XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1189




        Onorevoli Colleghi! - Le enormi difficoltà incontrate dagli studenti sordomuti nel far valere il loro sacrosanto diritto allo studio e all'istruzione sono ben note non soltanto agli sfortunati interessati ma anche a tutti coloro che, da diversi versanti di osservazione, hanno sviluppato una particolare sensibilità rispetto ad un problema che presenta implicazioni non soltanto umanitarie ma, più in generale, di giustizia. In tale contesto, non può non essere sottolineato come l'ambito nel quale si ritiene generalmente possibile intervenire con maggiore efficacia per tentare di rimuovere ostacoli deprecabili e, nel contempo, di creare condizioni di effettiva parità ai fini della fruibilità delle strutture, sia quello scolastico ed universitario.
        Giova ricordare che il 17 maggio 1988 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione relativa alla lingua dei segni utilizzata dalle persone sorde nella Comunità europea, riconoscendo che le lingue dei segni ed i loro interpreti rappresentano uno dei mezzi mediante i quali i sordi possono accedere alla vita quotidiana e sociale. Poiché, a distanza di nove anni, alcuni Stati membri dell'Unione europea non avevano ancora adeguato la normativa vigente, nel 1996 è stato finanziato il progetto EUD (European Union of Deaf) sulle lingue dei segni, con la costituzione di appositi comitati nazionali.
        In Italia il comitato nazionale della lingua dei segni italiana (LIS), promosso dall'Ente nazionale sordomuti, preso atto della reale situazione dei sordomuti all'interno delle scuole, ha elaborato una serie di iniziative, che si auspica possano trovare adeguata e tempestiva realizzazione.
        In tale prospettiva, si propone l'istituzione dell'Osservatorio per la promozione e il coordinamento delle iniziative finalizzate all'integrazione degli studenti minorati dell'udito e della parola nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nelle università, un organismo al quale, a dispetto della denominazione, si attribuisce una valenza concretamente propositiva, non quindi legata esclusivamente ad una mera attività di promozione e di coordinamento delle iniziative in materia.
        La proposta di legge in oggetto non indica in modo dettagliato gli ambiti di un intervento entro i quali l'Osservatorio avrà possibilità di operare; ciò al fine di non vincolare l'organo con criteri rigidi che, in un settore quale è quello nel quale si intende intervenire, non avrebbero alcun senso a fronte dell'ampia e consistente potenzialità delle iniziative.
        A titolo esemplificativo, si segnalano alcune esigenze rispetto alle quali l'Osservatorio potrebbe esercitare un ruolo efficacemente risolutivo. Ci si riferisce, in particolare, all'introduzione nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di nuove figure professionali, quali insegnanti di sostegno conoscitori della LIS, educatori sordi ed operatori-assistenti alla comunicazione, insegnanti di seconda lingua intesa come "lingua dei segni italiana"; alla individuazione di scuole "polo" verso le quali indirizzare gli studenti sordomuti; all'inserimento di più studenti sordomuti nella stessa classe; al reclutamento di insegnanti sordi.
        Quanto all'università, tra le esigenze che potrebbero adeguatamente essere soddisfatte dall'Osservatorio, si segnalano le seguenti: introduzione della figura del tutor, come prospettata dalle associazioni di difesa dei minorati dell'udito e della parola; istituzione di corsi di lingua dei segni italiani; realizzazione di protocolli di intesa per l'applicazione della legge-quadro n. 104 del 1992.
        Su questi e su molti alti problemi, l'Osservatorio sarebbe in grado di prospettare soluzioni efficaci in considerazione dell'alto livello di qualificazione che si è voluto assicurare alla sua composizione, nonché per effetto del meccanismo procedurale disegnato dalla proposta di legge, che prospetta l'attribuzione di un impegno cogente in capo al Governo per la concreta attuazione dei progetti.




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