XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1170




        Onorevoli Colleghi! - La legge 2 febbraio 1939, n. 374, recante "Norme per la consegna obbligatoria di esemplari degli stampati e delle pubblicazioni", aveva un carattere di controllo (e certo di censura) il cui spirito è stato ampiamente superato dalla nostra Costituzione e da altre norme che ne hanno svuotato il senso. Di questa legge resta in vigore, tuttavia, l'obbligo per ogni stampatore di depositare quattro esemplari alla prefettura, la quale ne trattiene uno (articolo 10): "(...) per l'adempimento delle funzioni di sua competenza e trasmette gli altri tre rispettivamente, uno alla Presidenza del Consiglio dei ministri (Ufficio stampa), uno alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze ed uno alla Biblioteca nazionale centrale "Vittorio Emanuele II" di Roma".
        Un altro esemplare deve essere consegnato alla locale procura del Regno (attualmente della Repubblica).
        Ora non v'è chi non veda una forte stonatura per quelle copie consegnate alla prefettura, alla Presidenza del Consiglio dei ministri e alla procura, le quali finiscono sine cura in depositi, non lette, non utilizzate. Spesso dunque finiscono per creare "carta" e non "cultura".
        Tanto più, pertanto, si rende necessaria una correzione alla citata legge n. 374 del 1939, quanto più certe edizioni, per esempio d'arte o di grafica d'arte, hanno per loro intrinseca natura e stampa un valore culturale e commerciale non indifferente. Pensare, inoltre, che delle edizioni d'arte possano finire non viste, non guardate, anche nelle biblioteche, fa davvero "male" alla cultura e a chi si prodiga, con il suo talento, per arricchirla nelle sue varie sfaccettature.
        Da qui la presente proposta di legge, molto lineare e chiara nel suo obiettivo: ampliare, anche con l'arte, il nostro patrimonio pubblico bibliografico, sia con l'obbligo verso la Biblioteca "Vittorio Emanuele II" di Roma, sia con la cessione dell'opera alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze e ad una biblioteca regionale dietro pagamento di un contributo-spese, qualora queste ultime due la vogliano acquistare.
        La richiesta da parte dello stampatore di una facile consultazione in biblioteca, possibilmente di una visione diretta, sarebbe un servizio reso agli utenti-lettori, i quali avrebbero così la possibilità di fruire direttamente di un'opera d'arte frutto di due "mani d'artista" spesso inscindibili e indistinguibili: quella dell'incisore o pittore che sia e quella dello stampatore. E, nello stesso tempo, sarebbe un riconoscimento del lavoro dello stampatore, il più delle volte un artigiano (nel senso che è unico lavoratore della propria stamperia, al massimo coadiuvato da familiari) fortemente sostenuto dagli studi e dall'esperienza nel settore della stampa d'arte.




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