XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1192
Onorevoli Colleghi! - La gravidanza non è una malattia
ma un miracolo della natura. Essere gravide significa essere
in perfetta salute e invece, da più di un trentennio, la
gravidanza e la nascita sono scaduti da eventi naturali
normali a patologie che vengono trattate in freddi reparti
ospedalieri. La tradizione di partorire a casa è stata del
tutto accantonata a favore di un'ospedalizzazione di massa
delle partorienti e di un uso massiccio di tecniche, le più
svariate, per accelerare il travaglio, per anestetizzare la
madre, per moltiplicare il parto operativo rispetto a quello
fisiologico.
Partorire nella propria casa è più consono alla natura
mentre l'ospedalizzazione, oltre ad aver identificato la
nascita con una malattia, la tratta con la freddezza di
routine con cui si effettuano una serie di altri
interventi. La propria abitazione, il proprio letto, le
suppellettili familiari aiutano la donna a non perdere la sua
identità e la nascita recupera i suoi aspetti di bellezza. La
casa è un luogo di vita; è il posto dove c'è la possibilità
concreta di accogliere il nuovo nato in maniera non
traumatica, al riparo da rumori e luci forti, di celebrare e
festeggiare la sua venuta al mondo. Partorire in casa è
possibile solo grazie ad una organizzazione ostetrica
specifica: questo implica un'assistenza ampia durante la
gravidanza, un rigoroso criterio di selezione che consenta di
individuare le donne gravide ad alto rischio e di inviarle in
un ospedale bene attrezzato e di consentire alle donne con
gravidanze fisiologiche di scegliere, se lo desiderano, di
partorire con sicurezza a casa preservandole da interventi
tecnici non necessari e agevolando il travaglio spontaneo.
Anche nella fase immediatamente successiva al parto
l'essere nella propria casa fa sentire la madre a suo agio, la
rende più percettiva nel suo ambiente e aumenta la fiducia in
se stessa, la mette in grado in tempo rapido di acquisire la
capacità di affidarsi alla propria intuizione.
In Italia diviene sempre più allarmante il fenomeno della
denatalità che deriva sicuramente da una serie molteplice di
cause, non ultima una disaffezione e una "indifferenza"
rispetto al significato dell'evento.
Già in alcuni Paesi europei (ad esempio l'Olanda) il parto
a domicilio viene agevolato con adeguate politiche sanitarie,
e in condizioni di ottima sicurezza.
La medicalizzazione della nostra società ha raggiunto dei
punti troppo elevati e c'è una tendenza oggi a non
ospedalizzare una serie di soggetti sani.
Appare pertanto necessario diramare opportuni indirizzi
alle regioni per istituire il servizio di assistenza ostetrica
domiciliare alla maternità da parte delle unità sanitarie
locali e delle aziende ospedaliere.
A tale servizio va affidata la selezione delle gravidanze
in fisiologiche e patologiche attraverso tutti gli esami
necessari e l'anamnesi generale della donna gravida: compito
dell'assistenza domiciliare non è quello di trattare la
patologia ma di riconoscerne i segni per inviare la donna
all'ospedale; di effettuare controlli periodici di
routine sull'andamento della gravidanza e la sua
evoluzione.
La presente proposta di legge all'articolo 1 istituisce
l'assistenza domiciliare al parto.
All'articolo 2 dispone che le regioni disciplinino tale
assistenza.
All'articolo 3 prevede che il parto a domicilio avvenga su
libera scelta della partoriente nel caso in cui la gravidanza
e il parto si presentino come fisiologici ed assicura adeguata
assistenza ostetrica e possibilità di trasferimento in
ospedale nel caso di improvvise complicazioni durante il
travaglio.
All'articolo 4 assicura un'assistenza domiciliare alla
madre e al neonato, la cura di altri figli, la conduzione
della casa. L'ostetrica o l'ostetrico che si sono occupati
dell'assistenza prenatale sono interamente responsabili del
periodo postpartum a domicilio, sovrintendono
all'assistenza domiciliare e, insieme al medico, controllano
la prima evoluzione del bambino.