XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1868
Onorevoli Colleghi! - L'osteoporosi in Italia, colpisce
circa 4 milioni di donne ed è un numero destinato a crescere
in maniera direttamente proporzionale all'indice di
invecchiamento della popolazione, in base al quale la speranza
di vita media delle donne è più elevata di quella degli
uomini.
L'osteoporosi è stata recentemente inserita
dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) tra "le
patologie di grande rilevanza sociale e tra le grandi sfide
dei prossimi decenni. Infatti, sempre secondo l'OMS, il 40 per
cento delle donne di età superiore ai 50 anni è affetta da
osteoporosi e potrà subire almeno una frattura da imputare
alla fragilità ossea, mentre il 17,5 delle donne con
osteoporosi subirà certamente una frattura al femore. Anche in
Italia le previsioni sono allarmanti: rispetto ai 4 milioni di
donne affette da osteoporosi, è stato calcolato che si
aggirano intorno ai 10 milioni le donne effettivamente a
rischio se si considera che le attuali cinquantenni presentano
importanti fattori di rischio legati all'alimentazione ed allo
stile di vita (diete povere di calcio, eccesso di fumo, alcool
e caffeina, uso prolungato di farmaci corticosteroidi, vita
sedentaria).
Le conseguenze dell'osteoporosi, è noto, sono le fratture,
le più gravi quelle del femore.
In Italia si registrano circa 70 mila casi all'anno solo
tra la popolazione femminile, secondo i dati epidemiologici
forniti dalla società italiana osteoporosi (SIOP) e dalla Lega
italiana osteoporosi (LIOP). Inoltre, si stimano circa 40 mila
casi all'anno di frattura di polso e circa 80 mila fratture
vertebrali.
I costi sociali delle fratture sono molto elevati: 1000
miliardi di lire circa all'anno a carico del Servizio
sanitario nazionale per la cura esclusa la riabilitazione.
Occorre dunque una efficace azione preventiva per aiutare
soprattutto le donne ad individuare i fattori di rischio e
fare quindi una corretta prevenzione.
L'osteoporosi è una patologia che vede coinvolti molti
settori della medicina, dal medico di medicina generale, al
ginecologo, reumatologo, ortopedico, endocrinologo, geriatra,
internista, tutti importanti per prevenire, diagnosticare,
curare ed assicurare la più efficace terapia possibile. Oggi,
per fortuna, disponiamo di numerose scelte terapeutiche sia
per consentire una pronta diagnosi, che il rallentamento del
progressivo avanzare della patologia.
L'osteoporosi è una patologia subdola, che non provoca
situazioni particolari e facilmente riconoscibili.
Sino a poco tempo fa la diagnosi era effettuata in una
fase in cui la malattia era conclamata e cioè con una perdita
di massa ossea dal 30 al 40 per cento o perché si era
verificata una frattura.
Oggi disponiamo di strumenti diagnostici che ci consentono
di monitorare la massa ossea contribuendo così a prevenire il
rischio di fratture e di insorgenza della malattia.
L'esame più affidabile è la mineralometria ossea
computerizzata (MOC). Si esplora la densità del tessuto osseo
attraverso l'emissione di un fascio di radiazioni, pari ad
appena un cinquantesimo di quelle emanate da una radiografia
al torace. Un computer, in base alla quantità di
radiazioni passate, calcola la massa ossea ancora presente. E'
un esame semplice ed indolore.
Le radiografie sono esami diagnostici complementari che
mostrano l'osteoporosi solo quando è conclamata, non
consentendo così una diagnosi precoce. Inoltre sono
disponibili, oggi più di ieri, terapie innovative sul piano
farmacologico, come i modulatori selettivi del recettore degli
estrogeni, ad esempio, il raloxifene che agisce in modo
intelligente quale protettore delle ossa e da antagonista
dell'estrogeno nei tessuti del seno e dell'utero.
Per tutto ciò, dunque, è importante legiferare in merito a
questa patologia il cui carattere ed impatto sociale sono
evidenti.
La presente proposta di legge la riconosce all'articolo 1
come patologia sociale, indicando obiettivi ed azioni da
conseguire nell'ambito del Piano sanitario nazionale, sia di
carattere preventivo, che diagnostico e curativo.
L'articolo 2 affida alla Commissione unica del farmaco il
compito di individuare i farmaci più efficaci per la cura
dell'osteoporosi collocandoli nella fascia a), ai fini
della partecipazione alla spesa da parte dell'assistito.
All'articolo 3, si fa perno sulle regioni e sulle aziende
sanitarie locali per l'attuazione degli strumenti e delle
azioni preventivi, diagnostiche e curative.
Ed infine si richiama la messa a punto di un protocollo
diagnostico curativo, individuato con apposito decreto del
Ministro della salute, affinché l'uso della MOC a scopo
preventivo e diagnostico possa essere effettuato anche dai
tecnici di radiologia, fermo restando l'obbligo di
refertazione del medico radiologo.
Siano convinti, colleghi, della necessità di questa
semplice proposta di legge, il cui vantaggio sociale per le
donne italiane sarà sicuramente apprezzabile ed al tempo
stesso apprezzabile sarà la riduzione di fratture evitabili e
di costi per l'intero Servizio sanitario nazionale.