XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1832
Onorevoli Colleghi! - Nelle grandi aree urbane, ma non
solo, la questione casa riveste sempre più il carattere di
grave emergenza abitativa a causa della scarsa offerta di
alloggi pubblici a canone sociale. Nel contempo, si assiste al
fatto che notevoli patrimoni immobiliari di comuni, regioni,
province e privati, in particolare nei centri storici, e non,
sono lasciati nel più completo degrado. Tale degrado spesso
diviene occasione di speculazioni in quanto gli enti locali si
trovano a decidere di dismettere tali immobili per poche lire
in favore di privati che li destineranno ad attività del
terziario o del grande commercio. Si tratta di uno spreco
inammissibile, al quale va data una risposta.
Con la presente proposta di legge, che si sottopone alla
vostra attenzione, si intendono sostenere quelle iniziative,
ancora sporadiche, di cooperative di autorecupero di immobili
di proprietà pubblica ad uso abitativo che in alcune città
italiane hanno avuto riscontri positivi. Si tratta di
riutilizzare i patrimoni immobiliari in degrado ad uso
abitativo e farli rimanere di proprietà pubblica. Le
cooperative di autorecupero si dovranno formare con la
partecipazione di senza casa e sfrattati e dovranno applicare
gli stessi meccanismi previsti dalla normativa regionale in
materia di assegnazione di alloggi di edilizia residenziale
pubblica. In questo modo si potrà aumentare l'offerta di
alloggi in locazione a canone convenzionato e programmare
reinsediamenti abitativi nei centri storici.
Non è certo questa proposta di legge esaustiva della
problematica casa ma può contribuire ad alleviare le necessità
di tanti cittadini. Non è un caso che nel 1990 alla riunione
dei Ministri europei della casa, l'autorecupero presentato
dall'Unione inquilini e da alcune cooperative di autorecupero
di Bologna e Roma è stato indicato dagli stessi Ministri
europei come una strada da percorrere.
La partecipazione diretta dei cittadini sfrattati e senza
casa alle spese di recupero può permettere ai comuni di
procedere a quei programmi di recupero ad uso abitativo che
altrimenti, per la limitazione dei finanziamenti, non possono
essere avviati.