XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1828




        Onorevoli Colleghi! - Sono passati trentotto anni dal giorno del 9 ottobre 1963, quando una frana cadde dal Monte Toc nel lago artificiale ottenuto con la costruzione della diga di Vajont, provocando una catastrofe senza precedenti. Interi paesi scomparvero e 2000 furono i morti. L'evento ha lasciato un segno profondo nella storia italiana. Da allora molti obiettivi sono stati però raggiunti sia per quanto riguarda l'adeguamento della normativa di prevenzione sia per quanto concerne la tempestività dei soccorsi, determinando una nuova visione della protezione civile.
        Purtroppo, le lungaggini amministrative che hanno rallentato i lavori ed il ritardato adeguamento dei contributi al reale tasso d'inflazione, hanno impedito il completamento definitivo delle opere programmate per la ricostruzione finanziata dallo Stato attraverso l'iniziativa legislativa ad hoc.
        Oggi ci si pone di fronte ad un importante e doveroso compito morale che impone di provvedere per i casi rimasti ancora irrisolti, apportando le necessarie modifiche normative ed integrando i contributi finora erogati.
        Le risorse, previste dalla presente proposta di legge, vengono ripartite sulla base della precedente legislazione, concernente la catastrofe del Vajont, destinando 4.131.655 euro per la concessione di contributi da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per la ricostruzione di unità immobiliari di proprietà privata e 9.296.224 euro per la ricostruzione di opere pubbliche, da assegnare dallo stesso Ministero delle infrastrutture e dei trasporti alla regione Friuli-Venezia Giulia e al provveditorato regionale alle opere pubbliche di Trieste, nonché alla regione Veneto e al provveditorato opere pubbliche di Venezia, per gli interventi di rispettiva competenza.
        Con il passare degli anni e a causa del non immediato completamento delle opere, si è reso sempre necessario un adeguamento dei contributi che sono stati sempre inferiori, e di molto, al tasso d'inflazione reale. Pertanto, anche nella presente proposta di legge vengono modificate le somme dei contributi destinate alla ricostruzione delle unità immobiliari private al fine di renderle compatibili con le cifre occorrenti oggi per i lavori edili.
        L'ammontare delle risorse è stato calcolato sulla base dei fabbisogni indicati dai competenti organi locali, prevedendo, in particolare, 9.296.000 euro per la ricostruzione pubblica, secondo la seguente ripartizione:

Comune Impegni di spesa (in euro)

Castellavazzo 1.033.000
Erto e Casso 2.582.000
Longarone 2.582.000
Ponte nelle Alpi 517.000
Vajont 2.582.000

totale 9.296.000

        Al fine di apportare soluzioni certe ai problemi rimasti ancora aperti, e con l'intento di porre rimedio alle carenze ed ai ritardi che fino ad oggi hanno impedito il completamento dei lavori nelle zone disastrate, la presente proposta di legge prevede che gli stessi sindaci dei comuni colpiti vengano nominati commissari straordinari per la liquidazione completa delle opere relative alla ricostruzione, sia pubbliche che private. I sindaci, attraverso gli strumenti in loro possesso, sono i migliori conoscitori della realtà locale e possono essere garanti per la ultimazione degli interventi alle opere strettamente necessarie. Nella presente proposta di legge è prevista la piena responsabilità dei sindaci per quanto concerne la gestione degli interventi ed i termini entro cui portare a compimento le opere preventivate.
        Con la presente proposta di legge si intende concludere definitivamente l'annosa vicenda provocata dalla catastrofe del Vajont attraverso una puntuale specificazione degli obiettivi che si intendono perseguire ed attraverso la responsabilizzazione, nella gestione degli interventi, dei sindaci dei comuni colpiti, considerati come organi competenti maggiormente interessati per la definitiva risoluzione dei casi rimasti ancora sospesi.
        I destinatari del provvedimento sono comuni di piccole dimensioni e situati in zone geografiche non particolarmente sviluppate dal punto di vista economico, che non hanno risorse proprie sufficienti per affrontare in modo autonomo l'ultimazione dei lavori.
        Si confida, pertanto, che il Parlamento vorrà, in tempi celeri, provvedere e porre la parola fine a questa vicenda, così triste e dolorosa ed ancora viva nelle comunità locali.




Frontespizio Testo articoli