XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 1120




        Onorevoli Colleghi! - L'agricoltura italiana, a seguito degli accordi internazionali e interni all'Unione europea, è interessata da importanti processi di trasformazione.
        A motivo di ciò è molto importante che i diversi fattori dell'organizzazione interna aziendale vengano attentamente valutati e tenuti sotto controllo. Tra questi ha particolare rilievo la meccanizzazione delle varie fasi di lavorazione all'interno del ciclo produttivo, il cui costo incide sensibilmente sull'intero costo di produzione.
        Parlare di meccanizzazione in agricoltura, oggi, significa parlare quasi totalmente di meccanizzazione per conto terzi.
        Il terziario agricolo è divenuto parte integrante del settore primario e l'impresa agromeccanica è diventata oggi un vero e proprio "fattore strutturale", dal quale l'agricoltura moderna non può prescindere. Una posizione che ha raggiunto grazie alle leggi di mercato ed economiche. Quelle stesse leggi vigenti in tutti i settori produttivi, i quali affidano al terziario la parte di servizi che non possono gestire al proprio interno.
        Alla certezza di queste affermazioni, si sovrappone la paura che la potenzialità delle imprese agromeccaniche, la professionalità ed il sacrificio degli imprenditori del settore siano soffocati dal silenzio delle istituzioni, dal colpevole disinteresse di quanti operano in agricoltura e soprattutto dalla mancanza di programmazione.
        La preoccupazione è che questo settore, che nel disinteresse quasi generale si è posto al servizio dell'agricoltura con risultati positivi indiscutibili e che oggi è ancora vitale, si adegui alla situazione vissuta in generale dalla nostra agricoltura e si trasformi in uno dei tanti settori in difficoltà.
        I produttori agricoli dovrebbero essere i primi a chiedere che il comparto della meccanizzazione agricola venga razionalizzato. I produttori agricoli dovrebbero sentire inderogabile la necessità di norme per disciplinare la materia, nella prospettiva di potersi rivolgere a veri professionisti.
        Tale richiesta di riconoscere ufficialmente la figura dell'imprenditore agromeccanico non nasce dalla volontà di soddisfare un'esigenza "corporativa".
        La confusione regnante nella meccanizzazione agricola è deleteria per l'intero settore primario e provoca un'involuzione, perché lascia spazio ad operatori occasionali, a macchine superate ed antieconomiche.
        Nell'intero Paese, secondo stime attendibili (e per difetto), l'intera domanda di prestazioni agromeccaniche è soddisfatta per il 40 per cento da forze "sommerse". Tutto ciò, oltre a significare una perdita secca per l'erario, quantificabile in lire 700 miliardi annui, comporta forzatamente il soffocamento degli operatori che agiscono alla luce del sole.
        La presente proposta di legge tenta di dare risposta organica a questa esigenza, pur demandando alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano la competenza in materia, ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione.
        La proposta di legge, che è costituita da dieci articoli, definisce il concetto di attività agromeccanica, i criteri per l'esercizio di tale attività e per l'iscrizione nell'apposito registro. E' prevista l'istituzione di una commissione, per ciascuna regione e provincia autonoma, che ha il compito, tra l'altro, di accertare i requisiti per l'iscrizione nel registro.
        Sono, inoltre, disciplinate le eventuali sanzioni amministrative per chi esercita abusivamente tale professione.




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