XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1226
Onorevoli Colleghi! - La sanità militare venne
istituita in epoca in cui la cosiddetta "sanità civile" non
era ancora organizzata.
Nel tempo si è verificato che, mentre il Servizio
sanitario militare è rimasto ancorato a vecchie leggi, il
Servizio sanitario nazionale ha subito continue trasformazioni
e radicali cambiamenti.
Voler operare solo un "riordino" della sanità militare
significherebbe continuare ad avere un Servizio sanitario
militare che si occupi prevalentemente della "medicina legale"
ed in tono minore dei momenti preventivi, curativi e
riabilitativi del cittadino militare.
In questo modo si continuerà a mortificare la
professionalità del medico militare, relegato sempre più a
funzioni burocratiche e sempre meno a svolgere mansioni di
operatore sanitario.
Intanto, il Servizio sanitario militare continua ad
utilizzare specialisti ambulatoriali civili cui versa, come
prevede il contratto del Servizio sanitario nazionale, lauti
compensi, mentre il medico militare resta ancorato, per molti
anni, ad un livello retributivo (VII) molto basso. Fino al
dicembre 1991 al medico militare era consentito di essere
convenzionato con il Servizio sanitario nazionale sia come
specialista ambulatoriale sia come medico di base, ma dalla
data di entrata in vigore della legge 30 dicembre 1991, n.
412, ciò non è stato più possibile.
La stessa istituzione dell'accademia di sanità militare
interforze si è dimostrata fallimentare. La sua entrata in
funzione ha provocato solo aggravio di spesa per il Ministero
della difesa (tasse universitarie, spese di mantenimento
dell'allievo ufficiale, stipendio all'allievo). Inoltre, non
essendo stato in grado, il Ministero della difesa, di
organizzare in proprio un istituto a livello universitario,
giuridicamente riconosciuto, la cosiddetta accademia di sanità
militare interforze si è rivelata un'istituzione, non
funzionante e negativa sotto ogni aspetto. A tale stato di
cose si è cercato di porre rimedio mediante la soppressione
(disposta dal decreto legislativo n. 464 del 1997)
dell'accademia interforze e l'attribuzione delle sue funzioni
alle accademie militari di Forza armata ma è ancora da
verificare l'efficacia di tale soluzione. Riformare il
Servizio sanitario militare, significherà innanzitutto
rilanciare gli ospedali ed i policlinici militari. Per attuare
tale rilancio bisogna avere la consapevolezza che l'unica
strada percorribile è quella di trasformare la sanità militare
e renderla simile ed omologa a quella civile. Vi è necessità
che gli ospedali militari diventino strutture aperte anche ai
civili. Vi è urgente necessità che negli ospedali militari
prestino la propria opera sanitari con elevato grado di
specializzazione. Non è più ipotizzabile che la medicina
legale sia la branca principe di quasi tutti i presìdi
ospedalieri militari bensì essa dovrà essere ridimensionata a
branca specialistica come tante altre.
Per poter attuare quanto sopra espresso è fondamentale
passare ad una ricognizione delle strutture sanitarie
esistenti, del personale medico operante e, alla luce delle
prevedibili riduzioni preconizzate dal nuovo modello di difesa
e dalle vigenti leggi del Servizio sanitario nazionale,
ipotizzare strutture ospedaliere e strutture territoriali con
relativi organici.
I medici militari, in base alla presente proposta di
legge, sono equiparati economicamente e giuridicamente ai
medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale.
Per i sanitari che aspirano ad essere incorporati nel
Servizio sanitario militare è prevista (articolo 7) la
partecipazione a regolari concorsi così come previsto per i
concorsi del Servizio sanitario nazionale.
I responsabili sanitari regionali militari provvedono
all'aggiornamento obbligatorio annuale del personale sanitario
militare dipendente (sessanta giorni ogni anno solare) presso
strutture ospedaliere ad alta specializzazione del Servizio
sanitario nazionale.
Solo in questo modo non si assisterà più a fughe da parte
di medici militari verso il Servizio sanitario nazionale.
Solo in questo modo si eleverà la qualità dell'assistenza
sanitaria militare e si potrà verificare, come negli Stati
Uniti, che gli ospedali militari risultino meglio funzionanti
degli ospedali civili. Inoltre, con la soppressione delle
accademie di Forza armata, con il non utilizzo degli
specialisti ambulatoriali civili, con il pagamento dei
ticket da parte degli utenti per prestazioni sanitarie
offerte nelle strutture sanitarie militari, con il pagamento
delle rette di degenza di ricoverati civili presso gli
ospedali militari si avrà un'ampia copertura economica
sufficiente a sostenere l'aumento di spesa derivante dal nuovo
assetto giuridico-economico del personale sanitario dipendente
dal Servizio sanitario militare.
Poiché il fine ultimo di questa proposta di legge è quello
di rendere omologo al Servizio sanitario nazionale il Servizio
sanitario militare ne deriva che saranno banditi concorsi per
il I e il II livello dirigenziale sanitario.
Gli eventuali vincitori di tali concorsi non potranno
essere inquadrati per gradi gerarchici e conseguentemente gli
attuali ed i futuri medici militari dovranno essere inquadrati
a seconda della mansione sanitaria che vanno a svolgere
(primario o direttore ospedaliero; aiuto o vicedirettore):
avverrà quindi una naturale smilitarizzazione del Servizio
sanitario militare.
Altra conseguenza di tale riforma legislativa è quella che
il Servizio sanitario militare sarà un effettivo servizio
interforze.