XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1824
Onorevoli Colleghi! - La cronaca di tutti i giorni
dimostra che troppo spesso gli errori giudiziari incidono
sulla vita dei cittadini in maniera devastante. Può capitare a
chiunque di essere indagato e di subire le conseguenze, non
solo morali, ma anche materiali, degli errori giudiziari.
Subire un processo è già una pena, e a ben poco rileva,
nella maggior parte dei casi, essere assolti e vedere
riconosciuta la propria innocenza quando la rete di relazioni
sociali in cui ciascuno vive nonché la coscienza di sé hanno
subito strappi profondi e irreparabili e la reputazione è
compromessa.
Al di là di queste considerazioni, che pure non possono
essere dimenticate, occorre rammentare che i processi hanno
una spesa che, per la stragrande maggioranza dei cittadini, è
sovente insostenibile, e comunque tale da minare lo stesso
equilibrio finanziario delle famiglie.
Come è ben noto, il pubblico ministero ha l'obbligo di
esercitare l'azione penale, e le disposizioni vigenti in
materia prevedono casi di risarcimento dello Stato nei casi di
ingiusta detenzione, ma le fattispecie nelle quali il
cittadino, pur riconosciuto innocente, si trova a dover
sostenere onorari assai ingenti, sono ben più numerose. Anche
in questo caso sussiste una disparità tra accusa e difesa, per
effetto della quale, contrariamente a quanto accade, ad
esempio, nel processo civile - nel quale le parti sono
effettivamente su un piano di parità - le spese processuali
devono comunque essere sostenute, senza possibilità di
ripetizione, dall'accusato.
E' per far fronte a questa disparità che si propone la
presente iniziativa legislativa, che, modellata sulla stessa
struttura delle fattispecie in cui l'imputato è riconosciuto
colpevole, ha la principale finalità di consentire, da parte
dello Stato, il ristoro delle spese sostenute per la difesa.
Si è ritenuto, peraltro, di restringere tale possibilità alle
sole declaratorie di innocenza piena, per evidenti motivi
sistematici e di equità.
E' quindi in base a esigenze di giustizia e di equità
pienamente condivisibili, che vanno al di là delle
impostazioni di singole parti politiche e che appartengono,
piuttosto, ad un comune sentire democratico, che si auspica la
rapida approvazione della presente proposta di legge.