XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1336
Onorevoli Colleghi! - In Italia ci sono circa 70 mila
cittadini affetti da sordità. I cittadini sordi hanno grosse
difficoltà di accesso alle informazioni comunemente
disponibili per i normoudenti: non sentendo, non sono in grado
di ricevere ed utilizzare le notizie diffuse dai media e
la loro scarsa padronanza della lingua italiana impedisce loro
di comprendere a fondo anche i dati diffusi a mezzo stampa.
Il rapporto con la pubblica amministrazione è, per le
stesse ragioni, gravemente problematico e, nel caso della
sanità, assume contorni di vero e proprio pericolo per il
cittadino sordo.
Il contatto con le strutture è ostacolato a causa delle
modalità consuete di accesso ai servizi offerti. Le persone
sorde non possono telefonare, quindi sono costrette a recarsi
di persona nelle varie strutture e presso i diversi uffici,
dovendo spesso far fronte a problemi di incomunicabilità
insormontabili. Negli ospedali, il rapporto con il personale
medico e paramedico è ostacolato dalla mancata condivisione
della stessa lingua. I particolari problemi di comunicazione
dei sordi possono comportare gravi malintesi, specialmente
durante gli accertamenti. E' dimostrato infatti che i pazienti
privi di residuo uditivo non sono in grado di leggere le
labbra con successo. Inoltre gli specialisti possono avere
grande difficoltà nel comprendere il "parlato" dei sordi o la
loro produzione scritta. In conseguenza di ciò, il personale
medico tende a semplificare argomentazioni e spiegazioni dando
luogo a fraintendimenti.
I rischi che gravano sul paziente sordo sono quindi
evidenti: la disinformazione, le difficoltà di relazione,
l'incomunicabilità, rappresentano una reale minaccia per la
salute di questi cittadini.
A tale fine, la presente proposta di legge prevede
l'utilizzo di personale diplomato, sia che esso provenga dalla
stessa pubblica amministrazione, sia che esso provenga da
istituzioni quali l'Ente nazionale sordomuti che da anni sta
svolgendo corsi di formazione per l'apprendimento della lingua
dei segni ed ha quindi formato personale specializzato in
grado di essere introdotto in qualsiasi ufficio pubblico.
La presente proposta di legge intende abbattere le
barriere della comunicazione, istituendo un servizio di
interpretariato in lingua dei segni presso tutte le aziende
ospedaliere, tutti gli uffici per le relazioni pubbliche e
presso ogni ufficio aperto al pubblico, esistenti all'interno
della pubblica amministrazione e degli enti locali, oltre che
nelle televisioni, pubblica e private.
In particolare, la presente proposta di legge:
disciplina l'istituzione di servizi di interpretariato
presso le amministrazioni pubbliche sanitarie, assistenziali,
della giustizia, della scuola e presso gli enti locali;
stabilisce l'obbligo per le emittenti televisive di
introdurre nei servizi informativi e nei principali programmi,
l'uso dei sottotitoli e del traduttore in lingua dei segni;
istituisce un Fondo finalizzato al sostegno di progetti
di abbattimento delle barriere della comunicazione nelle
pubbliche amministrazioni, alla formazione del personale
all'apprendimento della lingua dei segni, all'organizzazione
di campagne di promozione e di informazione su questa
particolare forma di disabilità.