XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1384
Onorevoli Colleghi! - La prima proposta di legge per
l'istituzione della provincia di Avezzano risale al secolo
scorso e precisamente al 1920, anno in cui venne presentata
dall'onorevole Camillo Corradini, deputato della Marsica e
Sottosegretario agli interni. Negli anni 1926-1927, quando il
fascismo creò nuove province (mentre venivano soppresse le
sottoprefetture, tra cui quelle di Avezzano) fu fatto un altro
tentativo, interessando direttamente il Capo del Governo.
Analogo tentativo fu rinnovato, anche questo senza successo,
negli anni 1931-1932. Nel secondo dopoguerra e precisamente
nel 1946 si mossero, all'unisono, per questo obbiettivo
Benedetto Croce, l'onorevole Morelli e l'onorevole Lussu,
anche se lo scopo principale era rivolto al "ripristino della
regione marsa" e solo subordinatamente alla istituzione della
provincia. Purtroppo, però, non si ottennero né la prima né la
seconda. Nel 1957 ci provò il senatore della Marsica,
professor Angelo Tirabassi con il suo disegno di legge atto
Senato n. 2248 mentre nel 1974 fu il senatore Domenico
Buccini, anche lui senatore della Marsica, a riproporre la
questione in Parlamento con la presentazione di un nuovo
progetto di legge.
Con il sopraggiungere della IX legislatura venne
presentata una proposta di legge di iniziativa popolare,
anch'essa tendente alla istituzione della provincia di
Avezzano. In questo progetto di legge, presentato il 12 giugno
1986 e sottoscritto da ben 52.726 cittadini su un totale di
82.713 votanti (63,7 per cento), si evidenziava come la
Marsica avesse definito una propria particolare identità sia
sotto il profilo economico che su quello sociale. Nella
relazione introduttiva alla proposta di legge è scritto
infatti che "(...) La Marsica racchiude nel suo territorio una
popolazione che per il suo numero e la sua attività economica
è altamente rilevante nel contesto provinciale; i suoi
abitanti, infatti, incidono per il 42,6 per cento sulla
popolazione dell'intera provincia aquilana e forniscono
all'agricoltura il 59,4 per cento, all'industria il 43,6 per
cento ed ai servizi il 37 per cento degli attivi - nei
rispettivi settori - di tutta la provincia". E ancora si
sottolineava come "la superficie territoriale della Marsica,
con i suoi 190.577 ettari, copre il 37,9 per cento dell'intera
provincia de L'Aquila".
Si faceva riferimento, quindi, già dal lontano 1986 a quel
"processo che si è manifestato e si manifesta soprattutto con
l'incremento delle relazioni tra diversi comuni marsicani sul
piano delle infrastrutture civili e sociali, degli scambi e
degli intrecci di iniziative produttive, commerciali e di
servizio. Tutto questo fervore di attività ha creato intorno
al polo trainante di Avezzano un vero e proprio sistema
integrato, la cui specificità appare con tutta evidenza,
poiché si colloca come un sottosistema pienamente autonomo nel
contesto regionale".
L'anno successivo, il 1987, sulla spinta di questa
iniziativa delle popolazioni marsicane, il consiglio regionale
dell'Abruzzo nella seduta del 7 luglio 1987, espresse, ai
sensi dell'articolo 133 della Costituzione, parere favorevole
al progetto di legge, trasmesso poi alla Camera dei deputati
per i successivi adempimenti.
Anche nella scorsa legislatura sono state presentate alla
Camera dei deputati e al Senato della Repubblica iniziative
per l'istituzione di cinque nuove province e tutte
richiamavano gli adempimenti procedurali previsti
dall'articolo 63 della legge 8 giugno 1990 n. 142,
successivamente abrogato dall'articolo 274 del testo unico
delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, adempimenti che
sono stati puntualmente rispettati.
Lo stesso articolo, poi, conferiva al Governo la delega
per l'istituzione di nuove province che avessero ottenuto le
delibere dei comuni entro il 31 dicembre 1989 e i pareri delle
regioni interessate entro il 13 dicembre 1990. Tali delibere e
il prescritto parere sono stati prodotti, rispettivamente dai
comuni della Marsica e dalla regione Abruzzo, nei termini
indicati dal citato articolo 63 e consegnati al Ministero
dell'interno.
All'inizio della XIV legislatura si ripropone, più forte
che mai, l'esigenza di un nuovo soggetto istituzionale per la
Marsica. La proposta di legge si muove proprio nella direzione
indicata dalle popolazioni della Marsica. Sono tanti i
soggetti sociali, economici e culturali che si stanno
prodigando in tutti i modi per raggiungere questo importante
traguardo istituzionale. Nella proposta di legge vengono
indicate altre due finalità: quella di rafforzare l'autonomia
dei comuni marsicani in omaggio al principio di sussidiarietà
tante volte invocato ma puntualmente disatteso, e quella di
realizzare quel riequilibrio territoriale all'interno della
regione Abruzzo, nello spirito indicato dall'articolo 21 del
citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del
2000.
