XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1877
Onorevoli Colleghi! - Sono enormi le contraddizioni
della politica della casa in Italia. Nel nostro Paese,
infatti, manca una politica sociale della casa, una politica
cioè che garantisca il diritto ad abitare in un alloggio
adeguato alle proprie esigenze familiari. Le politiche di
privatizzazione e liberalizzazione hanno determinato un
incremento fortissimo dei prezzi dei canoni di locazione,
specialmente nelle aree urbane. Grandi fasce di cittadini,
anche lavoratori dipendenti, non hanno redditi adeguati a
sostenere gli affitti di mercato. Nel contempo, l'offerta
pubblica è del tutto inadeguata per quantità e qualità.
L'Italia è il fanalino di coda in Europa per l'offerta di
alloggi a canone sociale (un misero 5 per cento a fronte di
una media europea del 16 per cento).
In questi anni si è determinata, quindi, una forte
crescita della propensione all'acquisto della prima casa che,
ormai, coinvolge oltre il 75 per cento del totale della
popolazione.
Molte famiglie, quindi, destinano il loro risparmio per
l'acquisto della casa di abitazione sia per l'insostenibilità
degli affitti di mercato, sia per la precarietà della
condizione abitativa derivante dal problema degli sfratti,
ricercando, così, un elemento di stabilità.
La legislazione del nostro Paese, a differenza di quanto
avviene in altri Paesi europei, non tutela gli acquirenti e
sono molti i casi nei quali le famiglie sono vittime dei
fallimenti dei venditori degli immobili perdendo i propri
risparmi e rischiando di perdere, altresì, anche
l'alloggio.
La legge fallimentare, risalente al 1942, non tutela i
promissari acquirenti, quanto piuttosto il sistema del
credito.
Secondo stime prudenziali, sono circa duecentomila i
nuclei familiari vittime dei dissesti delle imprese
immobiliari per un costo economico a loro danno di circa
30.000 miliardi di lire; un costo sociale enorme, sia per la
quantità di popolazione coinvolta sia per le risorse disperse,
risorse, occorre ricordarlo, sottratte dalle retribuzioni e
dalle pensioni verso la rendita speculativa.
La presente proposta di legge ha lo scopo di modificare la
legislazione esistente, in particolare la legge fallimentare,
per fornire una tutela dai fallimenti dei venditori di
immobili e per prevenire tale fenomeno, nonchè di istituire un
fondo nazionale di sostegno alle vittime di queste truffe,
alla stregua delle vittime dell'estorsione e dell'usura.
In particolare, con l'articolo 1 si istituisce
l'assicurazione obbligatoria a carico delle ditte, imprese o
cooperative costruttrici a favore dei promissari acquirenti a
garanzia dell'effettiva ultimazione dei lavori
dell'alloggio.
Con l'articolo 2, si conferisce una delega al Governo per
disciplinare forme di tutela degli acquirenti della prima casa
in caso di fallimento del venditore, prevedendo il
trasferimento immediato dei diritti di proprietà del suolo e
il trasferimento della proprietà mano a mano che le opere
vengono eseguite. Nella delega si stabilisce, altresì, la
responsabilità dell'acquirente verso gli istituti di credito
solo per la quota corrispondente di mutuo assunto sulla base
del contratto preliminare e si prevede una rivisitazione delle
competenze in materia di vigilanza e controllo sui costruttori
e una certificazione di qualità delle società di
costruzione.
Con l'articolo 3, si istituisce un fondo nazionale, da
integrare da parte delle regioni, per il sostegno alle
famiglie acquirenti della prima casa di abitazione che siano
state vittime dei dissesti immobiliari, in analogia alla
disciplina prevista per le vittime delle estorsioni e
dell'usura.
Con l'articolo 4, infine, si stabilisce la copertura
finanziaria della legge.