XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1867




        Onorevoli Colleghi! - La Commissione di inchiesta sul fenomeno comunemente definito "Tangentopoli" non ha trovato nella scorsa legislatura una definitiva attuazione.
        Pur arrivando ad uno stato notevole dell'iter della proposta di legge (atto Camera n. 6389-B), il Parlamento non è stato in grado di varare l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta.
        Oggi, pur a notevole distanza dai fatti a suo tempo accaduti, si ripropone in modo attuale la necessità di dare risposte ai numerosi interrogativi che la gravità del fenomeno pose e pone.
        A suo tempo la magistratura individuò una serie di fattispecie delittuose che andarono dal finanziamento illecito ai partiti, fino alla corruzione, alla concussione, alle false comunicazioni sociali con una estensione del fenomeno che appariva sistemico.
        Ma ancora oggi, nella sua attualità sono molti i punti che rimangono da chiarire e che rendono necessaria e attuale una inchiesta da parte del Parlamento in grado di favorire la migliore conoscenza del problema, indispensabile per adottare provvedimenti che servano ad evitare il ripetersi dei delitti enunciati.
        L'azione di repressione della magistratura che a suo tempo fu particolarmente incisiva in alcune aree del Paese non ha eliminato a tutt'oggi questo fenomeno.
        Vi è da domandarsi, quindi, se solo in alcune regioni l'attività investigativa fu tale da scoprire episodi illeciti e se in altre vi sia stato un eventuale minore impegno investigativo.
        Come è potuto accadere e come può ancora oggi accadere che dietro il paravento del finanziamento ai partiti si sia creato ed esista ancora oggi un sistema diffuso di corruzione utilizzato da chi è investito di funzioni pubbliche e cerca di arricchirsi?
        Viene naturale domandarsi se le imprese sono costrette a subire questo stato di cose o promuovono il fenomeno. L'intreccio tra imprese, politici, funzionari dello Stato e faccendieri, fa lievitare i conti delle opere pubbliche a carico dell'intera collettività e a scapito della concorrenza.
        Ed infine, il fenomeno vi è sempre stato in Italia o è esploso solo dopo il 1992? Ed episodi precedenti non hanno trovato da parte della magistratura negli anni adeguata risposta?
        Sono queste le risposte alle quali non ci si può sottrarre se vogliamo, pur nell'avvicendamento democratico delle maggioranze e delle minoranze, costruire una democrazia più solida fondata sul senso del rispetto dello Stato e del cittadino.
        L'inchiesta del Parlamento ha lo scopo di indicare in maniera chiara ed univoca, facendo chiarezza su vecchi e nuovi episodi, quali provvedimenti ed azioni devono essere decisi per impedire il ripetersi di questi fenomeni se si vuole costruire una democrazia più solida fondata su una sentita etica pubblica.




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