XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1892
Onorevoli Colleghi! - La riforma in senso federale
dello Stato, già avviata nella scorsa XIII legislatura,
costituisce un valore ormai ampiamente condiviso nel nostro
Paese.
Devono, pertanto, ritenersi più che mature le condizioni
per rilanciare, proprio nel corso della presente XIV
legislatura, il processo della piena attuazione dei princìpi
di autonomia e decentramento solennemente affermati
dall'articolo 5 della Costituzione. E' conseguente a questo la
necessità di una più adeguata valorizzazione degli enti
territoriali e, in particolare, della provincia, prevista
dagli articoli 114 e 133 della Carta costituzionale.
Sebbene non sufficientemente considerata nell'ambito del
sistema di trasferimento dei poteri statali, la provincia
appare destinata a divenire sempre più il vero ente intermedio
e il reale centro di imputazione delle competenze differenti
sia da quelle proprie dei comuni, che da quelle dell'ente
regione sostituitosi - sotto molteplici aspetti - allo Stato
centrale.
Se, dunque, si impone il rilancio della funzione della
provincia accrescendone e definendone meglio il ruolo e le
competenze, appare, per converso, non più rinviabile la
riforma di molte circoscrizioni territoriali, specie di quelle
delle province più vaste ed eterogenee, per meglio adattarle
al reale e fattivo perseguimento degli interessi peculiari
delle comunità locali, in particolare nell'ambito della citata
nuova funzione dell'ente provincia.
In tale complessiva prospettiva risulta - oggi ancor più
di ieri - indifferibile l'attuazione della nuova provincia
(già oggetto, in passato, di vari progetti di legge) del
Cilento-Vallo di Diano al fine di una più concreta, realistica
e razionale valorizzazione delle risorse socio-economiche,
culturali e ambientali di tutta la zona meridionale
dell'odierna vastissima provincia di Salerno, scorporando da
quest'ultima i comuni che insistono sul territorio proprio del
Cilento-Vallo di Diano. Tale area è unicum sia dal punto
di vista geomorfologico che economico e sociale. Comuni sono
le tradizioni, i costumi, la storia, la cultura.
Tutto ciò in stridente contrasto con il resto della
odierna provincia di Salerno. Questa è una tra le più estese
d'Italia ed ha una composizione molto diversificata. Il
centro-nord della provincia di Salerno è, infatti, parte
integrante della vasta area metropolitana campana, che da
Napoli si estende fino a Battipaglia, con una densità
demografica molto alta. Il sud, Cilento e Vallo di Diano, che
si estende dal Sele a Sapri, è un'area a bassa densità
demografica (92,71 abitanti per chilometro quadrato) anche se
rappresenta i due terzi del territorio provinciale.
Da sempre il Cilento ed il Vallo di Diano che, insieme,
costituiscono una vera e propria regione (con superficie
complessiva quasi pari a quella dell'intero Molise) a sud
della provincia di Salerno e della Campania, hanno vissuto e
vivono una condizione di difficoltà all'interno di un'unica
provincia ove bisogna raccordarsi ad aree con cui è difficile
programmare e gestire insieme la propria condizione, aspirando
conseguentemente e, ormai da moltissimi anni, a diventare la
sesta provincia della Campania.
E' doveroso, a tale proposito, rammentare che
l'istituzione della provincia del Cilento (comprendente il
Vallo di Diano, che si è ritenuto di affiancare espressamente
nella denominazione del nuovo ente che oggi si propone di
istituire) è stata oggetto di ben cinque proposte di legge
nelle quattro ultime legislature - atti Camera 4119/X,
3494/XI, 1218/XII, 2342/XII e 6544/XIII - e di due proposte di
legge di iniziativa popolare, una del 18 settembre 1998 ed una
del Movimento Cilento del 10 febbraio 2001.
Il territorio della istituenda provincia si estende dal
Sele a Sapri, dalla valle del Tanagro al Tirreno, finendo con
il costituire, come è stato autorevolmente scritto, "una
regione nella regione (...) I suoi confini non sono un
arbitrio dei geografi, ma includono un territorio omogeneo per
storia, tradizioni, consuetudini, costumi, particolarità
linguistiche ed interessi economici".
Un territorio ricco, fra l'altro, di intatte bellezze
naturali e perciò divenuto in larga parte Parco nazionale ai
sensi della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e successive
modificazioni, legge quadro sulle aree protette, e
riconosciuto, per intervento dell'UNESCO, patrimonio
dell'umanità. Non si può non ricordare, a tale proposito, come
- proprio nel Cilento e nel Vallo di Diano - insistono, a
riprova della loro millenaria ed autonoma storia e cultura,
siti di fama internazionale quali Paestum, Velia-Elea e la
Certosa di S. Lorenzo di Padula.
In particolare il territorio della istituenda provincia
del Cilento-Vallo di Diano è costituito da 3.601,90 chilometri
quadrati, 103 comuni con una popolazione complessiva, al
censimento del 1991, di 308.216 abitanti, all'interno di una
provincia che ha una superficie complessiva di 4.923
chilometri quadrati ed una popolazione, alla suddetta data, di
1.061.169 abitanti.
