XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1909




        Onorevoli Colleghi! - E' ormai innegabile il ruolo del turismo tradizionalmente inquadrato tra le attività terziarie, come attività industriale di primo livello ed uno dei motori essenziali dell'economia mondiale. Questo suo ruolo si rafforza ulteriormente all'inizio del nuovo millennio, che lo vede come attore principale delle new-economy caratterizzata, rispetto alla visione tradizionale dell'economia, dall'uso sistematico delle nuove tecnologie di automazione e comunicazione.
        In questo contesto il comparto del turismo assume una importanza determinante per il sostegno e il rilancio della economia nazionale e dell'immagine dell'Italia, rilancio e potenziamento di cui si avverte, al momento, un particolare bisogno.
        La centralità dell'industria turistica italiana, nell'ambito dell'economia nazionale, è resa ben evidente dal fatto che il prodotto interno lordo da essa generato è pari al 7 per cento, del totale, generando occupazione pari all'8,5 per cento. Il comparto turistico impiega e valorizza risorse umane, ambientali e strutturali con oltre due milioni di addetti e con un movimento valutario superiore ai 140 mila miliardi di lire, di cui circa 58 mila provenienti dalla domanda turistica estera.
        La nuova legge quadro del turismo (legge 29 marzo 2001, n. 135), pur riconoscendo il valore fondamentale del fenomeno turistico, nel ricomprendere tra le funzioni statali quella della promozione dell'Italia all'estero (articolo 2) manca tuttavia di fornire qualsiasi indicazione sulle condizioni organizzative e sulle modalità operative in base alle quali tale funzione statale dovrà essere esercitata.
        L'aver stralciato la materia dall'iter legislativo che ha condotto alla legge n. 135 del 2001, evitando di definire un rinnovato ruolo e rinnovate funzioni per l'Ente nazionale italiano per il turismo (ENIT), costituisce uno dei suoi limiti maggiori e dà luogo ad un grave impedimento nella realizzazione di un'azione di effettivo sostegno dell'imprenditoria turistica nazionale sui mercati internazionali.
        A ciò si aggiunge il fatto che il recente decreto del Presidente della Repubblica n. 175 del 2001, con quale è stato emanato il regolamento di organizzazione del Ministero delle attività produttive, prevede che sull'ENIT l'attività di vigilanza sia esercitata tramite la Direzione generale per il turismo che opera nell'ambito del Dipartimento per le imprese (quindi con una visione legata alla produzione sul territorio); al contrario l'Istituto nazionale per il commercio estero (ICE) è stato inserito nel quadro del Dipartimento per l'internazionalizzazione.
        E' evidente la sperequazione, la diversità di trattamento tra due enti che operano sul piano internazionale, frutto di una insufficiente percezione del carattere "globale" del fenomeno turistico e della natura delle attività che sono destinate a supportarlo.
        Le carenze sopra descritte rendono ormai indilazionabile una seria riforma della promozione all'estero della "immagine Italia" e del "made in Italy". I due aspetti si pongono come inseparabili, in quanto l'immagine nazionale è composta anche dalla qualità delle sue produzioni industriali.
        L'urgenza di una riforma deriva anche dal fatto che, in materia di promozione estera, la situazione attuale è di assoluta confusione, di indeterminatezza e dispersione di energie finanziarie ed umane e, comunque, è estremamente difficile delineare un quadro preciso di competenze, funzioni e responsabilità di amministrazione e di spesa. Infatti, a prescindere dalle ambasciate e dai consolati, che svolgono un ruolo promozionale indiretto, di promozione all'estero dell'immagine nazionale si occupano, nel bene o nel male, numerosi altri soggetti: in campo privato, l'Alitalia, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e, in genere, le imprese multinazionali; in campo pubblico, oltre l'ENIT, operano le regioni e l'ICE. Purtroppo tra questi soggetti non solo non esiste un coordinamento, ma essi sono spesso sono in concorrenza tra di loro e, per effetto del loro antagonismo, hanno un approccio contraddittorio con la realtà dei mercati internazionali, provocando un inutile dispendio di energie e di risorse finanziare e spesso causando gravi danni all'immagine complessiva del Paese.
        Si deve ricordare che la Camera dei deputati ha già approvato, il 12 dicembre 2000, un ordine del giorno a firma dell'onorevole Scaltritti (Forza Italia), che "impegna il governo ad assumere idonee iniziative (...) volte alla proiezione unitaria della immagine nazionale sui mercati mondiali, tenendo conto dei criteri di economicità e funzionalità per il raggiungimento dei migliori risultati,(...) alla realizzazione della promozione del "made in Italy" (...), al potenziamento del portale Italia con l'utilizzo della informatica e della telematica mediante una banca dati collegata con le regioni e con gli operatori privati che possa essere consultata in tempo reale dalla domanda interessata al "made in Italy".
