XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1348
Onorevoli Colleghi! - Con il Giubileo del 2000 è
tornata di attualità la "Via Francigena" o "Romea", che fra le
grandi strade che solcarono l'Europa del Medioevo, era una
delle più importanti unendo Roma al Mare del Nord. La sua
funzione preminente era quella di condurre i pellegrini a
Roma, alla tomba di S. Pietro.
L'appellativo "Francigena" deriva dal fatto che tale
strada traeva origine dalla Francia, naturalmente non intesa
nell'accezione moderna, bensì in quella alto-medioevale del
primo Regno dei Franchi, che occupava la regione del basso
Reno, ad ovest del fiume. Attraverso la Via Francigena i
pellegrini che, provenienti dalle nazioni più romanizzate ed
evangelizzate, dalla Francia, dall'Inghilterra, dalla Scozia e
dalla Renania, intraprendevano il viaggio verso Roma in
occasione dei giubilei, raggiungevano le frontiere del
Piemonte, ai valichi del Moncenisio, del Piccolo e Gran S.
Bernardo. Da qui scendevano in direzione della città
eterna.
Nel percorso italiano, la Via Francigena (o Franzisca)
coincideva con la strada alpina che scendeva dal Piccolo e dal
Gran S. Bernardo e toccava St. Rhemy-Aosta e fiancheggiava la
Dora Baltea fino ad Ivrea, donde volgeva verso Vercelli
toccando Viverone e Santhià. Un altro ramo alpino della Via
Francigena si snodava dal Monginevro e dal Moncenisio e mirava
a Torino, per riallacciarsi con la precedente presso Vercelli,
da dove, unificata, proseguiva direttamente alla volta di Roma
passando per Robbio, Mortara, Tromello, Garlasco, Pavia, S.
Cristina, Bissone, Corte S. Andrea, Piacenza, Fiorenzuola,
Chiaravalle, Fidenza, Noceto, Monte Bardone, Berceto, Passo
della Cisa, Pontremoli, Sarzana, Pietrasanta, Lucca,
Altopascio, S. Genesio, S. Giminiano, Siena, S. Quirico,
Abbadia S. Salvatore, Acquapendente, Bolsena, Montefiascone,
Viterbo, Sutri, arrivando infine a Roma attraverso l'attuale
via di Monte Mario.
Il percorso della Via Francigena è oggi perfettamente
identificato e per la maggior parte coincide con il tragitto
compiuto nell'anno 990 dall'Abate Sigerico, Arcivescovo di
Canterbury, per recarsi a Roma, a ricevere il "Pallio" dalle
mani di Papa Giovanni XV.
Le strade che seguono tale itinerario sono oggi
transitabili in automobile e, generalmente, ricalcano il
percorso medioevale; altre volte se ne distaccano di quel
tanto che è stato imposto dalle moderne esigenze di modifica
del tracciato stradale. In questi casi non è però infrequente
rinvenire l'antico itinerario selciato che si svolge in un
ambiente di alta suggestione per la presenza di memorie del
passato (resti di strutture viarie e di edifici medioevali
come ospedali, chiese, ponti).
La Via Francigena, pertanto, quale percorso medioevale
identificato e accessibile, può essere interamente recuperata
come proposta turistico-culturale di indubbio interesse.
L'obiettivo di cui sopra potrà essere raggiunto
attraverso:
a) una approfondita e capillare azione di
promozione turistica dell'antico itinerario da attuare con
mezzi e strumenti idonei a divulgare l'esistenza dello
stesso;
b) preordinati piani regionali di restauro e di
risanamento conservativo dei principali monumenti medioevali
esistenti lungo il tracciato e la realizzazione di interventi
atti ad assicurare la manutenzione, l'integrità e la
possibilità di fruizione pubblica dei beni di interesse
storico, artistico ed ambientale esistenti sul territorio
interessato dall'antico itinerario, di proprietà di enti
pubblici, enti ecclesiastici, enti morali o privati
cittadini;
c) l'attuazione di interventi volti al recupero di
tratti originali dell'antico tracciato ed alla loro
interconnessione con le infrastrutture per la mobilità
esistenti, al fine di migliorarne le possibilità di
rivisitazione;
d) la realizzazione di interventi per la creazione
di nuove strutture ricettive turistiche lungo il percorso, con
priorità per quelle iniziative volte al recupero di edifici
esistenti di interesse storico e architettonico.