XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1341
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge ha
due obiettivi precisi: a) arrestare il flusso migratorio
verso l'estero dei beni culturali esistenti in Italia e,
quindi, invertire tale tendenza; b) avviare
l'indispensabile censimento dei beni mobili privati di
interesse culturale, in modo semplice ed efficace dando ordine
ad una materia che necessita di regole tanto precise quanto
eque. L'iscrizione obbligatoria per i beni temporaneamente
importati e l'iscrizione facoltativa per quelli già esistenti
in Italia nel registro nazionale dei beni culturali porterà
alla costituzione di un nucleo di beni culturali registrati,
il cui regime giuridico è assimilabile a quello degli altri
beni mobili registrati. Si verrà a costituire per entrambe le
categorie di beni culturali, importati e nazionali, un
corpus, che si presume in continua crescita, di beni di
proprietà privata prima non noti ed ora censiti e
controllabili.
E' ovvio che chi vorrà iscrivere i suoi beni in un
pubblico registro avrà rinunziato all'attuale situazione di
semiclandestinità in cui si trovano oggi tendenzialmente
costretti i proprietari di beni culturali, in difetto di una
legislazione volta a pubblicare i medesimi beni, tutelandone
al contempo la proprietà. I tempi medio lunghi, previsti per
la durata dell'importazione dei beni culturali, sono stabiliti
al fine di consentire una loro ampia fruibilità e predisporre
gli importatori ad un rientro di molti di loro nell'ambito del
territorio e delle leggi nazionali. Non deve, inoltre, essere
sottovalutato il fatto che molti cittadini italiani hanno già
acquistato o acquisteranno fuori dall'Italia beni culturali
che verrebbero importati invece di rimanere per sempre
all'estero a causa dell'attuale regime proibizionistico che
crea difficoltà non trascurabili a qualsiasi tipo di
importazione. Va considerato che i collezionisti italiani
hanno dato prova di impegno, serietà ed interesse culturale
importando da tutto il mondo quei beni culturali per i quali
non esistono sostanziali restrizioni. La creazione del
registro nazionale dei beni culturali, infine, avvierebbe
finalmente la mappatura dei beni culturali mobili di proprietà
privata la cui esigenza è ormai chiara a tutti ed è oggi
agevolmente realizzabile anche grazie ai supporti
informatici.