XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1770




        Onorevoli Colleghi! - Il nostro Paese ha due naturali fonti di ricchezza: il turismo e i beni culturali. Esse sono in strettissima correlazione fra loro. Accade, però, che per le ristrettezze economico-finanziarie di cui spesso soffrono le sovrintendenze per i beni culturali, legate anche agli attuali problemi del bilancio statale, molti lavori o ricerche nel campo dei beni culturali o non vengano intrapresi o vengano abbandonati.
        Poiché tale stato di cose rappresenta una grave perdita rispetto all'indotto economico che i beni culturali sono in grado di promuovere, è indispensabile ricercare modi alternativi di intervento nel settore.
        Tutti gli enti locali a vocazione turistica - e in Italia sono la maggioranza - che hanno un sicuro interesse a promuovere i beni culturali potrebbero vantaggiosamente destinare proprie risorse al settore, ma per consentire loro di poterlo fare occorrerebbe modificare le attuali competenze in materia.
        Per offrire al problema una possibile soluzione, senza stravolgimenti normativi, sarebbe sufficiente sotto il profilo formale permettere agli enti locali di effettuare tali interventi nel rispetto della normativa vigente di tutela del nostro patrimonio storico e culturale.
        Nella precedente legislatura il proponente, in qualità di relatore sulla proposta di legge n. 4311, di iniziativa di deputati del gruppo di Alleanza Nazionale, ha offerto il proprio contributo alla predisposizione di un testo sul quale si era registrata un'ampia adesione e la cui approvazione definitiva fu impedita esclusivamente dalla conclusione della legislatura intervenuta in una fase nella quale l'iter della proposta era ancora in corso.
        Con la presente proposta di legge, composta da un unico articolo la cui formulazione è mutuata da quella predisposta dalla VII Commissione cultura, scienza e istruzione della Camera dei deputati al termine della XIII legislatura, si intende autorizzare gli enti pubblici territoriali ad assumere la progettazione e l'esecuzione degli interventi di restauro su beni culturali siti nel proprio territorio, previa intesa con il Ministero competente e ferma restando la competenza di quest'ultimo all'approvazione del progetto e alla vigilanza sui lavori, prevedendo altresì che le relative spese possano essere finanziate con mutui della Cassa depositi e prestiti.
        In considerazione della oggettiva rilevanza della proposta di legge nonché del vasto consenso che su di essa si è registrato nel corso della precedente legislatura, l'auspicio è che in tempi brevi ne possa essere assicurata la definitiva approvazione.




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