XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1405
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge
intende disciplinare la professione di conservazione dei beni
culturali e la relativa specializzazione per i posti direttivi
in musei, biblioteche, archivi, nella consapevolezza che la
tutela del patrimonio storico-artistico e la conservazione dei
beni culturali richiedono professionalità adeguate. Infatti,
accade troppo spesso che a causa di carenze professionali le
prescrizioni e le previsioni normative di tutela non trovino
efficace applicazione.
Il corso di laurea in conservazione dei beni culturali è
di recente istituzione e conta circa 10 mila iscritti
dislocati in dodici sedi del territorio italiano. Se si
considera l'entità del nostro patrimonio artistico (in Italia
i musei sono 3.500, di cui il 25 per cento sono statali, circa
il 10 per cento universitari e la restante parte comunali,
provinciali e regionali), tale laurea sembrerebbe poter
offrire numerosi sbocchi professionali, ma in realtà ciò non
accade. Nonostante ai fini del conseguimento di essa sia
necessario sostenere ventiquattro esami, di cui diciassette
specialistici di vario ambito (archeologico, librario,
musicale, storico-artistico, eccetera), ai concorsi per posti
nelle biblioteche, nelle pinacoteche e negli archivi sono
ammessi a partecipare laureati che hanno sostenuto un solo
esame specialistico o, ancor peggio, laureati provenienti
dalle facoltà di giurisprudenza o economia.
La presente proposta di legge si pone, principalmente,
l'obiettivo di introdurre l'obbligo di uno studio a carattere
interdisciplinare applicativo e di un esame di Stato,
successivi al diploma di laurea in conservazione dei beni
culturali, richiedendo a chi voglia esercitare tale
professione una ulteriore qualificazione professionale sempre
più legata ad esigenze di tutela del patrimonio storico e
artistico. La valorizzazione di tale professione potrà creare,
inoltre, migliori sbocchi professionali oltre che vere e
proprie nuove occasioni di lavoro per molti giovani
laureati.
La vigente legislazione europea, ad esempio, richiede
laurea e specializzazione per dirigere le strutture
museali.
Per mettere ordine basterebbe un provvedimento quadro. Già
in passato la Commissione congiunta nominata dal Ministro
dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica e
dal Ministro per i beni culturali e ambientali, presieduta da
Tullio Gregory, aveva sollecitato come urgente una norma che
imponesse il possesso di una laurea specifica in conservazione
dei beni culturali e di una specializzazione per qualsiasi
posto direttivo in musei, biblioteche ed archivi. Sarebbe,
dunque, sufficiente questa norma quadro che non comporta oneri
per lo Stato, per riportare le figure-guida delle strutture
della conservazione - che vanno, secondo le stime, dai 1.200
ai 1.500 posti in Italia ogni anno - ad un livello scientifico
comparabile con quello europeo.
Inoltre, sarebbe opportuno prevedere, ai fini del lavoro
di schedatura e catalogazione e per la didattica nei musei, il
possesso della laurea specifica e, quindi, della
specializzazione; in ogni concorso pubblico a posti di ruolo,
inoltre, dovrebbero essere presenti, nelle commissioni
esaminatrici, soprintendenti e professori universitari, i soli
che possano garantire una corretta e trasparente selezione tra
i candidati.
In considerazione della rilevanza dell'intervento
configurato dalla proposta di legge in oggetto, si esprime,
infine, l'auspicio che su di essa possa convergere un'ampia e
convinta adesione da parte dei colleghi parlamentari.