XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1760
Onorevoli Colleghi! - Sono ormai decenni che l'uso
degli animali negli spettacoli circensi è posto sotto accusa
da una crescente sensibilità dei cittadini nei confronti dei
diritti degli animali.
Lo spettacolo circense, infatti, apprezzabile e da
sostenere per i suoi contenuti artistici rappresentati da
clown, giocolieri, acrobati, trapezisti, illusionisti,
viene ormai considerato manifestazione di violenza proprio per
la presenza degli animali, costretti per la loro intera
esistenza in anguste gabbie da cui possono uscire solamente
per compiere esercizi contrari alla loro natura.
Prove di questo orientamento siano la crescente
disaffezione del pubblico, che ha portato importanti circhi
addirittura ad annunciare la chiusura; le delibere di numerosi
comuni che, pur se spesso non applicate, tendono ad impedire
l'attendamento ai circhi che utilizzano animali; la scelta di
importanti esponenti dell'arte circense che hanno deciso di
non utilizzare più animali negli spettacoli.
Fra gli stessi bambini, pubblico tradizionale di questi
spettacoli, si nota una crescente disaffezione sia per
l'aumentata offerta di intrattenimenti alternativi, sia per
una sensibilità animalista che si diffonde tra la popolazione
più giovane, favorevole ad un circo senza animali.
In Italia, Paese con la maggiore concentrazione europea di
imprese circensi, il circo rischia di scomparire: il pubblico
si allontana, gli incassi diminuiscono, la popolarità degli
spettacoli con animali è in costante declino.
Occorrono degli interventi decisi a sostegno dell'arte
circense, che non possono prescindere però da un provvedimento
urgente per porre fine all'inutile, superfluo, anacronistico
utilizzo di "animali-schiavi" costretti a prigionia e
trattamenti coercitivi per offrire al pubblico uno spettacolo
comunque diseducativo, poiché induce soprattutto i più giovani
a pensare che ogni violenza sia lecita anche per un puro fine
di intrattenimento.
La Lega anti vivisezione (LAV), principale associazione
animalista italiana e rappresentante di "Europe for animal
rights", e il World wildlife fund (WWF), maggiore
associazione mondiale per la protezione della natura, hanno
promosso la proposta di legge che sottoponiamo alla vostra
attenzione, che prevede la dismissione degli animali dei
circhi, unitamente a interventi di comunicazione a favore dei
nuovi spettacoli senza animali e sostegni economici, in parte
già previsti dal Fondo unico per lo spettacolo, finalizzati
comunque alla emancipazione dei circhi da un'assistenza
statale condizionante quanto inefficace se costituita dalla
semplice elargizione di contributi.
Sarà necessario arrivare ad un affrancamento dei circhi
dalla dipendenza da questi contributi, attivando alcune
esperienze di defiscalizzazione, ad esempio per le
collaborazioni degli artisti umani che rimpiazzeranno i numeri
in cui vengono impiegati animali Non intendiamo quindi mettere
in pericolo l'occupazione in questo settore, ma al contrario
creare le condizioni per una maggiore presenza e
valorizzazione degli artisti negli spettacoli.
L'occupazione viene piuttosto messa in discussione dal
mantenimento dello status quo, che condurrà
inevitabilmente alla chiusura, già in parte preannunciata, di
importanti complessi circensi, e all'aggravamento delle accuse
di maltrattamento degli animali mosse da aree sempre più vaste
dell'opinione pubblica.
Non entrando nel merito delle modalità di addestramento
degli animali, su cui esistono comunque interessanti e gravi
testimonianze, il maltrattamento esiste palesemente dal
momento in cui la vita degli animali viene confinata in
anguste gabbie, condizione "incompatibile con la loro natura",
e vengono costretti ad eseguire esercizi che nulla hanno a che
vedere con le "loro caratteristiche etologiche", situazione
palesemente in contrasto con quanto stabilito dall'articolo
727 del codice penale.
Addirittura, l'Ente nazionale per la protezione degli
animali, che aveva sottoscritto un accordo con l'Ente
nazionale circhi per il buon mantenimento degli animali nei
circhi, ha deciso di annullare tale accordo perché comunque
insufficiente, come qualsiasi misura che intervenga solo a
rendere meno palesemente crudele la condizione di chi è
imprigionato e maltrattato senza ragione, o per divertimento e
lucro, aderendo a questa proposta di legge come altre
organizzazioni impegnate per la difesa degli animali a livello
nazionale e internazionale.
Il presentatore invita i colleghi di tutte le formazioni
presenti in Parlamento ad aggiungere la loro adesione, a
testimonianza di una sensibilità diffusa, crescente e
trasversale, che consentirà di riconoscere agli animali
detenuti nei circhi un destino diverso ed eviterà che nuovi
animali vengano acquisiti, alimentando un commercio che
arricchendo pochi contribuisce all'impoverimento biologico
dell'intero pianeta.
Se riusciremo a salvare gli animali dai circhi, avremo
molte più possibilità di salvare i circhi con la loro arte,
che non dovrà più confondersi con alcuna forma di violenza.