XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1222
Onorevoli Colleghi! - Negli ultimi anni si sono
enormemente sviluppati nel nostro Paese nuovi e crudeli
spettacoli che hanno come protagonisti cani addestrati ad
uccidersi per il florido mercato dell'illecito legato alle
scommesse clandestine. I combattimenti tra cani, ma anche le
corse clandestine di cavalli e le arene per galli, già
arrivate in Europa dall'America latina, sono sicuramente
incentivati dal grave vuoto legislativo che con questa
iniziativa, proposta dalla Lega Anti Vivisezione, principale
associazione animalista italiana e rappresentante di
"Europe for Animal Rights", intendiamo colmare. La
preoccupazione per il devastante dilagare di questi fenomeni,
era del resto stata recepita nelle scorse legislature, come
testimoniato dalle numerose proposte di legge presentate. La
previsione di adeguate pene per i soggetti che a vario titolo
sono coinvolti nei combattimenti unitamente alla possibilità
di privarli degli animali sequestrati o confiscati, sono i
punti cardini di questa proposta.
Ogni anno oltre 5000 cani soccombono, dopo aver subito un
crudele addestramento, ai morsi letali dell'avversario. Il
fenomeno fattura alla criminalità oltre 1.500 miliardi di lire
ogni anno. Fin dai primi mesi di età i cani vengono chiusi
all'interno di sacchi e bastonati ripetutamente. L'altro cane
che verrà fatto loro vedere all'apertura del sacco, sarà così
associato alla fonte del dolore inflitto. Chiuso in stanze
buie e tenuto a digiuno per giorni interi, al futuro lottatore
verranno forniti come cibo altri cani o gatti con ferite
sanguinolente. Si prosegue costringendo l'animale a correre
fino a dieci ore al giorno legato a grossi pneumatici, con lo
scopo di esaltarne la prestanza fisica. Non esistono cani
tendenzialmente cattivi, bensì animali in tale senso forgiati
dal lungo e criminale addestramento. Per questo motivo la
proposta di legge non riporta alcun articolo relativo ad
estinzione o comunque penalizzazione di razze, provvedimento
del resto inutile considerato la continua selezione di nuove
tipologie di cani. Oggi buona parte dei cani lottatori sono
incroci difficilmente riferibili a specifiche razze.
Tutte le regioni del nostro Paese sono macchiate da questo
drammatico fenomeno mentre più localizzate, ma non per questo
minoritarie per il grado di coinvolgimento criminale, sono
altre manifestazioni non autorizzate come le corse clandestine
di cavalli che si svolgono direttamente nelle strade cittadine
o di collegamento di molte città del sud Italia. Decine di
bellissimi animali, in genere non più utili all'utilizzo negli
ippodromi, vengono fatti correre direttamente sull'asfalto con
frequenti incidenti mortali. Comune è poi l'uso delle droghe,
in genere anfetamine, utili ad esaltare le prestazioni dei
cavalli e, ancor più emblematico, il coinvolgimento dei
minori. Numerosi operatori scolastici hanno infatti in questi
anni fatto pervenire segnalazioni sulla costante presenza di
minori, in quanto non penalmente perseguibili, nella raccolta
delle scommesse ed in operazioni complementari
all'addestramento dei cani da lotta, quali il furto di altri
cani per gli allenamenti e la raccolta di cuccioli per il
pasto dei cani lottatori.
Tali manifestazioni rappresentano di fatto uno degli
aspetti più raccapriccianti della realtà criminale del nostro
Paese. La loro ulteriore degenerazione evolverà
inevitabilmente in tutta la sua drammaticità fintanto che non
provvederemo ad approvare l'adeguato strumento legislativo qui
presentato e la cui numerosa e composita adesione di
parlamentari ci fa sperare in una veloce ed ormai inderogabile
approvazione.