Da più parti, per giustificare la mancata attuazione
legislativa, è stato invocato il criterio demografico che
richiede una popolazione di almeno 200 mila abitanti per
l'istituzione di una nuova provincia. Va ricordato, a questo
proposito, che lo stesso relatore della legge n. 142 del 1990,
senatore Guzzetti, riferendosi a tale criterio, definì
elastica la previsione legislativa secondo la quale il
criterio demografico "di norma non deve essere inferiore ai
200.000 abitanti". Infatti, nel dibattito parlamentare che ne
seguì, si sottolineò l'importanza di un altro criterio
ugualmente importante e significativo per istituire nuove
province, e cioè quello territoriale. Nel caso di Avezzano,
infatti, siamo in presenza di aree montane interne interessate
da forti flussi migratori che non fanno coincidere appieno il
requisito demografico con quello territoriale.
Per quanto riguarda la popolazione va sottolineato un
altro elemento: nel 1951, la popolazione residente nella
Marsica era di 145.435 unità. Il grave fenomeno
dell'emigrazione provocò a questo territorio una perdita di
ben 20 mila unità. Nel 1981, infatti, la popolazione era scesa
a 121.116 abitanti. Sempre nella Marsica, infine, negli anni
1951-1981, si registrò un saldo attivo tra nascite e morti di
circa 30 mila unità. Senza il fenomeno dell'emigrazione, è del
tutto evidente che oggi la popolazione marsicana supererebbe i
200 mila abitanti.
Ma al di là del criterio demografico, possiamo invocare
nel nostro caso l'articolo 133 della Costituzione che in tutto
questo processo mette al centro della questione le "iniziative
dei comuni" rispetto alle quali lo stesso parere della regione
costituisce un semplice adempimento procedurale.
In altre parole il criterio "elastico" della popolazione e
quello del riequilibrio territoriale possono essere validi
solo nella misura in cui si sviluppa, per iniziativa dei
comuni, un processo di aggregazione che passa attraverso
l'intensificarsi delle relazioni tra quei comuni che insistono
su una determinata porzione del territorio.
Nel dibattito che si è svolto alla Commissione affari
costituzionali nella scorsa legislatura e precisamente l'8
marzo 2001, il relatore della proposta di legge recante
istituzione della provincia di Avezzano, onorevole Giovanni
Crema, rimarcava un aspetto molto importante di tutta questa
vicenda legislativa e cioè che la Marsica va sempre più
definendo una sua propria identità sia per il suo profilo
economico che per quello sociale. La nuova provincia avrebbe,
infatti, una estensione analoga rispetto a quelle di Pescara,
Chieti e Teramo, mentre la parte residua del territorio
aquilano avrebbe pur sempre il territorio di gran lunga più
esteso della regione Abruzzo. Oggi tutti possono constatare
come le dinamiche del processo di crescita della realtà
marsicana si manifestano soprattutto attraverso l'incremento
delle relazioni tra i comuni che insistono sul suo territorio.
Questo aspetto ci invita a riflettere su una esigenza sempre
più avvertita dalle nostre popolazioni e cioè che la
governabilità di una comunità civile come quella italiana
debba essere necessariamente diffusa ed articolata, nel
rispetto delle autonome scelte dei cittadini. Sono loro, come
nel caso dei marsicani, che hanno più volte indicato nella
nuova provincia di Avezzano il livello di governo locale
idoneo a guidare in modo coordinato e compiuto i processi di
evoluzione e di crescita, nonché le tendenze economiche e
sociali in atto. E questo risulta tanto più necessario proprio
nel momento in cui alla provincia il nostro ordinamento
assegna competenze ben precise nella gestione del territorio,
anche nei suoi aspetti che investono la progettazione e la
pianificazione.
Noi riteniamo, ora, che i tempi siano maturi per
riconoscere ad Avezzano e a tutta la Marsica lo status
di provincia, proprio in omaggio a quel sentimento
federalista, sempre più diffuso nel nostro Paese, che vuole
esaltare le autonomie locali nelle loro specificità culturali,
economiche e sociali. Come legislatori abbiamo il dovere di
far sì che l'azione amministrativa si adegui ai bisogni della
vita sociale, per meglio corrispondere ad una richiesta,
ripetutamente espressa dalle popolazioni interessate, che
vuole riunificare in un nuovo soggetto istituzionale un
territorio come la Marsica che, per la sua storia e per la sua
cultura, ha già acquisito nel corso dei secoli una chiara e
originale identità.
L'articolo 1 della proposta di legge prevede l'istituzione
della provincia di Avezzano e l'individuazione dei comuni che
ne fanno parte.
L'articolo 2 indica gli adempimenti a carico della
provincia de L'Aquila, che devono essere effettuati da un
commissario ad acta, e i tempi per l'elezione del
presidente della provincia e del consiglio provinciale di
Avezzano.
L'articolo 3 dispone in merito alle tabelle delle
circoscrizioni dei collegi elettorali delle province de
L'Aquila e di Avezzano.
L'articolo 4 prevede provvedimenti necessari per
l'istituzione nella nuova provincia degli uffici periferici
dello Stato.
L'articolo 5 demanda al Ministero dell'interno la
quantificazione delle risorse finanziarie che saranno devolute
alla provincia di Avezzano.
L'articolo 6 stabilisce che gli atti e gli affari
amministrativi pendenti relativi ai cittadini residenti nei
comuni della nuova provincia sono attribuiti alla competenza
dei rispettivi organi ed uffici della provincia di
Avezzano.
L'articolo 7, infine, reca la data di entrata in vigore
della legge.