        Di tutto questo, sia nella già citata legge quadro del turismo, sia nel regolamento di organizzazione del Ministero delle attività produttive, non esiste una minima traccia. Eppure l'impegno richiesto dal Parlamento al Governo poggiava sulla innegabile necessità di realizzare in forma unitaria la promozione dell'immagine nazionale come immagine del "made in Italy", facendo leva sulle più avanzate tecnologie informatiche di comunicazione e telecomunicazione per poter agire adeguatamente nella logica del "mercato globalizzato".
        Fin da allora, l'organicità dell'azione richiesta in campo promozionale veniva legata all'assunzione di un ruolo protagonista nell'ambito della net-economy, e ciò nella consapevolezza che la promozione è basata sull'informazione, e che nel quadro della nuova economia l'informazione è inutile o scarsamente produttiva senza adeguati supporti informatici.
        Risulta evidente l'improrogabile esigenza di istituire un'unica "cabina di regia" per tutto ciò che attiene alla promozione dell'Italia all'estero, e tale esigenza va soddisfatta attraverso una modificazione profonda dell'attuale ente di promozione turistica, l'ENIT, trasformandolo in un organismo permeato dalla logica dell'efficienza aziendale. Non più, quindi, un ente pubblico, bensì una società per azioni sia pure con prevalenza del capitale pubblico: una società retta dal diritto privato e finalizzata a promuovere in forma unitaria il nostro Paese come "sistema culturale, turistico, produttivo".
        La nuova società, sottoposta al controllo, in varia forma, del Ministero delle attività produttive-Dipartimento per la internazionalizzazione e del Ministero dell'economia e delle finanze, avrà il compito, affidatogli dallo Stato, di promuovere all'estero il "Sistema Italia", utilizzando a tal fine le risorse dei soggetti pubblici e privati che parteciperanno al suo capitale sociale, ed ogni altra possibile risorsa esterna, per attuare una promozione globale di immagine politica, finanziaria, commerciale, culturale e turistica, assicurando in tal modo il corretto coordinamento ed una giusta modulazione delle presenze nazionali all'estero. In altri termini, la società di nuova costituzione dovrà coltivare la promozione ed il sostegno all'estero dell'Italian business community, potenziando la proiezione italiana nel contesto mondiale.
        La costituenda società Sistema Italia Spa dovrà quindi provvedere a realizzare idonee strategie di marketing in esecuzione delle linee di programma dello Stato e delle regioni, raccordate con le strategie delle imprese private, offrendo alle stesse anche analisi e ricerche per la migliore conoscenza dei mercati, valorizzando, attraverso interventi mirati il prodotto del "made in Italy" in piena sinergia con gli operatori privati.
        E' del tutto naturale che lo svolgimento della funzione di "catalizzatore" del "made in Italy" e la funzione di canale promozionale generale del sistema produttivo venga riconosciuto a favore di un organismo che raccoglie e rinnova la tradizione pluridecennale dell'ENIT nel campo della promozione turistica.
        Infatti caratteristica del turismo è la sua natura "trasversale", il suo riunire, in un concetto sintetico quale l"'immagine nazionale", sia le attività di impresa che la pubblica opinione, sia le risorse territoriali che le tradizioni artistiche e culturali: molti aspetti concorrono alla formazione della propensione al viaggio, molti elementi cooperano nell'orientare il consumatore nel progettare la propria vacanza.
        La promozione turistica assume in tal modo un ruolo centrale in una visione unitaria della promozione nazionale, in quanto il turismo ha da sempre costituito una cerniera tra le politiche di sostegno dei prodotti e dei sistemi produttivi, e le politiche di sensibilizzazione del mercato generale dei consumatori.
        Questa trasversalità tocca ogni forma di attrattiva che va a comporre l'immagine turistica del Paese: vi sono incluse le bellezze ambientali e le caratteristiche del territorio, i giacimenti culturali, le tradizioni storiche, l'apparato museale, il sistema della mobilità e dei trasporti, l'offerta ricettiva, le tradizioni culinarie e gastronomiche, la produzione industriale di qualità: la promozione turistica costituisce come una "dorsale" su cui costruire, in forma ampia ed organica, il concetto di promozione integrata delle risorse nazionali.
