XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1254
Onorevoli Colleghi! - Gli ultimi sviluppi del caso
D'Antona ed i recenti episodi di terrorismo che si sono
verificati nel nostro Paese hanno dimostrato non solo
l'esistenza di una rete di organizzazioni clandestine con
finalità eversive, ma anche i collegamenti tra le nuove
formazioni e le vecchie sigle del terrorismo italiano. Appare
quantomai necessario che il Parlamento si occupi di accertare
lo stato attuale della lotta al terrorismo e, allo stesso
tempo, delle dinamiche ancora non chiarite delle attività
sovversive, stragiste ed illegali di formazioni o apparati
operanti sul territorio italiano negli anni della guerra
fredda.
A questo scopo è di fondamentale importanza accertare la
veridicità dei fatti descritti nella documentazione consegnata
dall'ex archivista del KGB Vasilij Mitrokhin al servizio
segreto britannico e poi ai nostri apparati di sicurezza e
verificare quali siano stati i rapporti reali tra cittadini
italiani e il servizio del KGB, se vi sia stata dazione di
denaro a partiti politici, organizzazioni sociali, organi di
stampa o singoli cittadini per influenzare la politica
nazionale.
Dai documenti trasmessi dalla procura della Repubblica di
Roma alla Commissione parlamentare di inchiesta sul terrorismo
e sulle stragi nell'autunno del 1999 sono emersi nuovi
elementi sia sugli ingenti finanziamenti versati al PCI e a
sue correnti fino alla fine degli anni Ottanta sia sulla rete
spionistica comunemente definita "Gladio rossa" che disponeva
di materiale bellico occultato e sofisticati sistemi di
comunicazione. Le carte del "dossier Mitrokhin" hanno anche
permesso di approfondire la conoscenza dei collegamenti tra i
servizi segreti dell'Est ed alcune formazioni terroristiche
italiane. Tutto ciò ha offerto elementi di indagine e di
valutazione che debbono ora essere utilizzati per completare
il quadro sinora emerso dalle inchieste della magistratura e
da quelle parlamentari.
Il Parlamento ha il dovere di contribuire attraverso la
sua attività di indagine e di analisi alla ricerca della
verità storica, politica e giudiziaria. Ha inoltre il dovere
di fornire proposte, soluzioni e strumenti per il superamento
delle contrapposizioni ideologiche che hanno impedito fino ad
oggi il raggiungimento di una memoria condivisa.