Il Cilento-Vallo di Diano, alla stregua di tutti i dati
esposti, oltre a costituire dal punto di vista geo-morfologico
una regione e, dal punto di vista ecologico, un ecosistema di
indubbia importanza, possiede tutti i requisiti per divenire
una autonoma entità provinciale.
Più specificatamente ancora, va rilevato che la nuova
provincia che si vuole istituire risponderebbe a tutti i
presupposti normativi necessari previsti dall'articolo 21 del
testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, per l'istituzione di nuove province. Essa sarebbe,
infatti, dotata di una propria omogeneità e unitarietà
storica, politica, economica e sociale che la distingue del
resto dell'attuale provincia di Salerno.
Quella del Cilento-Vallo di Diano si presenta come un'area
particolarmente dinamica, con ampi spazi di sviluppo e con
notevoli possibilità di espansione. Si tratta infatti, dal
punto di vista storico e geografico, di una realtà a se
stante, avente caratteristiche fisico-territoriali, culturali,
sociali ed economiche indipendenti dai territori confinanti:
dunque, l'istituzione della nuova provincia corrisponderebbe
all'esigenza di un adeguato decentramento delle competenze
amministrative in conformità con le peculiarità proprie delle
zone interessate. Tali peculiarità, fortemente vissute e
sentite dalle popolazioni residenti, determinano
l'improrogabilità di una scelta di formale riconoscimento
della realtà e, quindi, della istituzione dell'autonoma
provincia del Cilento-Vallo di Diano.
Quest'ultima e la relativa presente proposta di legge non
devono - è bene qui sottolineare - essere intese come un
qualcosa "contro" l'attuale capoluogo Salerno o il resto
dell'odierna ed eccessivamente estesa provincia.
L'istituzione della provincia del Cilento-Vallo di Diano,
deflazionando anzi la città di Salerno (diventata ormai troppo
piccola per una provincia troppo grande), è funzionale solo
alla consacrazione della autonomia amministrativa di una vasta
area che, da tempo, tale autonomia rivendica per propri
peculiari aspetti storico-culturali e socio-economici.
Al riguardo, può, in breve, ricordarsi come il Cilento
costituiva l'antica Enotria e già nel VI secolo a.C. ad opera
di Paestum, Velia e Pixunte (l'odierna Policastro) il
territorio si avviò ad una unità ed omogeneità che lo
caratterizzeranno fino ad oggi.
Il processo di ellenizzazione non si fermò alle coste, ma
chiamò in causa le zone interne, compresa la Valle del
Tanagro, per le quali gli empori greci sul mare avevano
importanza vitale.
L'amministrazione romana incluse, al tempo di Augusto, il
Cilento nella tertia regio e, successivamente, nella
decima cioè, entrambe le volte, in un contesto
etnico-culturale diverso da quello salernitano, il che
conferma, come prima accennato, che il Cilento, nei rapporti
con il resto della Campania, sia "una regione nella
regione".
Anche sotto l'aspetto socio-economico si impone la scelta
della provincia del Cilento-Vallo di Diano. Tale area ha
un'economia turistica, con enormi risorse ambientali,
archeologiche e storico-culturali da valorizzare e sviluppare
più appropriatamente, nonché una presenza di attività e di
risorse agricole, anche consistenti, che per alcune parti di
pianura hanno anche carattere intensivo, mentre per la gran
parte sono prettamente estensive.
In ogni caso il nuovo assetto istituzionale provinciale è
indispensabile per promuovere un più adeguato sviluppo
socio-economico, anche con riferimento a più recenti e meno
tradizionali esperienze economiche quali quelle delle aree
industriali del Vallo di Diano e della zona di
Ogliastro-Cicerale che, pur se semisconosciute a livello
extraregionale, hanno assunto e raggiunto notevoli dimensioni
e significativi traguardi.
La provincia del Cilento-Vallo di Diano costituirebbe,
insomma, un'occasione di sviluppo per l'intera area
territoriale interessata, con al proprio centro geografico la
città di Vallo della Lucania, che - per le sue peculiari
caratteristiche (collocazione, struttura urbanistica e
possibilità di sviluppo) ed essendo già naturale sede dei
pubblici uffici della zona - si pone opportunamente e si
propone come possibile capoluogo.
Giova, al riguardo, ricordare brevemente che in Vallo
della Lucania - quale capoluogo, di fatto, dell'intero
comprensorio ed antica sede di sottoprefettura e di distretto
militare - già confluiscono molteplici interessi e flussi
connessi alle varie istituzioni ed agli enti ivi aventi sede
(tribunale, diocesi, uffici finanziari, ospedale di primo
livello, scuole di ogni genere e grado, azienda sanitaria
locale, consorzi, ente parco, eccetera).
Deve, altresì, rammentarsi che - in precedenza - una
cinquantina circa dei comuni interessati all'istituzione della
nuova provincia e che avevano voluto espressamente
pronunciarsi in proposito formularono parere favorevole,
manifestando la loro adesione all'"idea-provincia" del
Cilento.
Per tutti i motivi esposti si auspica l'approvazione della
presente proposta di legge, ricorrendo oggi i presupposti
necessari per l'istituzione della provincia del Cilento-Vallo
di Diano.