XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1167
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge
vuole fornire un parziale contributo ad una più organica
riforma dell'ordinamento penitenziario e raccogliere le
riflessioni di numerosi operatori penitenziari, direttori di
carceri, cappellani, assistenti sociali, detenuti e persone
che prestano la loro attività in organizzazioni di
volontariato.
In particolare, si propone - al fine di favorire un
comportamento positivo in ambito carcerario nonché il recupero
e il reinserimento dei detenuti meritevoli - l'aumento, da
quarantacinque a sessanta giorni per semestre, della
detrazione di pena per la concessione della liberazione
anticipata, prevista dall'articolo 54 della legge 26 luglio
l975, n. 354, e successive modificazioni. Non si può non
ribadire, di fronte alle perplessità che potrebbero sorgere
rispetto a tale proposta, che il recupero dei detenuti, e
quindi la diminuzione dei casi di recidiva, è utile all'intera
collettività: è, infatti, interesse di tutti i cittadini che
chi sta espiando la pena sia incentivato non solo a tenere una
buona condotta in carcere ma anche a partecipare all'opera di
rieducazione, come espressamente prevede il citato articolo 54
dell'ordinamento penitenziario. E' del tutto evidente, del
resto, che - se chi esce dal carcere ha già iniziato un
graduale reinserimento sociale, familiare e lavorativo - è ben
più difficile che torni a commettere reati.
Non si può, infine, non rilevare - anche se,
evidentemente, non è questa la finalità della proposta di
legge - che l'emergenza carceraria ha raggiunto livelli così
drammatici da imporre scelte immediate quanto ragionevoli e,
nel contempo, coraggiose. La popolazione detenuta è attestata
ormai saldamente sopra le 50 mila unità (senza che i tassi di
crescita mostrino alcun rallentamento) e la grave situazione
lascia prevedere ormai prossimo il punto di non ritorno,
superato il quale il collasso del sistema penitenziario sarà
inevitabile quanto inarrestabile.
Le ragioni di fondo che hanno determinato questa
situazione sono complesse e plurime e non è realistico pensare
di poterle rimuovere nei tempi brevi imposti dall'andamento
della crisi carceraria. Da qui l'urgenza di arrivare ad una
diminuzione della popolazione carceraria, in tutti quei casi
in cui le valutazioni prognostiche rispetto al futuro siano
positive, tenendo conto soprattutto che - come emerge anche
dai dati più recenti - questa è composta in prevalenza non da
persone condannate per fatti di criminalità organizzata o per
reati di grave allarme sociale, ma da soggetti che fanno parte
delle fasce più deboli della società.