XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1624
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge
(che riproduce, con le opportune modifiche, la proposta di
legge già presentata nella XIII legislatura, atto Camera n.
7018), prende le mosse dalla necessità di fare chiarezza su
alcuni episodi verificatisi all'interno dell'Arma dei
carabinieri e già oggetto di procedimenti giudiziari presso i
fori competenti della magistratura civile e militare.
In base a quanto sostenuto da coloro che hanno portato la
questione all'attenzione dei giudici, all'interno dell'Arma
dei carabinieri opererebbero enti e fondazioni i quali,
ancorché di diritto privato, avrebbero a lungo beneficiato di
varie forme di sostegno istituzionale da parte dei comandi
regionali e locali dell'Arma.
In particolare, stando alle circostanze addotte dai
promotori delle azioni giudiziarie citate, dette associazioni
- fra le quali figurerebbero il Fondo assistenza e premi per
il personale dell'Arma dei carabinieri, l'Associazione
nazionale carabinieri in congedo, l'Associazione nazionale
assistenza ai figli minorati, l'Opera nazionale assistenziale
per gli orfani dei militari dell'Arma dei carabinieri ed altre
ancora - sarebbero state destinatarie di detrazioni
stipendiali indebitamente operate sulle paghe di oltre 100
mila militari, su disposizione dell'amministrazione sottoposta
al Comandante generale dell'Arma dei carabinieri e tramite le
articolazioni regionali dei propri servizi, e ciò malgrado la
natura privatistica degli enti beneficiari imponesse il
carattere volontario dei trasferimenti da parte dei singoli
interessati.
Questa prassi, peraltro, risulterebbe essere stata
interrotta in seguito all'avvio, nel 1999, di un procedimento
giudiziario teso ad ottenere la ripetizione delle somme
indebitamente versate a favore di queste associazioni di
diritto privato.
A dispetto di questa significativa correzione di rotta, i
comandi dell'Arma dei carabinieri avrebbero continuato
tuttavia ad assicurare a detti enti ed associazioni benefìci e
vantaggi incompatibili sia con la loro natura privatistica sia
con i compiti militari e di ordine pubblico ai quali
dovrebbero essere destinati i carabinieri in servizio. In
particolare, si è avuta notizia di incontri propagandistici
organizzati da ufficiali dei carabinieri appartenenti alle
predette associazioni con l'attiva collaborazione dei comandi
competenti per zona che, al fine di garantirne il successo,
avrebbero disposto il distacco di numerosi militari dalle loro
mansioni ordinarie per assicurarne la presenza alle
manifestazioni anzidette.
Tutto ciò alimenta il sospetto dell'esistenza di interessi
che verrebbero illegittimamente perseguiti all'ombra e con il
concorso della catena di comando e di controllo che scorre dai
vertici dell'Arma dei carabinieri ai singoli militari. Con il
decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 297, è stato
riconosciuto in via definitiva ai carabinieri lo statuto di
quarta Forza armata della Repubblica, e con questo una serie
ulteriore di privilegi al suo personale di vertice, e la nuova
normativa rende ancora più necessario un intervento
chiarificatore del Parlamento sulla questione in oggetto.
Lo strumento costituzionalmente più idoneo a realizzarlo
appare l'istituzione di una Commissione parlamentare di
inchiesta, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione. La
Commissione, che dovrebbe essere composta da dieci senatori e
da dieci deputati scelti dai Presidenti del Senato della
Repubblica e della Camera dei deputati rispettando il criterio
di proporzionalità rispetto alla consistenza dei gruppi
parlamentari riconosciuti, sarebbe dotata dei medesimi poteri
ispettivi ed investigativi dell'autorità giudiziaria,
soggiacendo peraltro ai medesimi limiti, opererebbe per un
anno e dovrebbe terminare i suoi lavori consegnando al
Parlamento una relazione conclusiva sui risultati della
propria attività.
La Commissione dovrebbe investigare, in particolare, sulla
natura delle citate associazioni, sulla tipologia delle loro
attività, sui rapporti intercorrenti con i vertici della
tecnostruttura amministrativa ed operativa dell'Arma dei
carabinieri, sugli eventuali benefìci di cui tali associazioni
avrebbero indebitamente goduto in ragione di decisioni assunte
dai comandi dell'Arma o dai servizi da questi dipendenti
nonché sull'utilizzo che dei fondi acquisiti in tale modo è
stato fatto fino al 31 dicembre 1999.
Mentre cresce la pressione sui militari impegnati nel
difendere l'ordine pubblico e nel concorrere al ripristino
della legalità in aree anche esterne al territorio nazionale,
un impegno diretto ed incisivo del Parlamento nel tutelarne
gli interessi sembra quanto mai opportuno e doveroso.