XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1151
Onorevoli Colleghi! - Dall'esperienza dell'Osservatorio
permanente e della consulta presso l'ufficio studi e
programmazione del Ministero della pubblica istruzione, ma
soprattutto dalle esperienze numerose e lodevoli di
inserimento realizzate dalla "scuola militante", si rileva che
le maggiori difficoltà che si incontrano per l'integrazione
degli alunni in situazione di handicap riguardano i
soggetti che presentano minorazioni sensoriali: i ciechi per
un verso (soprattutto per l'autonomia nell'ambiente, per la
lettura e la scrittura), i sordi per un altro verso,
prevalentemente psichico (essi, infatti, si sentono isolati
anche fra i loro compagni e tutti gli altri normoudenti). I
sordi soffrono perché non capiscono e non riescono a farsi
capire se non dopo un'adeguata istruzione che può ridurre di
molto il loro disagio e la loro grave limitazione.
L'integrazione scolastica è da considerare la "vittoria"
sull'handicap, ma essa costituisce una "mèta", non un
punto di partenza; un punto d'arrivo, dopo un lungo
trattamento, il più precoce possibile, il più qualificato per
scienza ed esperienza.
Da anni si cerca di globalizzare il problema degli alunni
in situazione di handicap sia con la trasformazione dei
corsi di specializzazione da monovalenti a polivalenti, sia
con la guerra alle scuole speciali tout court; ma il
problema, come si può ben constatare, è tutt'altro che
risolto. E' impossibile credere di superare gli ostacoli di
una condizione costituita da cause del tutto peculiari con
interventi generalizzati e non specifici.
Ed ecco, infatti, che la realtà scolastica dei sordi
presenta ancora tutte le sue resistenze e inadempienze che i
provvedimenti in vigore non hanno estirpato.
Non si intende tenere gli alunni sordi ghettizzati né
separati dai loro coetanei normoudenti. Ma si ritiene che
l'integrazione, la più completa, costituisca un traguardo da
raggiungere il più presto possibile, partendo, però, con i
mezzi e le modalità ritenuti indispensabili e congrui allo
sviluppo della comunicazione che, sola, può permettere la vera
integrazione.
Per raggiungere i citati obiettivi, ecco le indicazioni
raccolte nella presente proposta di legge:
la precocità dell'intervento, in quanto i bambini sordi
hanno bisogno di apprendere il più presto possibile a
comunicare con la mamma, con la famiglia e con le persone del
loro ambiente al fine di evitare una devianza iniziale;
il bilinguismo: la prima comunicazione del bambino sordo
non potrà essere strettamente verbale, né soltanto gestuale.
Per raggiungere questo obiettivo la famiglia avrà bisogno di
un sostegno e di una guida speciali.
In questa direzione, ci viene in aiuto la legge 5 febbraio
1992, n. 104, che all'articolo 13, prevede esplicitamente
personale specializzato negli asili nido per provvedere alle
esigenze dei bambini con handicap. Non si vede proprio
come questi "apprendimenti-insegnamenti" possano essere
trasferiti dal settore della "pubblica istruzione" al settore
sanitario.
Le istituzioni statali per sordi sono scomparse; altre
istituzioni private riconosciute sono chiuse o ridotte in
cattive condizioni. Alcune, invece, continuano ad avere la
fiducia e il sostegno delle famiglie e svolgono egregiamente
il loro compito delicato e impegnativo.
Ma il Ministero della sanità continua ad accanirsi anche
contro queste ultime istituzioni, imponendo loro il personale
sanitario a condizioni economiche "capestro".
E' necessario e urgente, perciò, che le suddette
istituzioni ritornino nell'ambito della istruzione pubblica
per svolgere la loro apprezzata attività nei modi che vengono
segnalati dai più avanzati studi anche in ambito
internazionale. E, precisamente, intervenire precocemente per
rispondere ai peculiari bisogni del piccolo sordo per arrivare
gradualmente e il più presto possibile a un'integrazione
globale. Il tutto deve avvenire in ambiente aperto e
frequentato anche da popolazione scolastica normale, ma dotato
di personale docente specializzato e di attrezzature adeguate
per il trattamento specifico e per l'aiuto di cui hanno
bisogno assoluto il bambino sordo e la sua famiglia.
Le medesime istituzioni dovranno avvalersi anche di una
équipe sanitaria, formata da un pediatra, da un
otorinolaringoiatra, da un audioprotesista e da uno o più
logopedisti.
Oltre alle intese tra le istituzioni e il Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca, è necessario
provvedere alla preparazione del personale docente con
opportuni corsi di specializzazione. Secondo le disposizioni
vigenti, la specializzazione del personale docente per
l'istruzione degli alunni in situazione di handicap
dovrà essere conseguita durante gli studi universitari. In
attesa che ciò avvenga, si propone di provvedere subito con
l'organizzazione di corsi integrativi annuali monovalenti per
i docenti che sono già in possesso del diploma polivalente. I
suddetti corsi integrativi potrebbero svolgersi presso alcune
istituzioni secondo i programmi indicati nell'allegato alla
proposta di legge.