XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1172




        Onorevoli Colleghi! - I temi della vigilanza e della sicurezza delle persone e dei beni costituiscono un problema essenziale della convivenza civile. Sebbene la nostra Costituzione non affronti direttamente la questione, appare importante evidenziare l'esistenza di un diritto naturale dei cittadini alla difesa, senza peraltro creare una sovrapposizione alle essenziali funzioni esercitate dai pubblici poteri.
        In questo contesto la materia è trattata da una complessa trama normativa, contraddittoria, confusionaria ed obsoleta. Ne deriva la natura imprecisa dei concetti, delle etimologie e delle disposizioni di legge e regolamentari.
        Con la presente proposta di legge si intendono, invece, affrontare in modo organico ed unitario i temi della vigilanza e della sicurezza delle persone e dei beni secondo aggiornate linee quadro riconducibili alla più recente cultura legislativa anche europea. In primo luogo, si ritiene di dover abbandonare consolidati orientamenti volti esclusivamente ad una sorta di sterile imitazione dei mezzi, dei compiti e delle funzioni delle Forze di polizia.
        Parimenti, appare superato relegare le attività economiche connesse alla vigilanza e alla sicurezza in una situazione di costante ed assoluta minorità. In secondo luogo, sembra sempre più opportuno riorganizzare l'intero settore degli istituti di vigilanza e delle guardie private, tenendo conto dell'analisi comparata con le legislazioni degli altri Paesi della Unione europea (ad esempio: Francia e Spagna), dei princìpi di imprenditorialità e dei princìpi di riorganizzazione del sistema amministrativo italiano avviati soprattutto nella XIII legislatura dal Governo Prodi.
        Pertanto, ad esempio, non può non prendersi atto delle vaste potenzialità offerte dall'utilizzo dell'informatica, anche al fine di avere un costante monitoraggio delle attività e degli uomini impiegati, che oggi non si riesce a censire adeguatamente per come invece sarebbe necessario data la delicatezza del settore.
        La presente proposta di legge, nell'abrogare completamente la vigente e disordinata disciplina, intende:

            1) introdurre la definizione e il campo di azione della vigilanza e della sicurezza delle persone e dei beni;

            2) rendere chiari i compiti e le responsabilità dei soggetti pubblici e privati, evitando la confusione dei ruoli e riconoscendo alle attività in oggetto di essere parte del sistema nazionale dell'ordine e della sicurezza pubblici;

            3) limitare i poteri discrezionali delle pubbliche autorità all'esercizio delle attività di vigilanza e di sicurezza in relazione ad ipotesi definite per motivate circostanze ed obiettivi;

            4) creare momenti di confronto e di analisi (albo nazionale e conferenze periodiche) senza peraltro incorrere nella concertazione obbligatoria per evitare la lentezza del processo decisionale.

        Per tali convergenti ragioni, la presente proposta di legge delinea un quadro normativo omogeneo caratterizzato in particolare modo:

            1) dalla possibilità di esercitare liberamente le attività in modo indistinto al servizio delle persone e dei beni;

            2) dalla previsione di reali e congrui percorsi formativi ed addestrativi in modo particolarmente qualificato e scrupoloso;

            3) dalla istituzione di una banca dati, tutelata al pari di quelle delle Forze di polizia, al fine di agevolare ogni intervento;

            4) dalla eliminazione di numerosi ed antiquati vincoli e limitazioni.

        Onorevoli colleghi, si tratta in definitiva di ripensare il sistema privato della vigilanza e della sicurezza come un settore vitale ed importante della nostra società, ricco di competenze professionali da valorizzare adeguatamente e di valide capacità imprenditoriali, anch'esso posto a salvaguardia dei diritti fondamentali del cittadino.




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