XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1723




        Onorevoli Colleghi! - Il 5 novembre 1992 è stata emanata la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, firmata da 27 Stati membri del Consiglio d'Europa, con lo scopo di tutelare le lingue storiche regionali o minoritarie d'Europa che rischiano purtroppo di scomparire.
        Il trattato, in vigore dal 1^ marzo 1998, risulta ratificato solo da 15 dei 27 Stati firmatari.
        Il diritto ad usare una lingua regionale e minoritaria nella vita sia pubblica che privata, rappresenta un diritto inalienabile dell'uomo, previsto nel Patto internazionale sui diritti civili e politici adottato e aperto alla firma a New York il 19 dicembre 1966, e reso esecutivo ai sensi della legge 25 ottobre 1977, n. 881, e in conformità anche alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, resa esecutiva dalla legge 4 agosto 1955, n. 848.
        L'Italia solo di recente ha firmato il trattato, esattamente in data 27 giugno 2000, e non ha ancora approvato lo strumento di ratifica.
        La motivazione addotta per lungo tempo alla mancata adesione del nostro Paese alla Carta, è stata l'inesistenza di una legislazione specifica nel nostro Paese, riguardante le minoranze linguistiche. Finalmente, con la legge 15 dicembre 1999, n. 482, il Parlamento ha colmato questa lacuna. Pertanto, essendo venuto meno il presunto ostacolo, non esistono più ragioni che impediscano al Parlamento di autorizzare il Presidente della Repubblica alla ratifica del suddetto trattato.
        La Carta chiarisce quali debbano essere gli obiettivi e i princìpi ai quali gli Stati firmatari sono tenuti ad adeguare la propria legislazione e politica. Prima di tutto, riconoscere le lingue regionali come espressione di ricchezza culturale; rispettare l'area geografica di ciascuna lingua regionale o minoritaria; agevolare e incoraggiare all'uso orale e scritto delle lingue in questione, sia nella vita privata che in quella pubblica; prevedere forme e mezzi per l'insegnamento e lo studio di queste lingue, nonché promuovere studi e ricerche nelle università o presso istituti equivalenti.
        Vista l'importanza della proposta di legge, ormai non più procrastinabile, auspichiamo un rapido svolgimento e conclusione dell'iter parlamentare del presente provvedimento di ratifica.




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