XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1764
Onorevoli Colleghi! - Nel momento in cui ingentissime
risorse vengono indirizzate alla realizzazione delle ferrovie
ad alta velocità che toccano necessariamente le parti più
sviluppate del Paese, nonché meglio servite anche dalla rete
stradale e autostradale, è opportuno che sia dedicata la
necessaria attenzione alle infrastrutture di comunicazione
ferroviaria delle zone interne del Paese che non sono meno
importanti ai fini dello sviluppo economico e sociale. Il
collegamento ferroviario trasversale tra Tirreno e Adriatico,
è sempre stato il punto debole della rete sia stradale che
ferroviaria e particolarmente gravi sono i problemi inerenti i
collegamenti fra Ascoli e Roma. La presente proposta di legge
intende dare una risposta concreta al problema predetto.
La linea ferroviaria "Ferrovia dei due Mari", risultante
dal completamento dei tronchi preesistenti (Porto d'Ascoli;
Antrodoco-Rieti; Fara Sabina-Roma), permetterà il rapido
collegamento tra la costa adriatica, le zone interne e Roma.
Mediante la realizzazione di adeguate infrastrutture
ferroviarie derivate dalla città di Rieti, ottimizzando
l'esercizio della linea, si permetterà lo sviluppo delle aree
montane della provincia (il massiccio del Terminillo), creando
reali alternative all'uso dell'auto privata, anche in termini
di trasferimenti turistici bistagionali.
La "Ferrovia dei due Mari" si inserisce fra la
Orte-Falconara (collegamento settentrionale Adriatico-Roma) e
la Roma-Pescara (collegamento meridionale).
Il bacino di utenza è rappresentato da un triangolo avente
per vertice Roma; per base la costa adriatica da Ancona a
Pescara; per lato nord la linea ferroviaria Orte-Falconara;
per lato sud la linea ferroviaria Roma-Pescara; per centro
Rieti.
I capoluoghi di provincia direttamente toccati sono: Roma,
Rieti, Ascoli Piceno. Quelli indirettamente interessati sono:
Terni, L'Aquila, Teramo, Macerata, Ancona e Pescara, cui si
aggiungono i rispettivi territori provinciali per un insieme
di 1.500.000-2.000.000 di abitanti, esclusa la città di
Roma.
La lunghezza totale della linea, da Porto d'Ascoli a Roma
Termini, corrisponde a 215 chilometri; di questi ne esistono
gia 91, così suddivisi: tronco Roma Termini-Fara Sabina (linea
lenta Roma-Orte) di 37 chilometri; tronco Rieti-Antrodoco
(linea Terni-Rieti-Antrodoco-L'Aquila-Sulmona) di 26
chilometri; linea Ascoli-Porto d'Ascoli di 28 chilometri.
Per i restanti 124 chilometri si devono realizzare due
tronchi: Fara Sabina-Rieti di 40 chilometri; Antrodoco-Ascoli
di 84 chilometri.
La linea andrà completamente elettrificata; attualmente lo
è solo il tronco Roma Termini-Fara Sabina; occorrerà
elettrificarne 178 chilometri.
La linea sarà a semplice binario, eccettuando il tronco
Roma Termini-Fara Sabina già a doppio binario e sarà
attrezzata con i moderni sistemi di automazione e controllo
del traffico ferroviario; così procedendo si abbatteranno le
spese di esercizio, per quanto riguarda la voce "personale" e
si potrà ottenere una potenzialità di 60-80 treni al giorno in
totale.
Opere accessorie alle realizzazioni principali suddette
sono l'ammodernamento dei tronchi Rieti-Antrodoco-L'Aquila e
Ascoli-Porto d'Ascoli, mediante il risanamento
dell'armamento.
Per il tronco Rieti-Antrodoco si procederà alla
risagomatura delle due brevi gallerie per passare alla sagoma
internazionale. Per il tronco derivato Antrodoco-L'Aquila si
procederà alla elettrificazione, risagomando eventualmente le
gallerie, per aumentare le prestazioni della linea.
Sul piano tecnico occorre sottolineare alcuni aspetti:
1) la linea "trasversale centrale", se realizzata oggi
come linea ordinaria, non ad "alta velocità", con le stesse
prestazioni attuali della Roma-Ancona, riuscirà ad accorciare
notevolmente i tempi di percorrenza e le distanze tra
importanti capoluoghi e la capitale, come si evince dalla
tabella A allegata. Per la compilazione di tale tabella ci si
è basati sulle massime velocità commerciali oggi possibili
sulle varie tratte, che sono le seguenti:
Velocità
LINEA comm. massima
Ancona-Pescara ................. 105 km/h
Ancona-Roma .................... 90 km/h
Pescara-Roma ................... 76 km/h
S. Benedetto-Ascoli ............ 60 km/h
Giulianova-Teramo .............. -
Civitanova-Macerata ............ -
Terni-Aquila ................... 55 km/h
L'Aquila-Sulmona ............... 51 km/h
Fabriano-Macerata .............. 50 km/h
Ferrovia dei 2 Mari......... 105 km/h
2) se si volessero raggiungere analoghi risultati
sfruttando le due trasversali esistenti, limitatamente alle
città di Ancona e Pescara, si dovrebbero portare le velocità
commerciali, rispettivamente ai seguenti livelli:
a) Roma-Ancona, -15 minuti, per cui velocità
commerciale = + 7 km/h (da 90 a 97 km/h di media). Questo
significa incrementare la velocità nelle tratte di valico,
diminuendo la pendenza tramite la costruzione di due gallerie,
tra Fabriano e Fossato di Vico (di 10 chilometri) e fra
Spoleto e Terni (di altri 10 chilometri); costo dell'opera
intorno a circa 310 milioni di euro;
b) Roma-Pescara, -21 minuti, per cui velocità
commerciale = + 9,5 km/h (da 76 a 85 km/h di media). Questo
significa incrementare la velocità fra Popoli e la Piana del
Fucino, attraversando la Valle dell'Aterno con un lungo
viadotto, procedendo in galleria fino a Celano, saltando
completamente fuori la città di Sulmona; costo totale intorno
ai 300-350 milioni di euro.
3) Naturalmente di queste spese si avvantaggerebbero
solo i collegamenti tra Ancona e Roma e tra Pescara e Roma;
Ascoli, Rieti, Teramo, Macerata, L'Aquila, continuerebbero ad
essere isolate e si sarebbero spesi oltre 750 milioni di
euro.
4) Con una spesa analoga si realizza invece un risultato
di gran lunga maggiore e si andrebbe a disporre di una terza
linea trasversale con le seguenti funzioni:
a) by-pass fra la litoranea tirrenica, la dorsale
centrale e la litoranea adriatica;
b) collegamento tra gli interporti di
Civitavecchia, Orte, Pescara, Jesi;
c) collegamento tra i porti di Civitavecchia, San
Benedetto e le aree centrali, saltando l'intasatissimo nodo di
Roma realizzando un collegamento tra medio adriatico ed alto
tirreno, oggi fortemente carente;
d) raccordo metropolitano, pendolare e turistico,
tra la capitale e le aree costiere.
Tabella A.
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