XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1497
Onorevoli Colleghi! - La vicenda collegata alla
sperimentazione del "metodo Di Bella" ha suscitato enormi
clamori e forti sospetti in molte parti dell'opinione pubblica
e dei rappresentanti politici.
Non possono non destare allarme e sconcerto le ormai
numerose denunce fatte nei diversi tribunali dai quali
risulterebbe che siano stati somministrati farmaci scaduti a
ben 1.048 ammalati di tumore durante la sperimentazione in
trattamento con il "metodo Di Bella", inficiando di fatto i
risultati della sperimentazione stessa. Ciò sembra trovare
conferma nello stesso verbale dei nuclei antisofisticazioni in
cui si legge che i farmaci in questione non possiederebbero
più "le caratteristiche terapeutiche iniziali (...)" e si
ipotizza "che la degradazione e scomposizione dei princìpi
attivi possa produrre effetti collaterali gravi, specialmente
in soggetti sofferenti di patologie neoplastiche; ne consegue
che i dati ottenuti dalla suddetta sperimentazione siano
sicuramente inattendibili".
Inoltre, risulterebbe anche che in tutte le confezioni di
retinoidi siano state riscontrate (confermato dallo stesso
Ministero della sanità) dosi fino a 850 milligrammi/litro di
acetone, sostanza tossica e cancerogena nonché inattivante
l'effetto dei retinoidi stessi, che, ricordiamo, sono
l'elemento base del "metodo Di Bella". La presenza
dell'acetone ha sicuramente sovvertito l'intero profilo
tossicologico della sperimentazione, attribuendo allo stesso
"metodo Di Bella" gli effetti tossici causati invece
dall'errata preparazione di farmaci da parte del Ministero
della sanità.
Altre denunce, quantomeno allarmanti, sulla condotta
tenuta dai vari organismi, istituzionali e non, in merito
all'applicazione della sperimentazione del "metodo Di Bella"
compaiono nel libro-dossier del dottor Vincenzo
Brancatisano "Un po' di verità sulla terapia Di Bella"
(editore Travel Factory). Nel citato volume si afferma
quanto segue:
sono errati l'intero impianto e l'impostazione di base
della sperimentazione, rispetto ai parametri codificati dal
National Cancer Institute ed universalmente accettati.
Di fatto, non sono stati rispettati i criteri che danno
evidenza ed attendibilità ad una sperimentazione secondo la
più autorevole e conosciuta classificazione di evidenza
scientifica in campo oncologico: il National Cancer
Institute;
l'Istituto superiore di sanità (ISS) ha dichiarato che:
"Non emerge alcuna evidenza che il metodo Di Bella sia stato
di una qualche attività antitumorale... (...)", e questo
malgrado dal sito Internet dello stesso ISS si rilevi
che nel protocollo 7 della sperimentazione relativo al
carcinoma esocrino del pancreas, vi sia un 36 per cento di
sopravvivenza ad un anno mentre tutte le statistiche
internazionali concordano che entro sei mesi si ha una
sopravvivenza del 3-4 per cento ed una pressoché totale
mortalità ad un anno nei pazienti trattati con terapie
convenzionali.
Come denunciato nelle pagine 343 e seguenti del citato
libro-dossier, la vicenda Di Bella fu "gonfiata" dalla
stampa a causa delle strumentali informazioni dell'ISS;
infatti nel passo citato è scritto che: "Fu sancito che il
metodo Di Bella era tossico e fu deciso, per questo motivo, di
escludere lo stesso dalle cosiddette terapie dolci". Dalla
lettura tardiva dei Rapporti Istisan, che il direttore
dell'ISS si rifiutò di consegnare ai giornalisti in conferenza
stampa, emergono dati e numeri che contrastano decisamente con
le notizie allarmanti che la stampa girò all'opinione
pubblica; in buona sostanza l'opinione pubblica ricevette
notizie non vere, come è agevole verificare. Di più: lo studio
osservazionale condotto in parallelo (e per un lungo periodo)
su un gran numero di pazienti con l'obiettivo ufficiale di
confermare o smentire i profili di tossicità riscontrati nella
sperimentazione, ha addirittura stabilito che il 97 per cento
dei pazienti non ha avuto alcun effetto tossico di una certa
gravità. Questa notizia clamorosa che smentisce le precedenti
rilevazioni non è stata mai diffusa, poiché nessuna conferenza
stampa l'ISS ha ritenuto di dovere convocare per comunicare i
risultati dello studio osservazionale che, peraltro, ha
registrato la sopravvivenza di un numero rilevante di pazienti
che, in questo caso, erano quasi tutti terminali.
A pagina 627 e seguenti del citato libro-dossier si
leggono dichiarazioni ancora più allarmanti dalle quali si
desumerebbe che, nel caso tali affermazioni corrispondessero
al vero, l'esito della sperimentazione era di fatto già stato
"preconfezionato" dallo stesso ISS.
Risulta molto inquietante che, nonostante la gravità delle
affermazioni riportate nel libro citato, ad oggi, non
risultino intraprese iniziative giudiziarie contro l'autore
dello stesso né da parte del Ministero della sanità né da
parte dell'ISS.
Quanto riportato si ritiene sia sufficiente affinché il
Parlamento sia attivato nelle forme dl sua competenza perché
sia fatta chiarezza e si arrivi a scoprire la verità su tutta
la "vicenda Di Bella" al fine di garantire i diritti e la
salute dei cittadini.
Inoltre, non è da sottovalutare che nel frattempo sono
state emanate decine di sentenze in tutta Italia tese a
prevedere che le aziende sanitarie locali erogassero
gratuitamente i farmaci del "metodo Di Bella" in base a
dichiarazioni di periti oncologi attestanti la progressione
del tumore con le terapie convenzionali (chemioterapia) e un
blocco o la regressione del tumore negli stessi ammalati
trattati con il "metodo Di Bella". Inoltre sono molte le
iniziative emergenti anche a livello istituzionale da parte
delle regioni a sostegno della terapia Di Bella.
Si capisce che fare chiarezza in una vicenda come questa
non è assolutamente facile anche perché la sperimentazione è
stata avviata quando il Ministro della sanità era l'onorevole
Rosy Bindi, la quale aveva nominato come responsabile della
sperimentazione il suo successore, ovvero il Ministro della
sanità Veronesi. Quest'ultimo, nonostante in Parlamento siano
state depositate diverse decine di interrogazioni volte a
chiedere spiegazioni in merito alla sperimentazione, non ha
ritenuto opportuno fornire al Parlamento nessuna
delucidazione.
Pertanto la presente proposta di legge ha lo scopo di
fornire al Parlamento lo strumento adatto, da noi individuato
in una Commissione parlamentare di inchiesta sulle modalità
della sperimentazione del "metodo Di Bella", affinché si possa
dare una risposta chiara, inequivoca e dovuta ai cittadini
sicuramente disorientati e nauseati dalle tante e
contraddittorie informazioni a cui sono sottoposti.