XIV LEGISLATURA
RELAZIONE - N. 1186 - 774 - 1954 - 2010 - 2221-A-ter
Onorevoli Colleghi! - Il testo approvato dalla Commissione
cultura in materia di organi collegiali peggiora profondamente
la normativa vigente. Già la scelta di modificare il titolo
del testo base in discussione in Commissione evidenzia come,
di fatto, si stia tentando di depotenziare il senso e il ruolo
che gli organi collegiali hanno avuto in questi anni.
Istituiti nel 1974, gli organi collegiali rappresentavano
un obiettivo di un movimento che aveva contribuito alla
democratizzazione della scuola. Certamente non saranno stati
perfetti e il loro funzionamento nella pratica avrebbe potuto
essere migliorato. Ma non certo nel senso indicato oggi dalla
maggioranza con il testo che si decide di sottoporre
all'Assemblea. Nell'istituzione degli organi collegiali si era
visto un passo importante per la democratizzazione della
società e della scuola italiana. I principi di partecipazione
e responsabilità, l'uno contraltare dell'altro,
rappresentavano una nuova stagione in cui il confronto e la
dialettica avrebbero portato le varie componenti della scuola
ad agire il diritto-dovere democratico di partecipare al
governo della cosa pubblica.
Il testo che si vuole approvare propone una gestione
burocratica, centralista e verticista della scuola pubblica,
dove vengono riposti ampi poteri nelle mani dei dirigenti
scolastici i quali, a loro volta, risultano facilmente
ricattabili dal governo centrale dal punto di vista del posto
di lavoro. Del resto non ci sembra davvero un passo avanti
l'aver lasciato al consiglio di scuola, su proposta del
dirigente scolastico, il compito di decidere i criteri per la
partecipazione degli studenti e delle famiglie alle attività
della scuola; non tutte le componenti sono rappresentate nel
consiglio di scuola, mancando il personale ATA. Nonostante il
consistente movimento che si sta muovendo contro una
interpretazione della scuola dell'infanzia come istituzione
assistenzialistica e priva di funzioni educative, nel testo
del relatore si propone nuovamente la dizione di scuola
materna. Un dirigente scolastico che presiede tutto ciò che
c'è da presiedere nella scuola. Una solo apparente maggiore
valutazione di alcune componenti, cosa sulla quale peraltro
non siamo d'accordo, e una iper rappresentanza dei genitori,
maggioritaria rispetto agli studenti, nella scuola
superiore.
Il testo che intendiamo presentare in alternativa a quello
del relatore, che altro non è che la nostra proposta di legge,
si pone l'obiettivo di disciplinare le modalità e
l'organizzazione del governo delle istituzioni scolastiche al
fine di garantire la gestione democratica e collegiale
dell'autonomia delle istituzioni scolastiche e della libertà
di insegnamento, ispirandosi ai principi di democrazia,
partecipazione e trasparenza e valorizzando la partecipazione
di tutte le realtà che contribuiscono a formare l'articolato
mondo della scuola.
In un momento in cui la scuola è sottoposta a continui e
ripetuti interventi di controriforma che, oltre a generare
confusione e incertezze, la spingono verso un aziendalismo che
non condividiamo, noi intendiamo rilanciare una scuola
finalizzata allo sviluppo della persona.
E' necessario rilanciare l'unitarietà del sistema
scolastico nazionale e la salvaguardia di tutte le scuole, in
ogni luogo e di ogni ordine, e ricondurre l'autonomia
all'autogoverno che presuppone, fermo restando il carattere
nazionale del sistema, una gestione partecipata e democratica
dell'istituzione scolastica, intesa come una funzione
fondamentale dello Stato laico e pluralista. Gli organi
collegiali rappresentano organismi preziosi ma negli anni
svuotati di funzioni reali e indeboliti. Crediamo sia
importante rilanciare invece la partecipazione e la facoltà
decisionale dei soggetti che nella scuola vivono e operano,
prevedendo forme di gestione non gerarchica e burocratica,
anche degli aspetti amministrativi delle scuole.
A nostro avviso la scuola non può essere equiparata, nel
suo funzionamento, ad una qualsiasi azienda o fabbrica. La
scuola, in tutti i suoi livelli e gradi, non è il luogo di
assemblaggio o costruzione di materiali inermi che, lavorati
secondo determinate procedure, danno un determinato e
predefinito prodotto. Il prodotto è ciò che il singolo
studente rielabora e acquisisce. Il prodotto non è
predefinibile, perché l'ambito di azione della scuola è -
ancora - la persona e la sua autonomia di pensiero, di
crescita culturale e di elaborazione della realtà.
La scuola è il luogo della conoscenza e della relazione.
Gli alunni, sin dalla scuola dell'infanzia, devono imparare a
incontrare gli altri e le altre, a decodificarne le modalità
comunicative, a confrontarsi con le diversità e le
uguaglianze, con i diversi punti di vista e le diverse
esigenze dei singoli.
Gli organi collegiali sono, a nostro parere, il luogo dove
le componenti delle diverse realtà scolastiche si incontrano,
si ascoltano e insieme costruiscono, nella concretezza di ogni
singola e specifica situazione, l'istituzione scuola.
Il testo alternativo che proponiamo si compone di 9
articoli e tende, tra l'altro, ad innovare e valorizzare il
ruolo di alcuni istituti degli organi collegiali: prime tra
tutti, per le scuole superiori, sono l'assemblea degli
studenti e l'assemblea dei genitori, che diventano a tutti gli
effetti organi delle istituzioni scolastiche.
All'articolo 1 si definiscono oggetto e finalità della
proposta di legge che si ispira ai principi di democrazia,
partecipazione e trasparenza per la definizione dei meccanismi
di autogoverno delle istituzioni scolastiche.
Con l'articolo 2 si individuano gli organi di autogoverno
e le funzioni del dirigente scolastico che deve comunque agire
nel rispetto della libertà di insegnamento e delle competenze
degli altri organi delle istituzioni scolastiche.
L'articolo 3 detta norme in materia di composizione del
consiglio dell'istituzione scolastica, nel quale viene
prevista la rappresentanza di tutte le componenti scolastiche,
mentre il successivo articolo 4 ne norma le competenze.
Gli articoli 5 e 6 intervengono in materia di
composizione, articolazione e competenze del collegio dei
docenti.
Con l'articolo 7 si introducono i consigli di classe e di
interclasse quali organi di programmazione didattico-formativa
e di valutazione.
Gli articoli 8 e 9 rappresentano il momento di innovazione
reale della proposta e introducono, rispettivamente, le
assemblee degli studenti e dei genitori quali parte rilevante
della vita e della gestione democratica e collegiale della
scuola.
Titti DE SIMONE,
Relatore di minoranza.