        La promozione, così intesa, va sottratta allo stato di disordine in cui attualmente si trova e riconosciuta come la funzione di un unico soggetto, cui viene demandato il compito tecnico di attuarla su tutti i mercati o, per meglio dire, sul mercato "globalizzato" che è il frutto della rivoluzione tecnologica e culturale determinata dall'informatica e dallo sviluppo delle telecomunicazioni.
        In questo contesto, è della massima importanza che vengano utilizzate nel grado più elevato le risorse tecnologiche disponibili, attribuendo alla società Sistema Italia Spa il compito di creare, gestire e sviluppare un "Portale Italia" attraverso cui canalizzare tutte le risorse nazionali turisticamente rilevanti. Ciò permetterebbe di assicurare un servizio di promozione, efficiente e funzionale, sia agli operatori nazionali dell'offerta che alla domanda internazionale.
        Potrebbe essere organizzato, per tale via, un servizio informativo continuamente aggiornato in tempo reale e, nel medesimo tempo, creare un workshop virtuale permanente attraverso il quale facilitare, non solo alle imprese ma agli stessi consumatori finali, la ricerca delle varie componenti che formano un programma di viaggio: il trasporto, le manifestazioni e gli eventi, i servizi di pernottamento, lo shopping, l'offerta gastronomica e così via.
        E' proprio la rivoluzione tecnologica da tempo in atto che impone una riconversione culturale: non è più possibile una piatta routine burocratica in cui ripetere in continuazione le vecchie modalità della promozione, incentrate sulla partecipazione a fiere e mostre di settore: occorre invece che la stessa promozione venga attuata con mentalità imprenditoriale, con una logica di profitto che permei la ricerca di nuovi strumenti promozionali ed il rinnovo di quelli precedenti. Il "nuovo ENIT", nella forma societaria di "Sistema Italia Spa", deve aprire ulteriori spazi al collocamento dei prodotti del "made in Italy", deve offrire un'area di intermediazione tecnologica che favorisca nel grado più elevato l'istradamento verso l'offerta nazionale.
        Da questo approccio imprenditoriale, che del resto è fatto giustamente proprio dallo schema di legge finanziaria 2002, che stabilisce le linee di riforma del sistema degli enti pubblici nazionali, scaturisce la necessità per la nuova società di ricercare e promuovere sinergie con altri organismi pubblici e privati, anche attraverso la costituzione di società di capitali o la partecipazione a società già esistenti o, comunque, "esternalizzando" per quanto possibile le proprie attività per una migliore qualità ed una maggiore economicità dei propri servizi.
        Di questa esigenza la proposta di legge per la costituzione della società Sistema Italia Spa fa pieno carico, ammettendo il ricorso a varie forme di raccolta di mezzi finanziari o alla partecipazione congiunta a disegni o programmi imprenditoriali (nelle forme delle joint ventures, del project financing, delle sponsorizzazioni attive e passive, del merchandising destinati a creare non solo condizioni per un consistente autofinanziamento, ma ad elevare la produttività dei propri investimenti.
        Per tali vie, sarà possibile realizzare di fatto una collaborazione tra sfera pubblica ed impresa privata, per l'attuazione di specifici progetti o per il sostegno a singoli prodotti, e disegnare un nuovo modello di promozione del nostro Paese sui mercati mondiali.
        L'intero articolato della proposta di legge si regge su questa impalcatura: promozione integrata del turismo e del "made in Italy"; gestione imprenditoriale delle attività di promozione; utilizzo avanzato delle tecnologie informatiche; ricerca continua delle sinergie pubblico-privato.
        L'obiettivo potrà essere, anzi deve essere, quello di "chiudere" definitivamente con una idea superata, monocorde ed improduttiva della promozione turistica, per giungere invece, quanto prima possibile, ad una promozione organica, imprenditoriale, tecnologica, suscitatrice di profitti.
        Al centro degli interessi, viene posta l'Italian business community cioè l'insieme dei sistemi produttivi che hanno interesse ad essere promossi sul mercato globalizzato della new economy, che si giovano di una efficace e positiva immagine nazionale e che intendono essere facilitati nelle loro attività di incontro con la domanda internazionale.
        La formula di "Sistema Italia Spa" fornisce alla parte pubblica e alla parte privata gli strumenti giuridici, tecnici ed organizzativi per raggiungere tale risultato, facendo finalmente giustizia di un'idea sorpassata di contrapposizione tra imprenditoria privata e pubblica iniziativa, che ancora oggi tende, nei fatti, a sopravvivere per la sua "comodità d'uso".




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