la valorizzazione dell'ambiente e delle risorse naturali, del paesaggio e dei beni culturali in coerenza con le peculiarità degli habitat insulari nonché per la tutela complessiva della specificità culturale;

            g) la tutela della salute, anche mediante l'attivazione di presìdi sanitari;

            h) la salvaguardia del diritto allo studio, anche mediante l'attivazione di strutture scolastiche;

            i) lo sviluppo dell'artigianato, delle colture, della pesca anche attraverso l'istituzione di uffici per attività formative, di corsi di formazione professionale e di incentivi all'occupazione.




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