XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1442
Onorevoli Colleghi! - Viene posto alla vostra
attenzione un problema che si trascina da oltre mezzo secolo:
quello dei grandi invalidi di guerra affetti da cecità
bilaterale assoluta; infermità ritenuta la più grave dal
Consiglio mondiale della sanità.
Sono circa settecento i casi di ciechi assoluti, circa
duecento a cui alla cecità va aggiunta l'amputazione di un
arto, ed infine circa trenta casi affetti da cecità bilaterale
assoluta con l'amputazione degli arti superiori od inferiori a
cui vanno aggiunte altre infermità vicarianti o
interdipendenti, come ad esempio: sordità bilaterale, disturbi
nervosi, disfunzioni cardiocircolatorie, osteoporosi, artrosi,
gravi disturbi all'apparato gastroenterico, varici, ipertrofia
prostatica, ipertiroidismo, eccetera.
Questi grandi invalidi plurimutilati, oltre alla normale
assistenza in qualsiasi momento del giorno e della notte, per
le normali esigenze della vita, necessitano di una quotidiana
assistenza sanitaria di tipo infermieristico e fisioterapico e
di controlli medici specialistici che vanno ad assorbire la
maggior parte dell'assegno di pensione. Il Parlamento, con la
legge 23 settembre 1981, n. 533, distinse il risarcimento
dell'infermità dai costi dell'assistenza e
dell'accompagnamento.
Pertanto si propone:
a) la concessione di altri due assegni integratori
del trattamento di cui all'articolo 21 del testo unico delle
norme in materia di pensioni di guerra di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915;
b) il raddoppio dell'indennità di accompagnamento
aggiuntiva di cui all'articolo 8 della legge 6 ottobre 1986,
n. 656;
c) l'aumento dell'assegno di cumulo di cui alla
tabella F annessa al citato testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica n. 915 del 1978;
d) l'adeguamento della tabella E annessa al
medesimo testo unico di cui al decreto del Presidente della
Repubblica n. 915 del 1978, modificata dalla legge 29 dicembre
1990, n. 422.
Ai grandi invalidi di guerra con due superinvalidità
(cecità bilaterale assoluta e permanente con amputazione delle
due mani) quando si accompagna una terza infermità all'organo
vicariante, viene a mancare ogni altra funzione organica
sostitutiva. Ciò è riconosciuto dal testo unico, più volte
citato, nel paragrafo: "Criteri per l'applicazione delle
tabelle A, B ed E", alla lettera f), ultimo capoverso,
ma non risarcito.
Altro grave problema rimasto insoluto è la reversibilità
della pensione al coniuge superstite ed agli orfani che hanno
assistito il grande invalido. L'assegno percepito dalle vedove
di cui alla tabella G annessa al citato testo unico di cui al
decreto del Presidente della Repubblica n. 915 del 1978, è
divenuto un importo dal valore simbolico. A queste donne
eroiche che condividono tutte le sofferenze del grande
invalido di guerra si deve permettere di poter vivere
dignitosamente alla scomparsa del coniuge.
Pertanto si propone la concessione nella misura dell'80
per cento degli assegni di tabella C, di tabella E e di
tabella F, goduti dal grande invalido; stessa cosa dicasi
per gli orfani che convivono e coadiuvano all'assistenza,
rinunciando alla loro libertà ed al loro avvenire, ma nella
misura ridotta pari al 40 per cento degli assegni di cui
sopra.
Si propone, inoltre, che l'indennità integrativa speciale
erogata a favore degli invalidi per servizio, prevista dal
testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973,
n. 1092, venga concessa anche a favore degli invalidi di
guerra a titolo di risarcimento assorbendo l'assegno ad
personam previsto dagli abrogati articoli 74 e 75 del
citato testo unico di cui al decreto del Presidente della
Repubblica n. 915 del 1978.
Onorevoli colleghi, l'onere di cui alla presente proposta
di legge comporta una ridotta spesa aggiuntiva a carico del
bilancio dello Stato cui si provvede con l'articolo 6.
Raccomandiamo al Parlamento di approvare la presente
proposta di legge con sollecitudine, quale doveroso
riconoscimento per questi benemeriti cittadini che hanno dato
alla Patria parti importanti della loro vita.