XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1571




        Onorevoli Colleghi! - Con lo sviluppo economico e produttivo dell'Italia, abbiamo assistito ad una rapida crescita di un settore particolarmente importante: l'autotrasporto merci. Un settore, molto importante per l'economia nazionale, che con le sue 150 mila imprese movimenta circa l'85 per cento delle merci dando lavoro a circa un milione di individui e che da solo produce il 7 per cento del prodotto interno lordo.
        Ed è proprio nel settore dell'autotrasporto che si riscontra la maggiore crescita rispetto a tutto il sistema dei trasporti.
        Lo spropositato sviluppo del trasporto su gomma ha provocato vistosi squilibri tra gli stessi sistemi di trasporto, tanto che il trasporto su gomma è arrivato al limite del suo livello di espansione.
        Basti pensare che nel 1998 si è registrato un aumento dei volumi di traffico pari al 6,6 per cento in più rispetto al 1997, movimentando così complessivamente 1.230 milioni di tonnellate di merce.
        Al contrario, il traffico merci ferroviario ha chiuso il 1998 con un aumento dell'1,3 per cento rispetto al 1997, trasportando in totale circa 84 milioni di tonnellate di merce.
        I dati indicati a titolo esemplificativo dimostrano la situazione critica in cui versa il settore dei trasporti e, dunque, la necessità di addivenire ad una rapida soluzione della stessa, come ormai richiesto dagli stessi autotrasportatori. La congestione delle arterie stradali, le limitazioni, sempre più severe, che Svizzera ed Austria impongono al traffico merci italiano rappresentano alcuni dei fattori che rendono improcrastinabile l'adozione, da parte delle autorità competenti, di misure finalizzate a riequilibrare le varie modalità di trasporto, conformemente agli indirizzi indicati dalla stessa Unione europea.
        In realtà, l'unico sistema che consentirebbe di trasferire quote di traffico merci su altre modalità di trasporto è quello intermodale, che necessariamente richiede la preventiva realizzazione di un sistema, soprattutto ferroviario e marittimo, efficiente e ben strutturato.
        La legislazione italiana ha tentato di sviluppare l'intermodalità attraverso la legge n. 454 del 1997, che tuttavia in questa parte essenziale ad oggi è rimasta priva di applicazione.
        In attesa di realizzare il suddetto riequilibrio, attraverso il sistema dell'intermodalità, la presente proposta di legge si propone obiettivi ben precisi quali: la tutela dell'ambiente, strettamente connessa con la difesa della qualità della vita, e la sicurezza della circolazione stradale.
Basti pensare che il trasporto su gomma incide pesantemente in termini di inquinamento acustico e atmosferico, di ingorghi e ostacoli alla fuidità della circolazione nonché di danni al territorio, alle cose e alle persone. La mobilità in ambito urbano è, infatti, causa del 70 per cento dei feriti e del 40 per cento dei morti per incidenti stradali ed inoltre, da uno studio condotto dall'OCSE, risulta che nella città si produce oltre il 74 per cento dei costi di viabilità e che la rete viaria urbana è l'unica per la quale lo Stato spende più di quanto ricava.
        La presente proposta di legge si prefigge, dunque, lo scopo di spostare, ove possibile, il traffico delle merci dalle aree urbane alla rete autostradale, incentivando il trasporto delle merci nelle ore notturne e tentando così di decongestionare quelle aree ad alta densità di traffico, quali ad esempio la regione Lombardia, che nella movimentazione delle merci è la regione che fa registrare i volumi più elevati di merce trasportata, pari a circa il 21 per cento.
        In particolare, l'articolo 3 evidenzia il carattere temporaneo (tre anni) dei contributi previsti nella proposta di legge a favore degli autotrasportatori, in vista del necessario sviluppo di un sistema di intermodalità che possa garantire la competitività del nostro Paese nel sistema comunitario.
        L'articolo 2, al fine di stimolare gli autotrasportatori a fare uso dei tratti autostradali nelle ore notturne, riconosce agli stessi una riduzione pari al 50 per cento dei pedaggi autostradali e il rimborso, fino al 40 per cento, delle spese relative al gasolio per autotrazione.
        E' nostra convinzione, infatti, che attraverso una migliore gestione dei flussi di traffico si potrà garantire una maggiore sicurezza stradale ed una razionalizzazione nell'utilizzo della rete stradale.




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