XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1782




        Onorevoli Colleghi! - Il litorale dell'alto Tirreno cosentino, compreso tra i comuni di Tortora e di Amantea, rappresenta uno dei tratti più interessanti dell'intera regione Calabria.
        L'area è stata fatta oggetto, finora, di interventi provvisori, occasionali, disorganici, con conseguente degrado ambientale, soprattutto costiero, e mancato decollo di settori portanti dell'economia della zona: turismo, agricoltura, trasporti, piccola industria, artigianato.
        Si chiama propriamente "Riviera dei cedri" il tratto della costa tirrenica compreso fra la scogliera di Fiuzzi di Praia a Mare e lo Scoglio della Regina di Acquappesa.
        In tale tratto di costa sono comprese numerose scogliere comprendenti porzioni di roccia, attualmente emersa o sommersa, che rappresentavano uno dei luoghi naturali fra i più suggestivi della Calabria.
        Dal rilevamento geologico condotto nella zona, si è evidenziato che le formazioni rocciose, antecedenti al Miocene, assumono un aspetto molto frammentato, sono dislocate caoticamente e soggette ad intesa alterazione. Sul territorio in oggetto è stata individuata una formazione costituita, dal basso verso l'alto, da scisti sericitici con intercalati letti e lenti di calcare cristallino marmoreo, scisti verdi e filladi calcarei. L'erosione è molto intensa presso le falesie dove la roccia, essendo notevolmente fratturata, produce caratteristici fenomeni gravitativi di crollo.
        Gli studi condotti in campo botanico hanno rilevato enorme interesse naturalistico: le specie raccolte in un periodo di studio di circa due anni tra Cetraro Porto e la foce del Torrente San Tommaso sono state 419 di cui alcune di particolare importanza perché non comuni in Calabria (ad esempio: la "juniperus phoenicea", la "anthyllis barba-jovis" e la rara "petris vittata", nota perché segnalata quale specie in via di riduzione e scomparsa su tutto il territorio nazionale).
        L'immersione in questi splendidi fondali permette la vista di numerose tipologie ittiche delle quali i nostri mari vanno velocemente impoverendosi: in questo tratto di mare domina la castagnola nera, vivono la cernia verace, l'alessandrina, il cavalluccio marino, lo sciarrano scriba, il cabrilla, la triglia di scoglio.
        Prima che la pesca, di frodo e non, facesse abbandonare ad alcuni tipi di pesci questi fondali, numerosissimi erano i dentici e le orate.
        Con l'istituzione del "Parco marino della Riviera dei cedri" molte sarebbero le opportunità turistiche, occupazionali, culturali e didattiche di cui usufruirebbe l'intera zona. L'istituzione del parco, infine, risulterebbe determinante al fine di una gestione coordinata del territorio, finora oggetto di edificazione massiccia e pesante antropizzazione.
        Questa proposta di legge si prefigge, pertanto, di proteggere ed incentivare il patrimonio naturale dell'intera zona che costituisce un grande corridoio naturale tra i monti dell'estrema catena costiera meridionale ed il mare.
        La proposta di legge individua, per raggiungere l'obiettivo prefissato, tre interventi tra loro coordinati, e cioè:

            l'istituzione di un Parco marino denominato "della Riviera dei cedri";

            l'inserimento di nuove aree tra quelle di reperimento delle riserve marine;

            il trasferimento delle proprietà demaniali, non comprese nell'area del parco, ai comuni della zona.




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