XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1780
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge si
propone un duplice scopo. In primo luogo, quello di non
disperdere la professionalità acquisita dai giudici onorari di
tribunale già in servizio quali vice pretori onorari e quindi
quello di potersi definitivamente assicurare l'apporto di
questi operatori della giustizia validi e sperimentati, per i
quali il Consiglio superiore della magistratura (CSM) ha
derogato ripetutamente alla prassi di non rinnovare la loro
conferma per più di due trienni, stante la loro documentata
indispensabilità, comprovata altresì dalle attestazioni in
loro favore rilasciate dai vari consiglieri pretori dirigenti,
che ne hanno nel corso della loro pluridecennale carriera
verificato l'utilità, la preparazione giuridica, lo spirito di
sacrificio e la serietà nello svolgimento del loro delicato
compito, consentendo il continuo rinnovo dell'incarico da
parte del CSM.
Altro obiettivo che la presente proposta di legge si
prefigge è quello di riconoscere ai magistrati onorari in
oggetto, un minimo, ma permanente ristoro economico, dopo
tanti anni durante i quali essi hanno sacrificato ogni loro
ambizione e possibilità di altri sviluppi di carriera per
dedicarsi anima e corpo alle funzioni giudiziarie, svolte a
tempo pieno, essendo stati nel corso di questo decennio
inseriti regolarmente nelle tabelle di organico in aggiunta,
ma con un ruolo parificato e spesso più gravoso rispetto ai
magistrati togati. Va evidenziato a tale riguardo che la
proposta di legge non rappresenta una forma di reclutamento di
magistrati in assenza di un regolare concorso, in quanto
innanzitutto interesserebbe pochissime persone ed inoltre essa
non prevede un ingresso vero e proprio in magistratura, ma
solamente la trasformazione temporale dell'incarico di tali
operatori da determinato ad indeterminato, con lo stipendio
minimo previsto per gli uditori giudiziari al momento della
loro assunzione e ciò non comporterebbe peraltro nessun
problema dal punto di vista della copertura finanziaria,
interessando, come si è appena detto, un numero irrilevante di
persone che non hanno svolto alcun altra professione durante
il decennio di magistratura onoraria. Tale dignitosa
sistemazione appare un giusto riconoscimento per un decennio
speso quasi gratuitamente al servizio dello Stato. L'attività
di questi pochi magistrati onorari è apparsa e continua ad
apparire indispensabile soprattutto al fine di assicurare la
funzionalità di molti settori della giustizia ed in tanti casi
essi hanno svolto, come già accennato, un ruolo a volte più
"importante", anche dal punto di vista della produttività,
rispetto ai magistrati togati ed infatti pochissimi di essi
sono stati riconfermati per un decennio nel loro incarico.
Ritenuto, infine, che la recente riforma del giudice unico
di primo grado prevede che i giudici onorari di tribunale
possano essere confermati per un solo triennio, la presente
proposta di legge può essere definita come una forma di
"sanatoria" per pochi magistrati onorari sopravvissuti a due
grandi riforme, come l'abolizione delle preture mandamentali e
la riforma del giudice unico di primo grado, che li vede
ancora protagonisti.