XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1191




        Onorevoli Colleghi! - La proposta di legge in oggetto, che riproduce lo schema di un'analoga iniziativa promossa nel corso della XIII legislatura (atto Camera n. 3404, di iniziativa dei deputati Malgieri ed altri), è finalizzata all'introduzione nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado di una nuova disciplina, l'educazione sanitaria, che, a dispetto delle declamazioni, ufficiali e non, che per anni ne hanno sottolineato l'imprescindibile importanza ed il fondamentale rilievo pedagogico, in realtà mai è stata presa in considerazione nelle fasi in cui si è proceduto alla modifica dei programmi scolastici od alla loro integrazione con nuove materie di insegnamento.
        Le motivazioni a base di un'iniziativa che, per la prima volta nel corso della precedente legislatura, si è ritenuto dovesse assurgere a rango parlamentare, proprio perché se ne sono voluti sottolineare nella maniera il più possibile adeguata la portata ed il significato, sono fin troppo ovvie ed evidenti per essere descritte nel dettaglio. Giova comunque ricordare come l'insegnamento dell'educazione sanitaria, al di là del valore squisitamente pedagogico e conoscitivo sotteso alla sua articolazione, rappresenti sicuramente il miglior "investimento" che uno Stato moderno può realizzare ai fini dell'effettiva prevenzione delle malattie e delle errate abitudini comportamentali. Sotto questo profilo, si tratta di un "investimento" destinato ad arrecare vantaggi alla comunità dal punto di vista non solo sanitario, ma anche economico, morale e sociale.
        Quanto alle disposizioni di cui consta la proposta di legge in oggetto, l'articolo 1 prevede, a decorrere dall'anno scolastico 2001-2002, l'introduzione nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado (sia pure, nell'intenzione dei proponenti, demandando alla valutazione del Parlamento l'opportunità di estendere la previsione anche ai primi anni della scuola dell'obbligo) dell'insegnamento dell'educazione sanitaria, con lo "scopo di contribuire alla formazione nei giovani di una cultura ispirata alla conoscenza delle patologie più diffuse e alla possibilità di prevenire l'insorgenza di malattie, nel contesto di una imprescindibile attività di prevenzione che lo Stato, ed in particolare l'istituzione scolastica, ha il dovere di rendere conoscibile e praticabile a tutti".
        A fondamento dell'iniziativa, va considerata la rilevante differenza che, ai fini dell'intervento educativo nello specifico settore, intercorre tra il metodo unidirezionale, attuato avvalendosi dei tradizionali mezzi di comunicazione di massa ed il cui messaggio si presta a difficoltà di comprensione e di ricezione, ed il metodo bidirezionale fondato invece su uno scambio attivo tra docente e discente, nel cui ambito il docente fornisce informazioni su argomenti specifici e, a sua volta, ne riceve dagli interlocutori, con riferimento alle esperienze, agli stili di vita ed alle abitudini di questi ultimi. In tale contesto, appare evidente la maggiore efficacia del metodo bidirezionale, al quale la proposta di legge ha ritenuto di dover ispirare l'articolazione dell'impianto normativo che viene sottoposto all'attenzione dei colleghi deputati.
        Di fondamentale rilievo appare inoltre la disposizione di cui all'articolo 3, in base alla quale all'insegnamento dell'educazione sanitaria sono preposti medici che, per un periodo minimo di tre anni, hanno prestato la loro opera presso il settore di medicina preventiva delle aziende sanitarie locali. Si è ritenuto di fare riferimento a questa figura professionale poiché alla stessa è ascrivibile una specifica formazione culturale finalizzata non soltanto a curare, ma anche a prevenire l'insorgenza di malattie. Sotto questo profilo, si tratta della figura più idonea a contribuire allo sviluppo di una coscienza sanitaria nell'ambito scolastico.
        Di carattere attuativo, programmatorio e organizzativo sono invece le altre disposizioni contenute nell'articolato.
        Giova, infine, dedicare un breve accenno all'ampiezza dell'ambito al quale è riconducibile l'insegnamento dell'educazione sanitaria. Se si considera che tale disciplina spazia dall'igiene orale all'individuazione della pratica sportiva più adatta a ciascun soggetto, dall'apprendimento di basilari nozioni di pronto soccorso alla prevenzione delle malattie sessuali, fino all'individuazione di fattori di rischio comportamentale, quali sono l'alcool, il fumo, la droga, la vita sedentaria e gli eccessi alimentari, ben si comprende la portata innovativa e l'oggettiva utilità che potrebbero derivare dall'auspicato inserimento dell'educazione sanitaria nel novero delle discipline scolastiche. In questo senso, si esprime l'auspicio che sulla proposta di legge in oggetto possa convergere il più ampio consenso possibile dei colleghi parlamentari.




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