XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1150
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge,
che intende riformare le istituzioni scolastiche italiane
all'estero e promuovere la diffusione della lingua e della
cultura italiane sia all'esterno che all'interno del
territorio nazionale:
a) rispecchia la crescente attenzione della
società italiana e del Parlamento nei confronti delle nostre
comunità all'estero;
b) prende in considerazione l'universale richiesta
di maggiore italianità espressa in vari Paesi e da più
parti;
c) si preoccupa dell'integrazione linguistica e
culturale degli immigrati in Italia, sempre più numerosi.
L'attuale collettività italiana nel mondo è complessa,
attiva e socialmente differenziata. Sono mutate le condizioni
e i profili delle comunità italiane all'estero: l'insegnamento
dell'italiano è ormai rivolto principalmente a studenti di
seconda e terza generazione. Essi, nati e cresciuti
all'estero, si fanno portatori di un'identità interculturale.
In molti Paesi, i giovani di origine italiana stanno
riscoprendo l'orgoglio della propria italianità e si accostano
alla lingua e alla cultura italiane come mezzo per
riappropriarsi delle proprie radici. Di conseguenza, gli
interventi scolastici all'estero qui proposti superano la
vecchia logica della legge 3 marzo 1971, n. 153, con proposte
specifiche tendenti a rinnovare la rete scolastica italiana
all'estero, quali ad esempio:
a) l'insegnamento dell'italiano agli autoctoni;
b) il potenziamento della rete scolastica italiana
all'estero al fine di renderla adeguata alle nuove tipologie
di emigrati italiani (tecnici, dirigenti, manager);
c) l'istituzione di scuole bilingui e
biculturali;
d) l'istituzione di corsi di italiano settoriale:
commerciale, tecnico, turistico e artistico.
Tutto ciò senza tuttavia trascurare, laddove ve ne fosse
ancora bisogno, l'alfabetizzazione e la crescita culturale dei
nostri emigrati all'estero.
L'esigenza di una nuova normativa specifica sulla
riorganizzazione della rete scolastica italiana all'estero è
riconosciuta e ribadita in modo trasversale da tutte le forze
politiche, anche da quelle che hanno consentito l'approvazione
dell'articolo 9 della legge n. 147 del 2000. Questo articolo,
inserito in una legge "omnibus" si limita, infatti, a
disciplinare il reclutamento e la permanenza all'estero del
personale della scuola.
La presente proposta di legge reca ulteriori novità:
a) chiama in causa il Ministero dell'istruzione,
dell'università e della ricerca nella gestione delle scuole e
dei corsi di lingua e cultura italiane all'estero con la
creazione di un'Agenzia che faccia da raccordo tra il
Ministero stesso e quello degli affari esteri. Fino ad ora il
Ministero è stato escluso da questa gestione che, al
contrario, sarebbe di sua specifica competenza;
b) istituisce centri di formazione permanente a
carattere regionale e provinciale per la formazione dei
docenti destinati all'estero e dei docenti di italiano come
seconda lingua in Italia a favore dell'integrazione scolastica
degli studenti immigrati. Tali centri si impegnano a
rispondere ad una domanda crescente che attualmente è
insoddisfatta per carenza di risorse;
c) istituisce nuovi profili professionali per i
docenti esperti che rientrano dall'estero, al fine di non
disperdere le potenzialità e la professionalità acquisite e di
metterle al servizio di una comunità che sta diventando sempre
più internazionale e multiculturale. E', infatti, interesse
dell'amministrazione valorizzare e trarre profitto dalle nuove
competenze acquisite dal personale grazie al servizio
all'estero.
Per quanto esposto, onorevoli colleghi, vi chiediamo di
prestare la necessaria attenzione alla presente proposta di
legge, che avrà positive ricadute non solo sulle nostre
comunità all'estero, e cioè su quella "meta-nazione"
costituita dai quasi 4 milioni di italiani con passaporto
italiano, dai 60 milioni di oriundi e dai circa 360 milioni di
italofoni, ma anche sulla crescente domanda di italianità
degli autoctoni e degli stranieri nel mondo, nonché degli
immigrati in Italia, che necessitano di integrazione
linguistica e culturale.
Siamo convinti che tutte le forze politiche della Camera
dei deputati si troveranno d'accordo nel ritenere che una
politica completa ed attenta di diffusione della lingua e
della cultura italiane non possa tralasciare nessuna di queste
componenti, indispensabili affinché l'Italia abbia il posto
che merita nel panorama culturale mondiale.