XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1618




        Onorevoli Colleghi! - Come sottolineato nei programmi di lavoro del nuovo Governo, il tema dell'emittenza locale radiotelevisiva sarà oggetto, nella presente legislatura, di una attenta opera di regolamentazione, nella consapevolezza del suo valore di essenziale risorsa di democrazia e di pluralismo sul territorio.
        Tale emittenza, infatti, dà voce alle diverse e molteplici realtà dislocate nella Nazione e rappresenta, proprio per la territorialità che la connota, la sede naturale del dibattito politico, soprattutto locale. A tale fine, diversi sono gli aspetti della struttura del settore dell'emittenza locale su cui agire tempestivamente.
        Appare innanzitutto necessario apportare radicali modifiche alla legge 28 febbraio 2000, n. 28, cosiddetta "legge sulla par condicio", abrogando quei vincoli che, nelle recenti competizioni elettorali, hanno ostacolato ed annichilito la comunicazione politica sulle emittenti locali. La causa è da individuare nella complessità delle procedure previste dalla citata legge, incuranti delle peculiarità del settore dell'emittenza privata in ambito locale. Una discriminazione che deve essere sanata affinché sia garantito il pluralismo delle fonti e degli orientamenti politico-informativi. Le imprese radiotelevisive, in quanto imprese di opinione, devono potere conservare la prerogativa della valutazione politica, strettamente connessa alla libertà di cronaca politica. E' da ricordare che nel dibattito politico che ha accompagnato l'approvazione delle disposizioni d'accesso ai mezzi d'informazione in campagna elettorale molte forze politiche, sia di minoranza che di maggioranza, avevano sottolineato la necessità di rivedere la normativa in merito alle radiotelevisioni locali.
        Su un altro fronte, è necessario sbloccare le problematiche burocratiche e normative gravanti sull'emittenza privata che, come evidenziato dalla Corte dei conti nell'ultima relazione al Parlamento, ostacolano significativamente il procedimento di riconoscimento ed erogazione delle risorse stanziate. Questo, con particolare riferimento all'emittenza radiofonica, per la quale è necessario prevedere fondi a sostegno analoghi a quelli previsti per le televisioni locali dal decreto del Ministro delle comunicazioni n. 378 del 1999. Il vincolo occupazionale previsto dal decreto-legge n. 5 del 2001, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 66 del 2001, per le imprese radiofoniche locali costituisce un'importante punto di riferimento per ridefinire i criteri di concessione di tali contributi. In tale senso è importante pensare ad una revisione dei requisiti occupazionali richiesti per la concessione della radiodiffusione televisiva locale.
        In conclusione, si ritiene che se da parte del Parlamento, del Governo e dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ciascuno per le proprie competenze, non verrà data la dovuta priorità all'obiettivo di una più equa normativa del settore radiotelevisivo privato, il destino delle imprese radiofoniche e televisive locali risulterà inevitabilmente segnato nel momento di passaggio alla tecnologia digitale. In mancanza di un pronto intervento normativo, si stanno creando inaccettabili barriere all'ingresso di ordine tecnico, giuridico ed economico nell'accesso delle emittenti locali all'era digitale, rafforzando i presupposti per un drastico ridimensionamento del settore e minando la trasparenza dell'intero processo di liberalizzazione, da tempo avviato a livello europeo.




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