XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1501
Onorevoli Colleghi! - La legge 20 marzo 1975, n. 70,
recante "Disposizioni sul riordinamento degli enti pubblici e
del rapporto di lavoro del personale dipendente" non è stata
che un primo passo verso la soppressione degli enti inutili e
la conseguente loro liquidazione. Nonostante i sacrifici che
gli italiani sono chiamati quotidianamente a sopportare vi
sono nel nostro Paese degli enti palesemente inutili che
percepiscono ingenti somme di denaro dallo Stato senza
produrre apparentemente alcun risultato, se non quello di
essere strutture obsolete che non solo impediscono ogni libera
attività privata, ma addirittura frappongono mille ostacoli
causando ingenti danni.
Il nostro Paese necessita di una vera e propria "sterzata"
verso la privatizzazione, al fine di consentire notevoli
risparmi per le casse dello Stato, senza ulteriormente gravare
sui sacrifici che sono imposti ai cittadini italiani.
L'Aero Club d'Italia è un ente di diritto pubblico, già
sottoposto alla vigilanza del Ministero dei trasporti e della
navigazione (ora delle infrastrutture e dei trasporti), di
concerto con il Ministero della difesa. Esso riceve
sovvenzioni dai predetti Ministeri e soprattutto dal Comitato
olimpico nazionale italiano (CONI) per un ammontare di quasi 4
miliardi di lire che corrispondono a circa il 50 per cento del
bilancio complessivo, escluse le partite di giro.
A dimostrazione che l'Aero Club d'Italia sia un ente
inutile va detto che ogni aero club locale ha esigenze
sociali, climatiche, sportive, turistiche e didattiche
diverse, che pertanto non sempre trovano soddisfazione nelle
scelte effettuate dallo stesso Aero Club d'Italia. I vari aero
club e gli enti federati in questo modo sono fortemente
penalizzati, se si considera che meno di un miliardo di lire
sono spesi per prestazioni istituzionali, un cifra irrisoria
stanziata da un ente pubblico per perseguire i propri scopi e
funzioni. In questo modo, gli aero club locali sono limitati
nello svolgere la loro azione primaria che è la formazione di
una coscienza aeronautica tra i giovani.
Alla luce di quanto sopra esposto si desume che l'Aero
Club d'Italia svolge solo marginalmente le sue funzioni ed
affinché gli aero club locali abbiano una radicale
trasformazione finalizzata allo sviluppo delle attività
aeronautiche e didattiche si propongono alcuni rimedi in grado
di promuovere veramente la formazione aeronautica tra i
giovani.
Pertanto, la presente proposta di legge ha come obiettivo
quello non solo di sopprimere l'Aero Club d'Italia in quanto
ente inutile, ma di costituire in seno al CONI una federazione
sportiva in grado di favorire lo sviluppo dello sport aereo.
Ciò è possibile solo con la trasformazione degli aero club da
enti morali in società di capitali sotto la costante vigilanza
del CONI. Questa è la strada per incrementare le attività
aeronautiche, turistico-sportive e didattiche appassionando ed
avvicinando i giovani a questa disciplina ancora fortemente
sconosciuta ed esageratamente costosa. Solo con la
privatizzazione infatti si potranno contenere i costi ed
assestare il forte flusso di giovani che corre verso gli Stati
Uniti d'America per conseguire una licenza aeronautica a
prezzi contenuti.
Per ultimo, ma non per questo meno importante, va
sottolineato che la soppressione dell'Aero Club d'Italia e la
trasformazione dei vari aero club locali in società di
capitali comporterebbero un ulteriore sviluppo del settore
aeronautico.