XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1498
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge è
finalizzata a modificare la legge sui prelievi e trapianti di
organi (legge n. 91 del 1999), approvata nel corso della XIII
legislatura, limitatamente alla parte in cui si tocca
l'aspetto più etico e morale della legge (articoli 4 e 5),
cioè la dichiarazione di volontà in ordine alla donazione.
Durante la discussione che ha portato alla approvazione
della legge n. 91 del 1999, il dibattito relativo agli
articoli 4 e 5 ha impegnato l'aula della Camera per diverso
tempo e sul tema del silenzio-assenso si sono create
condizioni di trasversalità politiche.
La presente proposta di legge propone la sostituzione
degli articoli 4 e 5 della legge n. 91 del 1999 con un testo
già oggetto di un emendamento presentato durante la
discussione, al fine di ribadire e di riproporre l'opportunità
di ristabilire il rispetto della libertà individuale e per
fare in modo che si possa assegnare al termine della donazione
il reale significato che essa ha come atto libero del singolo
cittadino. Riteniamo che si possa ottenere un risultato
ottimale in termini di donazione di organi solo attraverso una
informazione capillare dei cittadini, attuata in maniera
trasparente e puntuale capace di far crescere quella coscienza
civica base di una civiltà moderna.
Solo una crescita culturale coniugata con una efficienza
dei servizi può ritenersi una soluzione degna di un Paese
all'avanguardia. La norma attuale riteniamo non rispetti la
libertà individuale: essa si basa inoltre su una concezione
materialistica del corpo, che appena dopo la morte diventa
cosa e, in un certo qual modo, proprietà dello Stato. Inoltre,
la norma contenuta negli articoli 4 e 5 della legge n. 91 del
1999 non garantisce una informazione accurata o perlomeno che
i cittadini abbiano realmente coscienza della necessità di
dichiarare la propria disponibilità.
Ormai a due anni dalla data di approvazione della legge si
possono fare i primi bilanci e ancora risultano avere un
indice di donazione nettamente superiore alla media europea
quelle regioni, quali il Trentino-Alto Adige, il
Friuli-Venezia Giulia, il Veneto, l'Emilia Romagna, il
Piemonte e la Lombardia che lo avevano anche prima che la
citata legge n. 91 del 1999 introducesse il
silenzio-assenso.
Purtroppo la coscienza civica nel nostro Paese non è
elevatissima ed è sicuramente a macchia di leopardo sul
territorio nazionale anche in virtù delle infrastrutture
esistenti. Inoltre, molte volte la disattenzione dei cittadini
su problematiche così importanti manifesta la necessità di
prevedere meccanismi di informazione capaci di attrarre
l'attenzione e "costruire" un momento di riflessione. Ebbene a
tale scopo potrebbe essere utile la proposta contenuta nella
presente iniziativa legislativa che è quella di avviarsi verso
la dichiarazione obbligatoria: e cioè introdurre
l'obbligatorietà di espressione all'atto del rilascio di
alcuni documenti (nel testo si indica la carta di identità),
altrimenti scatta la sanzione del non rilascio del documento
di identità. Questo, da un lato, è un aspetto non liberale, ma
dall'altro è un aspetto concernente una doverosità sociale
che, sull'argomento delle donazioni, crediamo possa essere
accettabile. In questo modo avremmo la sicurezza quasi
assoluta di contattare tutti i cittadini e di "costringerli"
ad esprimersi in senso confermativo o negativo.
Sicuramente è comprensibile che alla insufficienza di
offerta rispetto alla domanda di trapianti si cerchi di dare
una risposta più appropriata possibile, ma le leggi non devono
nella loro stesura cadere nella logica dell'emergenza
contrapponendo, mettendoli in conflitto fra di loro, due
interessi diversi, ma con diritti soggettivi paritari: quelli
del malato, che ha una posizione drammatica e aspetta l'organo
per sopravvivere, e il diritto di chi dona, che deve essere
rispettato, sempre. Una buona legge deve trovare un equilibrio
nella cultura giuridica per non mettere mai in conflitto
questi diritti raggiungendo una mediazione ragionevole.
Mediazione che riteniamo sia propria dell'articolato che
proponiamo con la presente proposta di legge ove vi è la
riaffermazione della cultura dell'informazione e
dell'"obbligatorietà" della presa di coscienza del problema
donazioni nel rispetto dell'etica, nell'ambito della quale vi
è lo spazio per esplicitare la libertà e la responsabilità
delle persone.
Sicuri di trovare un consenso trasversale alla presente
proposta di legge ne auspichiamo una sollecita
approvazione.