XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1847
Onorevoli Colleghi! - La riforma del settore delle
gestioni totali aeroportuali è una questione aperta da tempo,
affrontata fino ad oggi in modo parziale e comunque senza mai
riuscire a dare risposte adeguate alla importanza e
complessità dei problemi esistenti.
Attualmente tutte le società di gestione aeroportuale,
fatta eccezione per quelle che gestiscono gli scali di Roma,
Milano, Bergamo, Torino, Venezia e Genova, sono in regime di
concessione parziale e precaria, circostanza che non favorisce
di certo gli investimenti e l'attrazione di capitali privati e
che crea una ingiustificata, quanto dannosa per il servizio,
disparità fra le opportunità di sviluppo dei pochi aeroporti
che hanno una gestione privatistica stabile rispetto a tutti
gli altri.
La confusione nella distribuzione di poteri tra Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti e l'Ente nazionale per
l'aviazione civile, che richiede urgentemente l'adozione di
misure dirette a riordinare le competenze in materia di
sicurezza e controllo aereo, allineando il nostro Paese ai
principali partner dell'Unione europea ed alle
indicazioni che giungono dalla Commissione europea, cui si è
aggiunta in tempi recenti la pretesa irragionevole
dell'Agenzia del demanio di distinguere i sedimi aeroportuali
tra aree dedicate alle attività aeronautiche ed aree da
trasferire alla stessa Agenzia, per essere successivamente
dismesse, ha reso praticamente impossibile l'attuazione della
disciplina vigente in tema di concessioni totali, prova ne sia
il fatto che, a quattro anni dalla data di entrata in vigore,
non è stato ancora attuato lo specifico regolamento di cui al
decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 12
novembre 1997, n. 521.
Per uscire da tale situazione di incertezza e di conflitto
fra organi centrali ed enti locali, bisogna definitivamente
abbandonare la logica accentratrice e gestionale che fino ad
ora ha contraddistinto il ruolo dello Stato nel sistema
aeroportuale, per passare definitivamente ad un sistema nel
quale lo Stato svolga correttamente funzioni di controllo e di
programmazione lasciando la gestione, in sintonia con quanto
accade nel resto d'Europa, a società con larga partecipazione
dei privati, che garantiscano una alta professionalità e una
conduzione ispirata a schemi imprenditoriali.
In tale contesto siamo sicuri che aumenteranno la
sicurezza e la qualità del servizio. Prevedendo nelle future
società di gestione totale una partecipazione degli enti
locali, infine, crediamo che le attività aeroportuali saranno
sempre più integrate nel tessuto economico e produttivo locale
ed improntate all'attenzione verso l'utenza.